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Scritto Domenica 12 luglio 2020 alle 13:31

Casatenovo: prossima alla pensione dopo 34 anni alle Medie, la prof. Fabiola Moroni si racconta

Insegnare è una passione, una sfida, un impegno, uno sforzo quotidiano. Essere un buon docente non vuole dire però solo “stare in classe” e trasmettere conoscenze, ma significa comprendere i propri alunni, aiutarli e farli crescere da un punto di vista umano. Saranno loro i cittadini del futuro e occorre che la scuola possa garantire il meglio.
Abbiamo intervistato Fabiola Moroni, che ha insegnato matematica e scienze presso la Scuola Secondaria di I grado "M. G. Agnesi" di Casatenovo per ben 34 anni.


La prof. Fabiola Moroni

- Quando ha iniziato ad insegnare alla scuola "M. G. Agnesi" di Casatenovo?
Mi sono laureata in matematica, e dopo aver partecipato al concorso ordinario nel 1986 ho iniziato le prime supplenze nel territorio, per esempio a Villa Greppi, al liceo Parini e ad Olginate. A Casatenovo, come insegnante di matematica e scienze, sono approdata nel lontano 1983: è stata una delle esperienze più belle della mia vita, mi sono trovata fin da subito a mio agio nell’ambiente e con i colleghi tanto da decidere di rimanere una volta diventata di ruolo.
Mi ritengo fortunata ad aver scelto questo mestiere, che anzi è più di un lavoro perché bisogna veramente crederci fino in fondo. È stimolante e appagante, gli alunni mi hanno dato sempre tantissimo, soprattutto quelli con più difficoltà.



- La scuola di oggi è cambiata?
È vero che nel corso degli anni le cose sono cambiate, ma per me i ragazzi sono sempre gli stessi, hanno le stesse paure, le stesse ansie, le stesse emozioni.
Ho cercato sempre di fare cose belle per loro, non mi sono mai limitata ad insegnare matematica e scienze. Ho cercato di sensibilizzarli sui problemi ecologici, sul razzismo e su altre tematiche che mi stanno a cuore. Le medie di Casatenovo sono sicuramente una scuola all’avanguardia e il corpo docenti propone tantissime attività per gli alunni. Sono stata referente alla salute e anche al disagio, e ho cercato di aiutare nel migliore dei modi, per esempio, gli studenti stranieri oppure di favorire servizi come il counseling psicologico, lezioni di educazione affettivo-sessuale e sul bullismo. Solamente in questo modo i ragazzi possono crescere. Il mio obiettivo è sempre stato quello di formare dei bravi cittadini, ancora prima di bravi studenti.
Insegnare è un arricchimento reciproco, non è vero che c’è un docente attivo e i ragazzi restano passivi. Bisogna anche sapersi mettere nei loro panni, guardare il mondo coi loro occhi e non dare mai niente per scontato.


Un altro bello scatto dell'insegnante

- Come ha vissuto la situazione causata dal Covid? Come ha reagito la scuola?
All’inizio eravamo disorientati, non sapevamo cosa fare. Abbiamo provato a caricare delle video-lezioni registrate su YouTube e correggevamo i compiti. Poi per fortuna, nel giro di pochissimo tempo, ci sono state date indicazioni precise e abbiamo cominciato ad adottare la piattaforma Teams. Abbiamo riscontrato molti problemi tecnici e in aggiunta anche il fatto che molte famiglie magari non avevano a disposizione un mezzo tecnologico. Per questo mi piacerebbe sottolineare come la nostra scuola si sia attrezzata dotando di un pc tutti gli alunni che non lo avevano.
Ammetto che la didattica a distanza è stata molto faticosa, soprattutto per la parte riguardante le verifiche e la correzione dei compiti. Dall’altra parte però c’è da dire che i ragazzi hanno imparato veramente moltissime cose, ad esempio ad utilizzare Teams e ad acquisire una padronanza maggiore di Word.
Un’altra grande soddisfazione è stata quella di vedere quelli di terza media proporre, in assoluta libertà, delle tesine veramente originali e di spessore (hanno trattato la povertà, la diversità, il razzismo, il riscaldamento globale e persino Harry Potter). Gli elaborati sono stati esposti a distanza e sono davvero contenta di aver visto i miei ragazzi così intraprendenti nonostante la situazione non facile.

L’insegnante Fabiola, arrivata al capolinea della sua carriera, si ritiene dunque fortunata di tutti gli anni trascorsi a Casatenovo, alla "guida" delle classi di tempo prolungato. Per questo desidera ringraziare tutto il corpo docenti, che negli anni è rimasto sempre molto unito e affiatato, così come il personale ATA per la disponibilità dimostrata. Ora le piacerebbe ritornare a scuola nei panni di volontaria per aiutare i ragazzi in difficoltà, ritagliandosi un po' di tempo per imparare l’inglese e viaggiare con il marito.
S.B.
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