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Scritto Lunedì 15 giugno 2020 alle 15:00

''In questi mesi ci siamo sentiti abbandonati''. Un'alunna scrive al ministro Azzolina

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che una bambina residente nel casatese che frequenta la scuola primaria, ha scritto e indirizzato al ministro dell'istruzione Lucia Azzolina, al termine di questo lungo periodo segnato dalla didattica a distanza. Nel documento l'alunna ha elencato tutta una serie di criticità riscontrate in queste settimane di lezioni effettuate attraverso il pc e ha espresso l'auspicio che a partire da settembre si possa tornare a seguire le lezioni in classe. ''Tutti gli scolari non vedono l'ora di Settembre per ritornare a scuola con i compagni, gli insegnanti e gli amici alla riapertura dei cancelli delle sedi scolastiche. Le chiedo gentilmente di fare in modo che le scuole riprendano le loro attività come prima, pur dovendo adottare misure di protezione. Noi ci siamo sentiti abbandonati in questi mesi. Prima di noi c'era sempre qualche altra priorità e gli studenti erano negli ultimi posti'' si legge nella lettera scritta dalla piccola alunna del casatese che riportiamo in forma integrale qui di seguito:

Buongiorno Ministra Azzolina.
Quest’anno a causa del coronavirus non abbiamo potuto terminare l’anno scolastico in presenza, di conseguenza abbiamo dovuto fare la didattica a distanza.
Per gli studenti, le insegnanti e i genitori questo nuovo metodo didattico è stato molto diverso e un po’ difficile, perché a scuola se non capivamo qualcosa potevamo chiedere alla lezione successiva, invece con la didattica a distanza (D.A.D.) se non capivamo dovevamo “arrangiarci” da soli.
Tanti alunni sono sempre attaccati al computer, altri sempre soli … “ pazzesco” !
Io all’inizio non mi trovavo molto bene a lavorare da sola, sulla mia scrivania, senza gli scherzi dei miei compagni o le risate che interrompevano le spiegazioni delle maestre.
In questa strana normalità mi mancava giocare a forza 4 durante l’intervallo o nella pausa mensa, condividere con i miei amici il pasto, chiacchierare insieme, fare i nostri discorsi con compagni e maestre, fare motoria, musica, matematica, italiano, scienze, geografia, geometria, storia, insomma la vera condivisione in un gruppo classe.
Quando avevo bisogno di chiarimenti, dovevo chiedere alla mamma o al papà ma, non potevo chiedere alle insegnanti perché non erano presenti. Alcune volte chiedevo durante le video lezioni o tramite PC ma, non sempre potevo farlo perché il tempo a disposizione non era paragonabile a quello di una normale lezione in presenza.
Durante questo periodo, ho visto fino in fondo la vita dei miei genitori all’interno della casa in particolare quella della mia mamma. Ho visto l’aiuto che ci danno, giocando con noi tre e conciliando nello stesso momento i loro lavori e le loro mansioni. Mi sono accorta che non è facile, ma in certe situazioni non ci sono alternative. Loro ci hanno dimostrato di potercela fare e questo mi ha dato la forza di superare anche alcuni miei momenti di difficoltà e tristezza.
In questi tre mesi ho imparato che non sempre si può fare quello che si vuole, ma che bisogna accettare e convivere ogni situazione con chi ci sta accanto e ci vuole bene anche ciò che non sempre ci piace.
Credo di essere cresciuta in questi lunghi mesi … ma non voglio e non vogliamo più essere in queste condizioni!
Tutti gli scolari non vedono l’ora di Settembre per ritornare a scuola con i compagni, gli insegnanti e gli amici alla riapertura dei cancelli delle sedi scolastiche.
Le chiedo gentilmente di fare in modo che le scuole riprendano le loro attività come prima, pur dovendo adottare misure di protezione.
Noi ci siamo sentiti abbandonati in questi mesi. Prima di noi c’era sempre qualche altra priorità e gli studenti erano negli ultimi posti.
Ci sarebbe piaciuto poterci rivedere per un saluto nel giardino della scuola, anche solo l’ultimo giorno, ma non ci è stato concesso. … non ci sembra di chiedere troppo … lei che ne pensa?
Pensi alle insegnanti con i figli a casa, come è difficile per loro; lavorare con intorno i figli, far fatica a preparare il lavoro perché hanno i bimbi piccoli e giustamente li devono seguire allattandoli, giocando con loro, aiutarli nei compiti ecc…
Solo lei e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte potete aiutarci …
Le chiedo gentilmente a nome mio e degli studenti italiani di pensare a tutto questo.
Grazie anticipatamente, cordiali saluti.

Lettera firmata

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