Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 242.451.697
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 29 giugno 2020 alle 19:16

L'ospedale Valduce inaugura l'area chirurgica con 29 posti con letti elettrici

Nuovo reparto di area chirurgica. Ha aperto le porte quest'oggi per il taglio del nastro, ma sarà operativo già dal prossimo 1 luglio, pronto ad accogliere i primi pazienti ricoverati. Al secondo piano dell'ospedale Valduce di Como, alla presenza di autorità e benefattori, è stata inaugurata la nuova area, frutto di una completa riqualificazione del reparto che datava 1968. Chiuso alla fine dello scorso anno, in poco più di sei mesi è stato interamente rinnovato con nuovo pavimento, impianti e camere. L'ospedale non si è fermato nemmeno in piena emergenza Covid: trattandosi di edilizia in ambito sanitario, i lavori sono dunque proseguiti senza sosta.

Il taglio del nastro

Suor Emanuela Bianchini, madre generale della Congregazione delle suore dell'Addolorata, ha esordito con i saluti agli ospiti, ricordando lo spirito che ogni giorno si coltiva all'interno dell'ospedale: "Ci auguriamo che questo sia da sprone a continuare a camminare sulle orme che madre Giovannina Franchi ha iniziato in via Vitali. Abbiamo cercato di camminare al passo del tempo, seguendo i suoi insegnamenti e facendoci aiutare da persone ben qualificate in modo che il malato fosse servito con gran cuore. L'augurio è che gli ammalati possano trovare la salute fisica nella sua interezza, morale e spirituale. Serve anche una valida collaborazione tra medici e personale perché gli ammalati possano essere serviti con quel gran cuore che la fondatrice desiderava".

Il vescovo di Como, Oscar Cantoni, ha sottolineato l'impegno dell'ospedale durante l'emergenza. "Questo è un ospedale cattolico ed è bello che si tenga anche per il futuro questa identità. Non significa cambiare protocolli infermieristici e medici, ma qualificare un certo stile. In prima istanza, l'ospedale non deve finalizzare scopi lucrativi ma essere attento alla persona, che deve essere un fine e non un mezzo. Una logica diversa, fondata sulla centralità della persona in una visione olistica" sono state le parole del Monsignore, che ha invocato lo "stile del buon samaritano": "La persona è ritenuta sacra in ogni sua condizione: fisica, psichica e spirituale. Tanto più una persona è malata, tanto più attende una cura, che deve evitare la politica dello scarto tipica della società corrente. Oltre alle competenze tecniche, c'è la ricchezza dell'umanità che si china con passione sui malati, considerati fratelli e sorelle da accogliere, per servirli in quanto rivelazione del corpo di Cristo. Chiediamo assistenza di Dio perché questo gran cuore, diventi lo stile del buon samaritano che è in ognuno di voi".

Al microfono il vescovo Oscar Cantoni e, a destra, la madre Generale suor Manuela Bianchini

Questo reparto rappresenta quel lato di sanità no profit che, anche in un momento difficile come quello attuale, è riuscita a portare avanti un importante investimento, grazie al generoso contributo dei cittadini, rappresentati simbolicamente quest'oggi dal sindaco di Como, Mario Landriscina.

La dott.ssa Mariella Enoc

L'intervento di Mariella Enoc, procuratrice speciale del Valduce, è stato incisivo sotto l'aspetto dei comaschi benefattori che hanno reso possibile la realizzazione di questa nuova area: "Deve esserci un'ottima qualità della sanità perché le persone vogliono essere guarite quando vanno in ospedale. Ci devono essere cura, ricerca, attenzione e capacità di relazione. La cura è un processo terapeutico senza il quale si interrompono i processi di guarigione, ma deve esserci anche un'attenzione alla struttura esterna, nella creazione di un presidio che tutela la privacy, dove si sta bene. Questo è lo sforzo che l'ospedale che sta facendo, ricevendo il conforto dalla città di Como, che si è dimostrata vicina anche nel momento del Covid. Non immaginavo che un ospedale avesse un'attenzione così forte da parte dei comaschi" ha proseguito, concludendo la riflessione. "Sono orgogliosa che questo ospedale, che appartiene alla congregazione delle suore infermiere dell'addolorata, possa continuare a vivere. Perdere questo carisma non è buona cosa. Occorre mantenere qualcosa di diverso tra quello che è del governo e del profit: deve esserci una fascia no profit che deve essere mantenuta".

Il dottor Alberto Vannelli, primario di chirurgia del presidio comasco - oncologo con precedente esperienza all'istituto tumori di Milano - ha illustrato il nuovo reparto, accompagnando gli ospiti nel corridoio. "Questo progetto è partito prima del Covid, ma è diventato un progetto del Covid, in quanto quest'esperienza straordinaria ci ha fatto capire che la sanità deve essere ripensata" ha affermato. "Abbiamo pensato a cosa fare per una patologia come la chirurgia che ha risentito in maniera impropria di questo intervallo. Abbiamo continuato a lavorare nonostante le limitazioni, portando avanti un progetto di edilizia sanitaria che avesse come centralità l'assistenza al paziente. L'innovazione è nei lettini elettrici che solitamente sono riservati al paziente cronico: un'idea per il recupero del paziente ma anche per sgravare dai compiti gli operatori sanitari, resa possibile grazie alla vicinanza del territorio che ha riconosciuto all'ospedale un valore".

A sinistra, il dottor Alberto Vannelli

I lettini sono stati acquistati grazie a un service del Rotary Como che, insieme alla fondazione di Como, ha sostenuto materialmente l'intervento. Il reparto, destinato con particolare riguardo alla chirurgia oncologica - alta chirurgia addominale e toracica - è pensato per ospitare 29 pazienti: ci sono undici camere doppie e sette per interventi in solvenza, con ampi spazi e un bagno dedicato. L'investimento per questo tipo di riqualificazione ammonta a circa 2 milioni di euro. Un progetto a cui hanno partecipato gli stessi cittadini della città, che ora vedono tornare alla collettività l'offerta di una nuova dimensione di accoglienza per la cura.
Michela Mauri
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco