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Scritto Sabato 27 giugno 2020 alle 13:42

Sirtori: identità e pregiudizi al centro del primo romanzo del 21enne Aziz Sawadogo

''Uno degli scopi del libro è proprio quello di dar voce al fatto che le nostre origini e il colore della nostra pelle non devono essere degli elementi che ci identifichino a priori, ma dovrebbero rappresentare invece un dato marginale, che non definisce assolutamente la nostra persona''. Con queste parole il giovane sirtorese Aziz Sawadogo ha descritto il suo primo libro, pubblicato lo scorso 19 giugno e dal titolo ''La Nebbia fra di noi: io non sono nero''.

Aziz Sawadogo

21 anni, studente di giurisprudenza al terzo anno e presidente della sezione giovanile a livello lombardo del movimento federalista europeo, Aziz non si aspettava che il periodo di quarantena dovuto al Covid-19 avrebbe rappresentato per lui il trampolino di lancio perfetto per concentrarsi sulla stesura del proprio romanzo e affrontare le diverse tematiche in esso trattato in modo viscerale e concreto. L'idea del libro nasce in realtà circa due anni fa, a seguito delle elezioni politiche del 4 marzo, quando all'epoca, dopo l'insediamento al governo giallo-verde era nata una polemica attorno al senatore Toni Iwobi, eletto tra le fila della Lega. In molti infatti, avevano criticato - tenendo conto delle sue origini - la sua adesione al partito, ritenendo un evento insolito il fatto che un uomo di colore potesse condividere idee e programmi del partito di Matteo Salvini. Questo aveva fatto riflettere Aziz sulla percezione che la società ha nei confronti delle minoranze etniche e dei ragazzi immigrati di seconda generazione, rilevando la tendenza diffusa a classificare le minoranze all'interno di una concezione "quadrata". L'idea quindi che un uomo nero possa essere leghista fa storcere il naso ma non dovrebbe essere così perché ognuno ha la sua storia e la sua individualità e se Toni Iwobi si sente rappresentato dalla Lega è legittimato a perseguire le sue idee. La volontà quasi inconscia di determinare ex ante l'identità degli stranieri o di seconda generazione è uno dei temi principali su cui verte anche il romanzo del giovane, che partendo da una vicenda realmente accaduta ha riflettuto con più attenzione sul tema fino ad arrivare alla stesura di un romanzo che ha come protagonista proprio un ragazzo straniero che subisce in prima persona questa sorta di etichettatura preventiva. Il libro racconta infatti la storia di un adolescente di origini straniere che ha una passione nascosta per la scrittura, che viene resa pubblica a sua insaputa grazie all'iniziativa di alcuni amici che pubblicano alcune sue poesie a un concorso scolastico di scrittura, che effettivamente il ragazzo riuscirà a vincere. Tuttavia, dopo un periodo di euforia, il protagonista si accorge che la fama e la notorietà che la sua vincita ha prodotto non sono nate tanto per quanto lui ha prodotto in quanto poeta ma più che altro perché è un ragazzo con origini straniere che ha vinto il concorso di poesia, la notizia è quindi il colore della sua pelle e non tanto la sua abilità. Il ragazzo si rende quindi conto ad un certo punto di aver perso la sua individualità, perché prima della sua personalità è come se esistesse per l'esterno prima il colore della sua pelle, e arriva a denunciare i suoi genitori per averlo fatto nascere nero in un contesto non pronto per accoglierlo per quello che è veramente. "Io spero di essere riuscito a trasmettere l'argomento principale del libro, ossia che bisogna abbandonare questo determinismo nei confronti degli stranieri e dei loro figli. Vorrei tanto che in quanto ragazzi di seconda generazione, agli occhi della società, apparissimo più per quello che rappresentiamo individualmente e non tanto per quello che ci viene "costruito addosso". Mi è piaciuto moltissimo mettermi a ragionare sull'argomento e poi provare a realizzare effettivamente un romanzo in questa quarantena, perché sono riuscito ad indagare il tema in maniera più approfondita" ci ha raccontato Aziz, spiegandoci le emozioni e le ragioni sottostanti alla stesura del libro.
Nei programmi del giovane sirtorese c'è poi l'idea di progettare un altro libro, che dovrebbe connettersi a questa tematica attraverso un altro punto di vista, nonostante per ora sia soltanto un'idea.
M.B.
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