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Scritto Venerdì 12 giugno 2020 alle 18:48

PICCIONI E....5G

Ho pensato di scrivere queste righe dopo aver parlato con un conoscente appassionato di piccioni viaggiatori che alleva e con cui ha portato a termine molte gare in tutto il mondo.
Mi ha raccontato che tempo fa, dopo aver accompagnato lungo l'Adda i suoi piccioni per un allenamento, è tornato a casa e, stupito di non trovarli in piccionaia, ha fatto il percorso a ritroso e ha avvistato i piccioni che volavano in circolo intorno ad una imponente antenna (di potenza inferiore rispetto a quelle con tecnologia 5G) faticando non poco per riportarli a casa in quanto i piccioni avevano perso completamente l'orientamento a causa delle perturbazioni elettromagnetiche.
Ora i piccioni si rifiutano di seguire la naturale traiettoria lungo l'Adda e seguono un percorso più lungo e tortuoso. Questo mi ha fatto riflettere e pensare che, come il delicato "navigatore" dei piccioni è disturbato, a maggior ragione potrebbe esserlo ciò che abbiamo di più prezioso: il cervello umano.
Lo stato italiano ci ha dotato di una legge importantissima L.22 Dicembre 2017 n. 219, sul CONSENSO INFORMATO, che consiste nel fatto che prima di ogni pratica medica il paziente debba essere informato sui rischi ed effetti collaterali e firmare un CONSENSO INFORMATO e cioè CONSAPEVOLE.
Tale consenso riguarda dai più piccoli interventi ambulatoriali fino ai grandi interventi di sala operatoria.
Gli operatori sanitari sono sottoposti a GRAVI SANZIONI e tenuti a RISARCIMENTI se non rispettano tale procedura.
Ora, di fronte all'avanzare dell'installazione degli impianti 5g, le uniche informazioni fornite ai cittadini italiani sono pubblicità fuorviante, in quanto gli spot sul 5g ci fanno vedere atleti giovani belli e di successo accostati a questa tecnologia o chirurghi che possono operare dal matrimonio della figlia a Porto Venere, senza recarsi in ospedale o ci promettono connessioni ultra veloci, realtà aumentata e internet delle cose, ma non ci dicono nulla sui possibili rischi per la salute umana.
Mi risulta che più di 170 studiosi nel mondo abbiano firmato chiedendo una moratoria in attesa di ampliare gli studi degli effetti sull'uomo e sulla fauna e che in Italia l'Istituto Ramazzini di Bologna e in America il National Toxicology Program abbiano già verificato le relazioni tra 5g e tumori cerebrali e tessuto nervoso cardiaco.
A questo punto entra in gioco il principio di precauzione che si è evoluto dagli anni 70 fino al "Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea" articolo 191.
Tale principio enuncia il fatto che, nel dubbio che una certa pratica medica o tecnologica possa essere nociva per la salute, occorra tenere una condotta cautelativa ed intensificare la ricerca prima di decidere se attuarla.
GIA' PIU' DI 500 SINDACI HANNO POSTO IL VETO SULLE INSTALLAZIONI DI ANTENNE SUL PROPRIO TERRITORIO.
Occorre quindi rispettare questi due principi, consenso informato e principio di precauzione, per non trasformare la tecnologia 5g nel più grande esperimento sanitario di massa su una popolazione inconsapevole e incolpevole e far sì che le decisioni in materia siano prese da persone non in palese conflitto d'interesse.
I cittadini che vogliano informarsi sulla tematica si possono riferire al sito "Alleanza Italiana stop 5G dove si trova un fax-simile da indirizzare al proprio sindaco per una moratoria e per una collaborazione attiva nei confronti delle persone già colpite da sindrome da elettrosensibilità.
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