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Scritto Giovedì 04 giugno 2020 alle 11:24

Bosisio: primo matrimonio del 2020. Si celebrano in media 30 unioni all'anno

Primo matrimonio dell'anno a Bosisio Parini, quello tra Gloria e Filippo. L'altro giorno si è celebrato il primo rito civile a meno di un mese dall'allentamento delle misure di restrizione causa Coronavirus. Un segno della voglia di ricominciare, partendo da un passo importante per la vita affettiva.
Proprio l'infezione respiratoria, con tutte le conseguenze che conosciamo, porterà con ogni probabilità a una generale riduzione anche delle unioni. Numerose coppie hanno preferito rimandare ad altra data la loro festa: l'incertezza causata dal confinamento unita alla necessità di dover programmare l'importante evento nel dettaglio, hanno provocato una reazione che causa ripercussioni a catena per tutto il settore.

Gli sposi Gloria e Filippo con il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Borgonovo

Bosisio è una scelta piuttosto gettonata tra gli sposi. Ormai da qualche tempo, presso il comune vengono mediamente celebrati una trentina di matrimoni all'anno, quattro o cinque di cittadini del paese, i rimanenti provenienti da fuori. Numeri che nel 2020 non seguiranno la medesima linea: "Quest'anno, da gennaio a oggi, avremmo già dovuto celebrare una decina di matrimoni ma sono stati tutti rinviati: alcuni da settembre in avanti, altri al 2021" ha dichiarato il presidente del consiglio comunale Giuseppe Borgonovo che ha seguito la cerimonia, come per tutti i riti che uniscono le persone provenienti da fuori paese (i riti civili che vedono coinvolti i bosisiesi sono invece curati dal sindaco Andrea Colombo).
"La coppia ha deciso di coronare il sogno d'amore dopo dieci anni di convivenza, vestendo l'amore con i panni del matrimonio. É stata una cerimonia sobria con un numero di partecipanti ridotto a una ventina" ha proseguito Borgonovo.
Bosisio dispone di due alternative per i matrimoni civili, segno dell'importanza del vincolo che con questo rito viene suggellato: il comune e un ristorante che è sede municipale, autorizzata dalla Prefettura. "Il rito è avvenuto in luogo aperto, nel rispetto dei protocolli anti contagio, con la mascherina e il distanziamento. Io stesso soltanto quando mi sono trovato a una distanza di sicurezza dagli sposi ho tolto la mascherina" ha precisato.

La stessa sposa, in elegante abito color avorio, si è adeguata ai protocolli di legge: niente velo in tulle, ma una mascherina arricchita con tulle di seta a completare il tubino dalle linee semplici.
"Sono contento che ci sia stato il primo matrimonio. É una sensazione positiva perché siamo ancora frastornati da quanto è successo nelle scorse settimane. L'impressione è quella di essere stati investiti da un treno in corsa e, ora, di essersi risollevati, tornando alla vita di tutti i giorni. Siamo partiti e questo è un segno bello e prezioso" ha commentato il presidente. "Dopo tanto tempo di esilio nell'abitazione, essere tornato a una certa normalità, è stata per me un'emozione importante. Ora aspettiamo i prossimi matrimoni, durante i quali continueremo a seguire i protocolli di legge. Abbiamo a disposizione grandi spazi e questo fatto permette la celebrazione di matrimoni in tutta sicurezza, anche in questo periodo".
Quest'anno, in base alle prime stime, verranno celebrati quasi la metà dei matrimoni dello scorso anno. A Bosisio, inoltre, si registrano, in piccola percentuale, unioni civili che variano tra una e due all'anno.

Chiedendo al presidente il motivo per il quale tante persone scelgano Bosisio per suggellare la loro unione, ci sentiamo rispondere, senza esitazione: "Perché è il paese dell'amore". Saranno il lago e gli ampi spazi verdi ad attrarre così tante coppie ogni anno? Senz'altro sono un sfondo ideale per le foto che vanno a comporre l'album delle nozze.
M.Mau.
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