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Scritto Lunedì 06 luglio 2020 alle 16:46

Annone: inseguito e speronato da 2 spacciatori nei boschi della SS36, la testimonianza di un giovane padre di famiglia

Un racconto ''da pelle d'oca''. E quella paura che a ripensarci proprio non passa, nonostante siano trascorsi ormai diversi mesi dall'inquietante episodio. Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di un giovane padre di famiglia originario dell'oggionese, che lo scorso febbraio si è trovato faccia a faccia con due spacciatori nei boschi di Annone Brianza, a pochi passi dalla superstrada 36 e dal celebre ponte ricostruito dopo il crollo del 2016.
Durante un sopralluogo serale alla ricerca del proprio cane, allontanatosi da casa e fortunatamente ritrovato nelle ore successive, l'uomo ha avuto la sfortuna di incrociare sulla propria strada un gruppo di malviventi che lo hanno aggredito, lanciando all'indirizzo della sua auto - che ha poi dovuto ''buttare'' - una pioggia di pietre e non solo. Una fuga, la sua, interrottasi in zona Poncia, nei pressi dell'azienda Fb Design, dopo essere stato speronato e tamponato più volte dai balordi a bordo di una Bmw.
''Attimi tremendi dove la mia auto non partiva, la portiera era bloccata e miei occhi puntati su quella macchina, rivolta nella mia direzione, in attesa della prossima mossa che per fortuna fu una ritirata'' scrive nella sua lettera il giovane oggionese, che ha atteso l'arrivo sul posto di una pattuglia di carabinieri ai quali ha riferito - ancora con il cuore in gola - quel che gli era accaduto.

Di seguito pubblichiamo la sua testimonianza integrale, che ha deciso di rendere nota solo oggi, attendendo la chiusura delle indagini sull'accaduto:
"Ho sempre considerato i nostri bei paesini dell'alta Brianza un motivo di orgoglio, da sventolare, ironicamente, sotto al naso dei colleghi Milanesi che vivono nel grigiume cittadino. Le nostre terre, le nostre montagne, i nostri laghi e i nostri boschi… già, i nostri boschi. Ma sono ancora nostri?
In questi giorni si fa un gran parlare delle buche che tempestano la SS36, fastidiose sì ma il vero pericolo, purtroppo, non è sulla strada ma si trova solo qualche metro più a fianco, nei nostri boschi appunto. Saprete già di cosa sto parlando, della piaga dello spaccio che infesta le nostre zone da qualche tempo e che sembra non diminuire, anzi.
Il 5 Febbraio 2020, di ritorno da Milano (dove lavoro appunto), mi sono recato ad Annone Brianza armato di torcia, collare per il cane e una buona dose di speranza per cercare il mio pastore maremmano, Bryan, scappato la mattina stessa ed avvistato in quelle zone da dei residenti che hanno avvisato l'accalappiacani. Verso le 20:00 mi addentro nei boschi che circondano il lago di Oggiono urlando il suo nome, fino a Civate e poi ritorno dalla ciclabile su quasi fino a Bosisio; Verso le 22:30 mi arrendo e torno verso la mia macchina, parcheggiata su di una sterrata che porta verso i campi, e lì, lì ho lasciato quella convinzione, tutta mia evidentemente, di vivere in una piccola oasi di pace, lontano dai fatti di cronaca che si sentono nelle grandi metropoli.
Due uomini, sui 35/30 anni, nascosti dietro le piante vicino alla mia macchina escono intimandomi di fermarmi; più veloce che posso mi butto in macchina e cerco di partire sotto una pioggia di pietre, legni e massi (sì, massi presi a due mani da un muretto a secco del peso di svariati chili) ma qui la seconda sorpresa, un BMW nero che mi blocca la strada. Non so come riesco ad uscirne ma il BMW ingrana la retro e mi tampona, per la prima volta… Affondo il piede sull'acceleratore e mi butto a capofitto in direzione del centro, sempre in retromarcia ad una velocità assurda, almeno per me, ma il BMW ha fatto inversione, in poco tempo mi raggiunge e mi sperona per la seconda volta facendomi carambolare tra una staccionata e uno muro. Attimi tremendi dove la mia auto non partiva, la portiera era bloccata e miei occhi puntati su quella macchina, rivolta nella mia direzione, in attesa della prossima mossa che per fortuna fu una ritirata.
Da qui poi l'attesa dei Carabinieri di Casatenovo, che ringrazio per l'aiuto, e del carroattrezzi.
Torno a casa, mia moglie, incinta all'ottavo mese, mi aspettava in piedi per avere notizie di Bryan (che è stato ritrovato la mattina dopo sano e salvo), mia figlia dorme nel suo lettino e le mie sicurezze sono rimaste ai bordi di uno dei nostri boschi''.
Grazie.

R.G.

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