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Scritto Mercoledì 03 giugno 2020 alle 21:20

Annone, crollo del ponte: le richieste avanzate (e cassate) in udienza. Tra queste anche quella di indagare sulla Polstrada

L'esito dell'udienza preliminare del procedimento per il crollo del ponte di Annone lo abbiamo "spoilerato": un patteggiamento e 4 rinvii a giudizio, percorrendo una strada che pareva già essere stata tracciata lo scorso gennaio, durante la prima seduta al cospetto del giudice per le udienze preliminari Paolo Salvatore, al momento della costituzione delle parti (alle quali quest'oggi si è aggiunto quale parte civile anche Roberto Colombo, l'autista della vettura rimasta in bilico sul cavalcavia dopo che l'impalcato, in un amen, è collassato dinnanzi ai suoi occhi).

Alcune immagini del crollo del ponte nell'ottobre 2016

La decisione del GUP che ha accolto la richiesta di rito alternativo avanzata dall'ingegner Roberto Torresan inviando invece all'attenzione del collega Enrico Manzi le posizione di Angelo Valsecchi (Provincia di Lecco), Andrea Sesana (Provincia di Lecco), Giovanni Salvatore (ANAS) e Silvia Garbelli (Provincia di Bergamo) rappresenta però chiaramente solo l'ultimo atto di una lunga giornata trascorsa in Aula (o meglio nell'Auditorium della Casa dell'Economia divenuto sede giudiziaria per l'occasione, in nome del distanziamento previsto in materia di contenimento del coronavirus). Apertasi qualche minuto prima delle 11 - dopo un veloce passaggio solo formale in Tribunale ed osservando poi un minuto di silenzio in memoria del sostituto procuratore Laura Siani, mancata nel fine settimana - la camera di consiglio si è protratta fin oltre le 17 con una serie di richieste avanzate tutte poi "cassate" dal dr. Salvatore ma evidentemente di interesse anticipando di fatto quella che con ogni probabilità sarà la linea mantenuta nel corso del dibattimento.

L'avvocato Stefano Pelizzari, difensore dell'ingegner Sesana, responsabile del servizio concessioni e reti stradali per Villa Locatelli, ha esordito chiedendo che la Provincia di Lecco venisse estromessa dal processo quale parte civile, sollevando un problema di compatibilità.
L'Ente è stato infatti ammesso sia appunto quale presunta parte offesa ma anche quale responsabile civile e dunque come soggetto che in caso di condanna dei propri dipendenti (Sesana e Valsecchi) verrà agli stessi equiparato in sede di causa civile, concorrendo di fatto a eventuali risarcimenti. Vittima e co-imputato, ci si passi la semplificazione. Realtà interessata tanto alla condanna quanto all'assoluzione dei suoi ingegneri. Il giudice ha però rigettato la questione, posticipando la decisione nel merito al momento in cui l'eventuale conflitto si concretizzerà.

Gli avvocati Stefano Pelizzari e Edoardo Fumagalli

Sempre l'avvocato Pelizzari, poi, con i colleghi Edoardo Fumagalli (per Valsecchi) e Raffaella Rizza (per Salvatore) ha insistito per congelare la situazione chiedendo al giudice un'integrazione delle indagini per valutare la posizione di altri tre soggetti, in relazione a due dei quali, nella propria disquisizione, aveva già parlato argomentando sul perchè dell'esclusione dall'elenco degli imputati, anche il Procuratore Antonio Angelo Chiappani, in udienza al fianco del sostituto Andrea Figoni, erede ultimo di un fascicolo passato nelle mani di altri 2 PM, poi trasferiti altrove. Si tratta di Vasile Ciorei, l'autotrasportatore al volante dell'autoarticolato sotto il cui peso il ponte è crollato (ammesso invece quale parte civile) e dell'impresa orobica Nicoli, proprietaria del mezzo e responsabile del trasporto. "Contestata" loro, dai tre legali, la mancata presenza della necessaria scorta al tir nonché la scelta del conducente di imboccare il cavalcavia nella propria corsia di marcia quando invece - stando alla perizia redatta dal professor Marco Di Prisco, nominato dalla Procura su cui si basa il castello accusatorio - se fosse transitato in centro alla carreggiata, come da prescrizioni, avrebbe evitato il crollo.

Terzo attore "tirato in ballo" chiedendo ulteriori accertamenti è infine... la Polizia Stradale. Gli operanti avrebbero potuto evitare la tragedia se, dopo la segnalazione di calcinacci a terra, fossero rimasti in posto vietando l'uso dell'infrastruttura a scavalco della ss36? Questo il quesito, di fondo, alla base dell'istanza avanzata dai difensori, non accolta dal GIP che ha altresì, infine, rigettato anche la richiesta, sostenuta ancora dall'avvocato Pelizzari, di dichiarare nulla la consulenza dello stesso ordinario del Politecnico alla quale hanno partecipato soggetti che - a detta del penalista lecchese - non avrebbero dovuto partecipare quali il Codacons e Anas, moltiplicando gli accusatori di Sesana. Pur riconoscendo il substrato interessante, il dr. Salvatore ha ritenuto che tale eccezione non costituisca motivo di nullità, tirando così diritto fino all'accoglimento della richiesta di patteggiamento di Torresan e alla fissazione, per l'11 settembre, della prima udienza (di formazione del fascicolo e dunque tecnica) dibattimentale per gli altri 4 imputati.
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A.M.
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