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Scritto Domenica 19 luglio 2020 alle 14:42

Missaglia: la storia di Eva, dall’astrofisica alla nascita di una start-up per ricercatori

Dalla laurea in astrofisica ad una promettente start-up per giovani ricercatori: questo in breve il percorso professionale della scienziata Eva Ratti - originaria del meratese ma oggi residente a Maresso di Missaglia - laureata in fisica presso l’università Bicocca di Milano, dove ha conseguito la specializzazione in astrofisica, e oggi co-fondatrice e manager della start-up innovativa Find Your Doctor, prima agenzia in Italia che punta alla collocazione e alla valorizzazione dei Dottori di Ricerca.

La sua è una storia di coraggio, passione ma anche di invisibili ostacoli dati dal genere e dal pregiudizio, a volte ancora presente all’interno degli ambiti accademici e scientifici. Una storia che però nasce dalla messa in discussione di quella precedente e che si fa largo piano piano nella vita della giovane ricercatrice, che sulla soglia dell’ottenimento di una posizione prestigiosa negli USA, decide di cambiare strada e inseguire un’altra direzione.
Dopo la laurea triennale e la specializzazione, Eva trascorre infatti 4 anni in Olanda per conseguire il dottorato e per “mettersi alla prova” nei panni di quella che avrebbe dovuto essere la sua futura professione di ricercatrice in astrofisica. Subito la sensazione è quella di non sentirsi al proprio posto e di non nutrire reali aspettative e speranze rispetto a un futuro impiego in quello stesso campo che tanto l’aveva affascinata negli anni delle scuole superiori, frequentati presso il liceo scientifico Agnesi di Merate.



“Non mi sentivo a mio agio all’idea di dover dedicare l’intera vita a quella professione, e all’idea di accettare la proposta di lavorare in America in una posizione più alta mi angosciavo invece che entusiasmarmi. Mi sentivo come su una specie di binario dove potevo solo seguire i passi che già erano stati tracciati per me, un po’ come essere incapsulati in un ruolo che non ti appartiene fino in fondo” ha commentato la stessa Eva, intervistata sul canale Facebook della pagina Freeda, sulla quale è stata scelta proprio come esempio, oltre che di valore femminile nel campo scientifico, anche di coraggio e tenacia nell’inseguire i propri desideri.

Nonostante l’assenza di una strada tracciata possa averla in prima battuta lasciata disorientata e anche un po’impaurita, il senso di libertà di questa “seconda vita” è stato sicuramente impagabile e rassicurante. Dopo infatti momenti di incertezza e insoddisfazione, l’incontro con un vecchio amico di infanzia, direttore di un consorzio d’imprese, le offre il trampolino di lancio per fare quel salto inatteso verso la sua attuale professione di consulente e manager con l’obbiettivo di abbinare la domanda e l’offerta di imprenditori e ricercatori in tantissimi settori scientifici.
Nel 2014 nasce quindi Find Your Doctor, che ad oggi ha raccolto più di 1800 adesioni di giovani ricercatori e scienziati e che punta ora ad includere anche gli studiosi del campo umanista.
“La cosa più difficile è riuscire a liberarsi dalle etichette nelle quali ci sentiamo compressi, anche se questo significa magari deludere gli altri o sentirsi giudicati. È davvero l’unico modo per sentirci felici. Non bisognerebbe avere paura di cambiare, ma invece provare a riflettere più spesso sulle cose che ci fanno stare bene e che ci fanno sentire realizzati.” ha spiegato Eva, chiarendo che non le piace immaginarsi il futuro e evita di farlo il più possibile per non rischiare di precludersi altre occasioni che la vita potrebbe presentarle.
Sicuramente tra i desideri per l’avvenire c’è la volontà di vedere la start-up Find My Doctor diventare un punto di riferimento sempre più solido per i ricercatori in cerca di un’occupazione e parallelamente anche vedere la propria figlia crescere.
“Agisci sempre in modo tale che alla sera, guardandoti nello specchio, tu sia orgogliosa di te stessa” è la frase-mantra che la giovane innovatrice consiglia di ripetersi ogni giorno, con costanza, per trovare davvero un’occupazione che permetta di ottenere una gratificazione interna autentica.
Martina Besana
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