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Scritto Giovedì 11 giugno 2020 alle 13:32

Costa: la GdF di Como sequestra in un'azienda 45mila mascherine non certificate

I Finanzieri del Comando Provinciale Como, nell'ambito delle attività di controllo connesse all'emergenza sanitaria in corso, hanno sequestrato in varie aziende del territorio lecchese e comasco, oltre 263.000 mascherine generiche pronte per essere vendute come dispositivi di protezione individuale o dispositivi medici, 152.000 mascherine "KN95-FFP2", poste in commercio senza le previste certificazioni di sicurezza dell'Unione Europea, e 100.000 false etichette attestanti la genuinità dei prodotti.
I Baschi Verdi della Compagnia di Como, a conclusione di un controllo effettuato nei confronti di un operatore commerciale di Erba, dove erano custodite 300 mascherine di filtro facciale "tipo FFP2", hanno identificato il fornitore/importatore della merce. Si tratta di una società avente sede legale a Costa Masnaga, dove i finanzieri hanno rilevato e sequestrato circa 45.000 mascherine in attesa di essere vendute.

La documentazione prodotta in sede di accesso, "Certificato di Compliance" e "Test Report", rilasciata da un Ente cinese non rientrante tra gli organismi notificati previsti dalla normativa vigente, è risultata non idonea per l'apposizione del marchio CE, non garantendo quindi standard di sicurezza comunitari.
Contestualmente, i Finanzieri della Compagnia di Olgiate Comasco hanno individuato e sequestrato 25.000 mascherine pronte per essere messe in commercio come dispositivi di protezione individuale con marchio "CE" falso e privi delle previste certificazioni da parte di una società con sede a Como.
I dispositivi sequestrati (mascherine FFP2), alla vista erano conformi alla normativa vigente, in quanto posti in vendita all'interno di una attività commerciale, con tanto di marchio CE. Quando però i militari hanno richiesto l'esibizione della documentazione idonea ad attestare la conformità CE ed il possesso delle qualità tecniche che caratterizzano le mascherine tipo FFP2, è stato consegnato un documento emesso da una società polacca non autorizzata a rilasciare queste forme di certificazioni.
A seguito di ulteriori controlli condotti presso una società della provincia comasca, i Baschi Verdi hanno sequestrato 265.000 mascherine generiche, spacciate per dispositivi di protezione individuale e dispositivi medici e 100.000 etichette adesive con indicazioni false per il cliente finale.

Di queste, 60.000 riportavano la dicitura "validazione straordinaria prevista dall'art. 15 del D.L. 18/20 (cd. "Cura Italia") nonostante il titolare dell'impresa non fosse in possesso di alcuna autorizzazione rilasciata dall'Inail e dall'Istituto Superiore di Sanità, mentre le restanti 40.000 riportavano illegalmente il marchio CE.
Infine, un altro controllo è stato effettuato presso un ulteriore esercizio commerciale operante nella provincia lariana nel corso del quale sono stati sottoposti a sequestro dai finanzieri 81.000 dispositivi di protezione individuale, la cui documentazione è risultata incompleta ai fini della corretta applicazione della marchiatura CE.
I quattro titolari delle attività commerciali sono stati segnalati alla competente Camera di Commercio di Como-Lecco. Rischiano una sanzione che varia dai 500 euro a un massimo di 128.000 euro.
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