Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 243.220.717
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 25 maggio 2020 alle 19:53

Ripartenza 'con il freno a mano' per i bar. I pareri ad una settimana dalla nuova Fase 2

Il 18 maggio ha segnato una svolta, soprattutto per i tanti commercianti che sono stati costretti a rimanere chiusi per oltre due mesi a causa dell'emergenza Covid19. Tra le attività che hanno subito un lungo stop ci sono soprattutto bar, pub e ristoranti che, nonostante le restrizioni, hanno potuto riaprire i battenti e ora stanno cercando di ritornare progressivamente alla normalità. Seppur il servizio di take away sia consentito dall'inizio del mese, un cambiamento più sostanziale si è avvertito la scorsa settimana, quando i locali hanno potuto accogliere di nuovo i clienti, pur con tutte le limitazioni del caso. Ma non è facile e sono tanti i commercianti che - come riferiscono anche le cronache nazionali - hanno deciso di non riaprire.
Tra gli esercenti del territorio casatese che abbiamo contattato in questi giorni, diversi hanno preferito non rilasciare interviste: un atteggiamento più che condivisibile dopo un periodo come questo, fatto di sacrifici e privazioni. Altri invece, hanno deciso di condividere la propria esperienza, intrisa di impegno, sacrificio, ma soprattutto del desiderio di andare avanti nonostante tutto e di offrire un buon servizio ai loro clienti, pur con tutte le limitazioni del caso.

Un'immagine scattata da Mamà, bar-tabaccheria di Missagliola

''La tabaccheria e ricevitoria qui da noi a Missagliola non ha mai chiuso. Discorso a parte invece è da fare per il bar. Il nostro locale infatti, è stato inaugurato di recente, con l'apertura che risale al 6 agosto dello scorso anno. La chiusura, anche se per poco tempo, non ci voleva'' ci ha detto Stefania Bevacqua, socia e titolare di Mamà, nel cuore della frazione missagliese. ''Inizialmente sembrava che le cose andassero bene anche perchè c'era un movimento continuo di persone che passavano da qui, poi le cose hanno iniziato a peggiorare con l'arrivo dell'epidemia e con la chiusura del bar. Ora dopo la riapertura abbiamo cercato di rispettare le norme riguardanti il distanziamento unendo i tavoli e ponendo le persone ai lati opposti al fine di agevolare la comunicazione, ma rimanendo sempre in condizioni di sicurezza. Durante la Fase 1 anche noi ci siamo attrezzati con il take away, quindi le persone prendevano il proprio caffè e lo consumavano altrove. Ora c'è la possibilità di sedersi o consumare al banco ma tenendo sempre le opportune distanze e indossando i giusti strumenti di prevenzione quali mascherina e guanti. Purtroppo abbiamo risentito molto della chiusura, la perdita è stata consistente e pesante: molti nostri clienti abituali non sono più venuti a trovarci perché intimoriti. La fascia che, a mio parere, ha risentito di più di questa situazione è sicuramente quella degli anziani, i quali hanno ridotto al minimo le uscite da casa. Nonostante tutto non vi è stata la necessità di intervenire operando dei tagli al personale; ora siamo tornati tutti attivi, alternandoci di giorno in giorno. Siamo però stati costretti, durante il periodo critico, a fare riduzioni di orario chiudendo nel pomeriggio alle 16, ora invece rimaniamo operativi fino alle ore 20 di sera. Nonostante tutti gli sforzi che stiamo facendo, c'è ancora poco movimento''.


Un'immagine di repertorio dell'Arlati Caffè di Barzanò e a destra il titolare con l'ormai ''celebre'' bicchiere per il caffè take away

''Abbiamo iniziato già dal 4 maggio con il take away e adesso stiamo facendo anche servizio al tavolo e caffetteria'' ha spiegato Patrick Arlati, titolare di Arlati Caffè a Barzanò. ''Ovviamente abbiamo ridotto i tavoli da otto a quattro con tutte le ripercussioni del caso a livello economico. La gente è ancora un po' restia e preferisce non consumare nel locale. Sono tanti quelli che prendono un caffè da portare via. Per ora però, non ci possiamo lamentare: ciò che conta è ricominciare a lavorare".

Emanuele Comi nella sua Pasticceria di Via Cavour a Missaglia

Anche la pasticceria Comi di Missaglia ha organizzato un servizio di take away da lunedì a domenica; è infatti possibile ordinare in qualsiasi momento tramite gli strumenti messi a disposizione dall'esercizio commerciale. ''La riapertura è andata molto bene in quanto la gente ha ricominciato a girare, ma sempre con la dovuta cautela. Noi ci siamo attenuti alle norme vigenti fornendo gel igienizzante e guanti alla clientela, la quale può entrare nel locale tenendo le distanze di sicurezza e aspettando il proprio turno. Abbiamo inserito anche dei tavoli nuovi che si possono sanificare più velocemente; il locale inoltre, è stato diviso in due aree distinte, la prima dedicata all'asporto con i pasticcini, la gelateria e le torte, separata dalla parte bar. Stiamo allestendo un piccolo dehors con tre tavolini nella parte retrostante il locale, per mantenere le distanze e non creare assembramenti. Meno male che il periodo ci consente di lavorare bene senza la preoccupazione, come in inverno, dell'affollamento. Riusciamo a gestire senza problemi l'afflusso di persone, le quali guidate dal loro buon senso, sono consapevoli della situazione e rispettano le regole. Per quanto riguarda il laboratorio, abbiamo due reparti separati dove lavora una persona alla volta e che si danno il cambio. Durante la fase di lock-down abbiamo proposto il delivery che continua anche ora, perchè abbiamo avuto un riscontro positivo da parte dei clienti, per questo motivo stiamo lavorando anche per creare nuovi prodotti ad hoc per il take away. Un'altra novità che abbiamo messo in pratica è quella riferita agli orari: ora rimaniamo aperti anche il lunedì mattina per favorire la ripartenza'' ci ha detto Emanuele Comi.

Hemingway Pub e Tjb

''Da diverse settimane ormai offriamo un servizio di consegna a domicilio e più di recente di take away, per mantenere il contatto con i clienti'' ha dichiarato Tommaso Zangrillo, titolare del Tjb di Missaglia, che in queste settimane si è concentrato appunto sul delivery e sull'asporto presso il proprio locale di corso Europa, preparandosi alla ripartenza vera e propria - pur con le note limitazioni del caso - che ci sarà a breve. ''Un po' di timore di ricominciare c'è, anche se oggi è tutto così imprevedibile che non me la sento di fare previsioni''.
Dal 18 maggio ha riaperto anche il pub Hemingway di Monticello Brianza. Agli avventori, come ha spiegato Alberto Passoni, si chiede di prenotare il proprio tavolo prima di presentarsi al locale. Il titolare è fiducioso e spera in una rapida ripresa. "Abbiamo collocato tutti i posti a sedere ad un metro di distanza per rispettare le norme previste e i clienti devono necessariamente prenotare. Ora non ci resta che ripartire!".

Le sorelle Limonta, titolari del Bar Bello

''Noi abbiamo deciso di aprire il 18 maggio, anche perchè prima a nostro avviso non ne valeva la pena'' ci hanno detto Luisaella e Lori Limonta, titolari del Bar Bello di Missaglia. ''All'interno abbiamo ridotto i posti a sedere e al bancone è possibile stare massimo in due, ovviamente con le dovute distanze. Per accedere al locale è necessario indossare la mascherina e all'entrata abbiamo messo a disposizione il gel mani. Le persone sostano giusto il tempo di bere il caffè e poi vanno via. Notiamo che ciò che manca di piú alle persone, è proprio la possibilità di prendersi il proprio tempo per parlare con gli amici o con i conoscenti seduti al tavolo, di raccontarsi del più e del meno senza pensare al tempo che passa. Noi siamo fortunati perché abbiamo anche i tavolini all'esterno e con i portici la gente si distribuisce meglio. Devo ammettere che anche i ragazzi la sera sono responsabili e questa è una cosa positiva perchè è testimonianza del fatto che le persone hanno preso coscienza della situazione. Abbiamo apportato dei cambiamenti all'orario, decidendo di chiudere a metà giornata per fare le pulizie del locale, disinfettando il bancone e i tavoli, per poi riaprire un paio di ore dopo fino a sera. Sono diminuiti gli orari, sono diminuiti gli incassi, sono diminuite le persone, ma sono aumentate le spese''.

I gestori del Bar Italia di Missaglia

Opinione simile, quella espressa dai gestori del Bar Italia di Via Garibaldi a Missaglia. "Siamo stati testimoni di un calo importante delle consumazioni e nelle ordinazioni: vediamo qualcuno prendere il caffè in fretta e poi scappare, infatti dalle 11 in poi è un deserto. A mio parere non è stata affatto una ripartenza, bensì un proseguimento del lock down. Speriamo che la gente riacquisti un po' di sicurezza e torni a trovarci presto. Nonostante la costante apertura, prima con la tabaccheria e i giornali, poi la settimana scorsa anche con il bar, abbiamo lavorato meno della metà che nello stesso periodo dell'anno precedente. Ci manca proprio la clientela abituale e il rapporto che avevamo creato con loro. La fascia che a mio parere ha risentito di più è quella tra i 60 e gli 80 anni che al mattino venivano a farci visita e che ora non si vedono più" ci racconta con un po' di amarezza Dario Giuseppe Brivio.

© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco