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Scritto Lunedì 15 giugno 2020 alle 17:03

Centri sportivi, Spa e palestra faticano con l'avvio. Le realtà piccole a rischio chiusura

Fabio Gerosa, SLC Cgil Lecco
Tra i primi ad avere sospeso le proprie attività con l'esplosione della pandemia nel nord Italia, i centri sportivi, benessere e le palestre sono in questi giorni alle prese con quello che può essere definito un brusco risveglio.
Chi ha avuto le risorse per farlo ha riaperto, facendo i conti con una riduzione del lavoro inimmaginabile ad inizio febbraio, ma ci sono anche molte strutture nel Lecchese che ancora non hanno riaperto, in buona parte quelle più piccole dove la fatica maggiore è quella di affrontare le ingenti spese che la continua sanificazione degli spazi richiede.
Tutto ciò non poteva che avere ripercussioni sugli organici. Le aziende, loro malgrado, si sono viste costrette a rinunciare innanzitutto ai loro collaboratori occasionali, professionisti dello sport che al netto del bonus che le varie federazioni hanno contribuito ad erogare non hanno avuto alcuna tutela nel corso dell'emergenza sanitaria, quando l'Italia era in lockdown, non potendo contare su alcun ammortizzatore sociale. L'allarme arriva anche da Fabio Gerosa, segretario SLC Cgil di Lecco.
''Ci sono impianti sportivi, palestre e centri benessere nel Lecchese in grossa difficoltà'' ha spiegato. ''Per molti non è stato semplice confrontarsi con una situazione organizzativa da rivedere completamente. Molti ancora non hanno riaperto per mancanza di liquidità e risorse per strutturare un protocollo. Altre arrivavano da investimenti di ristrutturazione o ampliamento che non sono riusciti a compensare con una stagione lavorata a pieno regime. Il problema riguarda anche i lavoratori. Il personale di queste realtà chiuse sono ancora in cassa integrazione, ma a preoccupare è la situazione dei collaboratori che di ammortizzatori sociali non ne hanno visti. Ci sono casi di famiglie dove padri e madri sono entrambi collaboratori sportivi e da fine febbraio non portano a casa lo stipendio''.
Un grosso problema, ha aggiunto Gerosa, la cui portata sarà più evidente da luglio.
''Non sembra, ma i lavoratori dei centri sportivi sono davvero tanti nel Lecchese'' ha commentato. ''Oggi è forse ancora prematuro dire o comprendere come il settore ha risposto all'emergenza coronavirus. E' possibile che a luglio ci troveremo di fronte a numerose chiusure di chi non ha avuto e quello sarà la vera conseguenza''.
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