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Scritto Lunedì 13 luglio 2020 alle 08:45

Fisioterapisti e fisiatri...un'eccellenza del territorio

Conosco personalmente sia il dottor Tavani che il professionista Rinaldo Caldirola. Due vere eccellenze del presidio meratese. Ovviamente non manco di ricordare tutto il gruppo di lavoro che lavora con un forte affiatamento, estremamente importante non solo in questi periodi di emergenza, ma nel quotidiano. Direttore, qualche riflessione l'avevo fatta anche insieme a Lei. Uno dei temi che avevo affrontato e di cui c'è bisogno di parlare realmente è COME SUPPORTARE QUESTE ECCELLENZE. Una passeggiata in regione dai dirigenti di Gallera, con in mano anche il volantino di resistenza per il presidio di Merate me la sono fatta in tempi non sospetti e senza fare proclami. Il punto è che prima di parlare bisogna capire le cose, altrimenti non si fa buona politica. La domanda che mi è stata fatta in regione e che le avevo posto, la faccio ancora oggi ma ad un pubblico più ampio: Se c'è bisogno di risolvere una patologia specifica ci si rivolge ad un medico che tratta un paziente all'anno o ad un presidio che affronta quella patologia con 500 casi nell'anno solare? Ecco, io ci ho pensato molto alla domanda che mi è stata posta. E non mi sono fermato solo a riflettere ma ho anche dato il mio contributo. Bisogna stendere un progetto per sviluppare le eccellenze che conosciamo e che sono riconosciute anche a livello nazionale ed oltre, per il quale il Mandic è punto di riferimento. Una di queste eccellenze è proprio l'equipe per il trattamento di patologie attinenti al mondo dei fisioterapisti e fisiatri.
Perciò alla domanda di Baiguini del 29 Giugno: Cosa possiamo fare per migliorare il nostro ospedale, ma soprattutto evitare un lento ma costante impoverimento in termini di servizi e risorse umane?
io rispondo con questa proposta: mantenere la struttura delle emergenze (Primo/Pronto soccorso), tenere vivi gli ambiti ospedalieri con una maggiore richiesta di cura e nello stesso tempo sviluppare gli ambiti dove c'è una qualità riconosciuta mediante progettazioni puntuali dove però i dipendenti non devono rischiare potenziamenti in alcune aree con sacrifici personali superiori a quelli che già patiscono. Ad esempio non si può potenziare un servizio mantenendo sempre lo stesso numero di risorse umane e magari dividerlo in più strutture. Per dirla meglio, la "politica" nella sanità non deve fare ripicche, scherzi, ricatti ecc...
Qui non si tratta di dicotomia tra Merate e Lecco. Si tratta di dire che a Lecco ci sono alcune eccellenze da potenziare ed a Merate altre. Quando come scritto da Baiguini si renderà "attrattivo" un ospedale non solo nella sua interezza ma anche per alcuni ambiti specifici, avremo risolto almeno due problemi: quello di rendere appetibile il Mandic a tanti bravi professionisti della sanità e quello di aver ravvivavo il buon nome del Mandic come esempio di buona sanità pubblica.
I politici potranno mettere in discussione un polo riconosciuto come eccellenza nazionale? Mai dire mai, ma prima ci dovranno pensare 1000 volte.
Lettera firmata
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