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Scritto Lunedì 01 giugno 2020 alle 17:38

Garbagnate: Stefano Stefanoni, direttore di coro, racconta la crisi del settore

Crisi nel mondo della musica al tempo del Coronavirus. Tra i settori che maggiormente hanno risentito dell'epidemia, c'è senza dubbio quello legato all'arte corale e orchestrale. Con le prime chiusure a partire dalla fine di febbraio, tutto il comparto è stato duramente colpito. E sarà con ogni probabilità uno degli ultimi a ripartire. Qualche novità, che aiuterà a districarsi tra le norme per garantire la sicurezza del pubblico e dei concertisti, potrebbe favorire una graduale ripresa a partire dalla metà di giugno.

Il maestro Stefano Stefanoni

A raccontarci questi mesi di difficoltà è Stefano Stefanoni, docente al liceo musicale Grassi di Lecco e alla Civica Scuola di Musica Antonio Guarnieri di Casatenovo dove è anche direttore di coro, ruolo che ricopre anche presso il coro Clara Wieck di Sondrio. 40 anni, residente a Garbagnate Monastero, ha un diploma di pianoforte ottenuto a Pavia, un altro in didattica della musica conseguito a Como mentre due anni fa si è laureato in direzione e composizione corale a Como. Sin dagli inizi della sua attività, ha insegnato in diversi istituti del territorio. A questo ha sempre affiancato la direzione corale, per la quale ha portato a termine l'apposito studio.
"All'inizio siamo rimasti spiazzati, poi man mano che si vedeva l'emergenza cavalcare, abbiamo capito che era fondamentale stare a casa" ha spiegato Stefanoni, che ha vissuto in prima persona l'esperienza legata al coronavirus. Ha infatti dovuto osservare il periodo di quarantena dopo che il Covid-19 gli ha portato via il padre. "Il virus mi ha fatto compagnia con sintomi fastidiosi, quindi capisco l'importanza del lockdown e delle misure prese. Poi però, c'è anche la voglia di tornare a comporre, di ricominciare a lavorare, pur con le dovute cautele".
Dal momento che non è solo direttore, ma anche compositore corale, in questi mesi ha trovato il tempo per preparare qualche brano.
Le scuole si sono attivate abbastanza velocemente per garantire la didattica a distanza, anche se i problemi di connessione non sempre hanno reso agevole il lavoro. "L'insegnamento è servito per cercare di tenere in piedi la struttura didattica. Poi, per le questioni prettamente musicali, per cui c'è bisogno di un contatto diretto, gli obiettivi quest'anno sono venuti meno" ha ammesso il docente.

VIDEO



Il problema maggiore lo ha avuto nella gestione dei cori: con i concerti saltati e l'impossibilità di seguire le prove dal vivo, non c'è vita per questo tipo di espressione musicale, ma Stefanoni ha avuto l'idea, come altri colleghi, di creare un coro virtuale per far rimanere unito il gruppo. "Con il coro femminile di Sondrio che dirigo abbiamo realizzato un video in cui ciascuno registra da casa la propria parte e, poi, io assemblo tutte le parti. Qui abbiamo realizzato canti polifonici di autori contemporanei, tra cui quello di Mariano Garau che, dopo averlo ascoltato, ci ha fatto pervenire i complimenti. Ora sto programmando un video con la scuola di Casatenovo, concentrato sulla musica folk".
Un'esperienza, quella del video virtuale, che ha permesso di mantenere unito il coro: "È stato un modo per sentirsi e fare gruppo visto che è difficile non fare la prova settimanale tutti insieme. Abbiamo cercato una motivazione pur rimanendo a casa. Attraverso i video virtuali è stato bello vedere come piccoli pezzi riescano a formare un coro. Riuscire a mettere tutte le parti insieme e vedere il risultato finale, fa sentire ancora parte del gruppo".

Il coro Clara Wieck di Sondrio

Questa proposta, ben accolta da entrambe le parti, è stata un modo per far prendere coscienza ai cantori del punto a cui è arrivata la voce. "La situazione ci ha costretti a trovare delle alternative per far rivivere la musica e il trovarsi. Dovremo affrontare un pò di fatica per reimpostare il lavoro fatto finora perché c'è bisogno di fare concertazione insieme" ha aggiunto Stefanoni. "C'è un forte bisogno e una grande voglia di tornare alla normalità dal punto di vista della musica corale: il trovarsi e stare insieme sono l'anima di un coro. Si tratta di compagini numerose e quindi è rischioso per l'emergenza. Speriamo però che dalla metà del mese ci sia qualche apertura. Le prime indicazioni chiederebbero ai cori di trovarsi in spazi grandi, cominciando a far provare alcune sezioni". Pur nel rispetto delle regole di distanziamento, anche i cori hanno oggi voglia di ripartire.
M.Mau.
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