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Scritto Venerdì 29 maggio 2020 alle 08:53

Missaglia: tre psicologhe a colloquio video con i genitori sulle conseguenze del Covid

“Purtroppo abbiamo sentito parlare spesso di difficoltà economiche legate all’emergenza Coronavirus, ma troppo poco invece della situazione psicologicamente imprevista e dura che le famiglie e i bambini hanno affrontato in questi mesi di quarantena”. Sono state le parole del presidente dell’associazione Fuoriclasse di Missaglia, Maurizio Este, che hanno aperto la videoconferenza di giovedì sera che ha riguardato il tema dell’isolamento e della nuova normalità sperimentati dalle famiglie con figli.
Per imparare a riconoscere i segnali di disagio dei più piccoli e cercare di capire come poterli aiutare, FuoriClasse e l‘Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini”, in collaborazione con il Comune di Missaglia, il Comune di Monticello Brianza e Il Volo Onlus, hanno infatti organizzano una conferenza dedicata ai genitori con il contributo di tre psicologhe esperte. Prima dell’inizio dell’evento, il coordinatore della serata, Diego Benfatto, ha lasciato la parola al dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Missaglia, la dottoressa Mariacristina Cilli, la quale non ha nascosto le difficoltà e gli sforzi enormi che il personale e i docenti hanno dovuto mettere in campo per adattarsi alla nuova situazione ma ha sottolineato comunque lo straordinario impegno dei genitori e degli studenti che hanno risposto positivamente durante il periodo di isolamento forzato.
A turno ciascuna professionista ha affrontato le principali criticità affrontate in ogni fase della vita dei giovani, partendo dai bambini di pochi mesi fino agli adolescenti, discutendo anche dei possibili modi con cui si possono gestire crisi e difficoltà per ogni stadio d’età.



La dirigente scolastica Mariacristina Cilli

La prima ad intervenire è stata la dottoressa Tabata Pomilia, psicologa e psicoterapeuta, specializzata in età evolutiva e nella cura dei disturbi d’ansia e nella gestione e riduzione dello stress, la quale si è occupata della fascia d’età che va dai 0 ai 6 anni. La psicologia ha fin da subito richiamato l’attenzione sulla facile vulnerabilità dei bambini di quest’età che sono stati esposti al rischio di chiudersi silenziosamente e progressivamente in se stessi a causa dell’impossibilità di frequentare i propri pari e altri ambienti diversi rispetto a quello domestico. L’apprendimento per i bambini ai primi stadi della vita avviene infatti soprattutto attraverso l’interazione diretta con la realtà esterna, una possibilità che è venuta improvvisamente meno negli ultimi mesi e che se anche non ha bloccato il loro sviluppo cognitivo ha comunque provocato alcune forme di regressione linguistica o emotiva a stadi precedenti il periodo pre-quarantena. “Dobbiamo riuscire a trasformare il periodo appena trascorso e quello che verrà come occasioni per essere più consapevoli in qualità di genitori del rapporto che abbiamo con i nostri figli, come interagiamo con loro e quanto siamo in grado di ascoltarli davvero. Il consiglio in questi giorni in cui si cercherà di tornare alla normalità è quello di continuare a mantenere una differente organizzazione e orari più o meno stabiliti tra i giorni lavorativi e quelli del week-end per non destabilizzare troppo i ritmi del bambino. È inoltre importante che proviate insieme a loro a dare un nome alle emozioni che provano, specialmente se sono in difficoltà nella loro gestione o se vengono manifestate in maniera troppo violenta” ha spiegato l’esperta, esprimendo infine perplessità per le proposte di riapertura degli asili nidi che, richiedendo misure necessariamente stringenti, impedirebbero al bambino di vivere in serenità la stessa relazione educativa con l’adulto e con gli altri bambini.


La dr.ssa Tabata Pomilia

A seguire è stato poi il turno di Cristina Brivio, psicologa, psicoterapeuta EMDR e responsabile del servizio di psicologia scolastica del Comune di Missaglia, che si è invece occupata della fascia d’età che va circa dai 6 ai 10 anni. I bambini, ha subito sottolineato l’esperta, hanno bisogno di rassicurazioni dai genitori che a loro volta devono però a questo punto raccontare la verità dei fatti, soprattutto rispetto alla gravità del virus e della situazione, senza nasconderne i lati negativi ma piuttosto aggiungendo sempre qualche parola di speranza e positività. Bisogna quindi assicurare il rapporto di fiducia con i bambini e non “tradirli” raccontandogli cose non vere, ma è soprattutto necessario far sentire il bambino protetto e tutelato sotto il tetto della propria casa, aiutandolo a recuperare il senso di sicurezza e appartenenza che in molti possono aver smarrito nei giorni di quarantena. “Per far stare bene loro dobbiamo sentirci sufficientemente bene noi in primis come genitori, rappresentando un punto di riferimento solido in grado di gestire le loro emozioni e accompagnandoli a superare le situazioni difficili che il virus ha presentato sul cammino di ciascuno, insieme'' ha commentato la dottoressa Brivio.



L’ultimo intervento è stato infine quello di Manuela Cazzaniga, psicologa e psicoterapeuta EMDR, responsabile del servizio di psicologia scolastica del Comune di Monticello Brianza e collaboratrice della Cooperativa Il Volo Onlus, la quale si è invece soffermata sulle situazioni più critiche che possono essere emerse in questi mesi per quanto riguarda i ragazzi adolescenti o in pre-adolescenza. Le due parole chiave per affrontare questa delicata fascia d’età sono state sicuramente negoziazione del dialogo e ricerca della privacy, due elementi che durante l’Isolamento forzato possono aver innescato difficoltà nei rapporti famigliari. L’adolescente si è visto infatti interrompere da un giorno all’altro quel processo che lo stava portando ad accostare o addirittura sostituire le figure genitoriali, come punto di riferimento su cui definire la propria identità, con il gruppo di amici o pari. L’isolamento lo ha inoltre spinto alla tendenza all’iper-connessione e alle difficoltà di affrontare individualmente il processo di apprendimento e la didattica a distanza. “A fronte di tutto ciò, la famiglia deve ridare all’adolescente una sorta di identità gruppale, affidandogli un ruolo all’interno della casa che lo faccia sentire davvero utile e valorizzando le sue immense e magari nascoste risorse. La famiglia è come una squadra e sarà sempre più necessario trovare nuove strade da percorrere per riuscire ad essere più flessibili e poter accompagnare i figli nel loro percorso di crescita,” ha concluso la psicologa. La serata è quindi terminata con una serie di domande da parte dei tanti utenti che si sono collegati alla videoconferenza per poter ascoltare i consigli e le osservazioni delle esperte, trovando conforto e comprensione nella consapevolezza che non si è soli, sia in qualità di genitori che di educatori, ad affrontare momenti più complicati e duri come quelli in atto.
M.B.
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