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Scritto Mercoledì 03 giugno 2020 alle 18:23

Annone: rinviati a giudizio 4 su 5 indagati per il crollo del ponte. Patteggia un anno e 2 mesi l'ing.Torresan, consulente di Anas

Si tratta di una banale coincidenza ma... il processo per il crollo del ponte di Annone si aprirà il prossimo 11 settembre, data indelebilmente legata al crollo delle torri gemelle. Al cospetto del giudice Enrico Manzi, assegnatario del fascicolo, non ci sarà però l'ingegner Torresan. Il professionista, in tempi non sospetti incaricato da Anas per la redazione di una perizia sullo stato del manufatto a scavalco della SS36 poi collassato, ha infatti optato per il patteggiamento: un anno e 2 mesi la pena (sospesa) irrogata nei suoi confronti dal Gup Paolo Salvatore, su accordo trovato tra le parti. Andranno invece a dibattimento tutti gli altri imputati. E' questo l'esito dell'udienza preliminare con la seduta odierna celebrata presso l'auditorium della Camera di Commercio per ottemperare - in termini di distanziamento - alle misure previste in tema di contenimento del coronavirus.

Un'immagine del ponte crollato il 28 ottobre 2016

Dopo l'ammissione delle parti, avvenuta prima del lockdown, quest'oggi era prevista la trattazione delle questioni preliminari e la conseguente decisione del Gup, al cui cospetto nessuno - se non appunto Torresan - ha optato per adire a riti alternativi.
Nel registro degli indagati risultavano iscritte complessivamente cinque persone; contestati - a vario titolo - i reati di lesioni, disastro colposo, crollo di costruzioni e omicidio colposo. A pochi mesi dalla tragedia un avviso di garanzia aveva raggiunto gli ingegneri Angelo Valsecchi, all'epoca dei fatti dirigente del settore viabilità e Infrastrutture della Provincia di Lecco, Andrea Sesana, responsabile del servizio concessioni e reti stradali sempre della Provincia di Lecco e Giovanni Salvatore, capo del centro manutenzioni dell'Anas per la Lombardia. A loro si sono aggiunti successivamente Silvia Garbelli, funzionario tecnico del settore pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo, e Roberto Torresan appunto. Incaricato di effettuare uno studio di manutenzione straordinaria sul cavalcavia per conto di Anas, quest'oggi il professionista è uscito di scena dal procedimento.
Nella prima udienza svoltasi a inizio gennaio al cospetto del giudice Salvatore era stato affrontato esclusivamente il nodo relativo alla costituzione delle parti civili e la chiamata in causa dei responsabili civili ovvero di quei soggetti che in caso di condanna dell'imputato loro correlato prenderanno poi una posizione parallela a quella dello stesso nel processo civile. A questo proposito erano stati ammessi quali parte civile, gli eredi di Claudio Bertini, il civatese in transito sotto il cavalcavia proprio al momento del crollo dalla campata, l'autotrasportatore Vasile Ciorei, gli altri automobilisti sopravvissuti al crollo (una famiglia di Mandello composta da tre persone e il conducente della vettura rimasta "in bilico" dinnanzi al vuoto venutosi improvvisamente a creare) nonché la Provincia di Lecco, Anas e il Codacons nazionale. Esclusi invece - dopo la valutazione del giudice - il ramo
Il giudice Salvatore
regionale dell'associazione a tutela dei consumatori nonché l'Anmil, l'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro interessata a tutelare gli interessi del camionista. Ottenuta poi la chiamata in causa, quale responsabile civile, di Anas e delle Province di Lecco e Bergamo (con la società e i due enti pubblici che hanno esercitato tale facoltà anche in maniera incrociata tra loro).
Basata in gran parte sulla consulenza affidata al professor Marco Di Prisco del Politecnico, l'indagine sul crollo del ponte rappresenta una delle più complesse portate avanti dalla magistratura lecchese negli ultimi anni. Una vicenda giudiziaria, quella legata alla tragedia avvenuta il 28 ottobre 2016 sulla superstrada 36 all'altezza del territorio di Annone, sfortunata e travagliata, fermata pure dall'epidemia da coronavirus che aveva costretto a rimandare l'udienza in programma lo scorso marzo, posticipandola ad oggi in una nuova location per poter garantire il distanziamento sociale.
Se ad occuparsi per primo del fascicolo - sotto la supervisione del numero uno della magistratura lecchese, Antonio Chiappani - era stato il sostituto procuratore Nicola Preteroti, con il suo trasferimento a Bergamo la palla era passata alla collega Cinzia Citterio (oggi a Monza) e infine ad Andrea Figoni. Quest'oggi in aula avrebbe dovuto esserci anche la collega Laura Siani, deceduta però in tragiche circostanze nelle scorse ore.
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