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Scritto Giovedì 11 giugno 2020 alle 11:38

Lettera aperta all'amministrazione e all'intero consiglio comunale di Oggiono su Retesalute

Da cittadino oggionese, che cerca di essere consapevole sulle questioni più importanti che ruotano attorno alla nostra Comunità, avevo già espresso la mia opinione (vedi link in basso) riguardo alla delicatissima vicenda di Rete Salute, Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico ( senza scopo di lucro) per la gestione/erogazione dei Servizi alla Persona (soprattutto in condizioni di difficoltà) , a cui anche Oggiono aveva aderito nel 2019.

Rete Salute è un ente, un consorzio di Comuni, per mezzo del quale vengono erogati i servizi socio-assistenziali, socio-educativi e socio-sanitari ai propri cittadini. I Comuni, per ottimizzare i servizi e ridurre i costi, si sono consorziati per erogare servizi essenziali alle fasce deboli e ai più bisognosi, ad esempio, i disoccupati, le famiglie indigenti, i disabili. . Rimandando alla lettura dei miei 2 precedenti contributi pubblici sopra menzionati e soprattutto ai numerosi articoli d'aggiornamento riportati in particolare sui siti online del meratese/casatese/oggionese , mi permetto, visto la piega che la situazione sta assumendo, di indirizzare alla nostra Amministrazione Comunale come all'intero Consiglio Comunale, ed a maggior ragione a tutti i cittadini oggionesi ( ma non solo), un pressante ed esplicito appello a non uscire da questo Consorzio Pubblico. Pur comprendendo alcune fondate argomentazioni, emerse anche dal dibattito pubblico , che apparentemente sembrerebbero poter giustificare questo abbandono, continuo a ritenere ancor più convintamente che non si debba "gettare il bambino (il modello Azienda Speciale) con l'acqua sporca ( il "buco" di svariati milioni che è stato incredibilmente disvelato). Qui non si tratta, a mio parere, di una questione di "campanile" (il "meratese/casatese" contro il "lecchese" che ha privilegiato un altro modello più aperto al "mercato" pur in ambito d'Impresa Sociale - più sotto un vecchio eloquente articolo ) ne tanto meno di appartenenza partitica o di area politica (troppe volte abbiamo assistito a vari livelli alla subordinazione delle scelte alle convenienze del momento) : qui si tratta, oltre ad assicurare il doveroso accertamento delle responsabilità in tutte le sedi competenti, di preservare un patrimonio del territorio e una delle poche gestioni non solo interamente pubbliche, ma anche non a scopo di lucro, garantendone l'esclusiva e qualitativa funzione sociale, rispettando nel contempo criteri di efficienza, efficacia ed economicità. Quindi la vera posta in gioco sarebbe quella di non contribuire ad affossare un modello che mantiene inalterata la sua legittimazione non solo giuridica ma anche sociale, che del resto anche in passato, come documentato dai media locali, aveva subito qualche tentativo non sempre disinteressato di "erosione". E la questione in tempi di Coronavirus di cosa comporta il graduale esautoramento delle gestioni pubbliche virtuose in campo socio-sanitario è lì, ineludibile, anche per il cittadino meno informato. Come anche quella relativa alla gestione dei Beni Comuni Essenziali. L'invito per tutti, e a maggior ragione per chi ci rappresenta, è quello in primis di approfondire molto tutti i vari aspetti connessi ma soprattutto di non ridurre le evidenti questioni e visoni sociali sottese quasi a "libro dei sogni", vista peraltro la qualità dei servizi realmente espressi da Rete Salute. Sarebbe infatti, lo ripeto, un grave errore "buttare il bambino con l'acqua sporca". A tutti fare la propria parte !

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Germano Bosisio
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