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Scritto Venerdì 24 luglio 2020 alle 09:15

Tabiago: alla materna ''Boffa'', centro estivo con oltre 40 bimbi

Ultime settimane per il centro estivo 0-6 anni proposto alla scuola dell’infanzia don Luigi Boffa in frazione Tabiago di Nibionno. Una scelta affatto scontata quella dell’istituto che da metà giugno ha deciso di avanzare una proposta per i mesi estivi, sia per rispondere ai bisogni dei bambini che delle famiglie: non tutte le scuole per l’infanzia hanno infatti deciso di riaprire. “Abbiamo deciso da subito di riaprire con un centro estivo, senza porci tante domande, anche se all’inizio avevo titubanze. Ci siamo resi conto che la procedura va rispettata, però è più semplice rispetto a quella che pensavamo: il nostro senso di responsabilità, che non deve mancare, ci ha confermato la buona scelta di aprire” ha spiegato la direttrice dell’istituto Nadia Corti.


“L’idea era quella di ridare un po’ di fiato ai bambini che erano rimasti in casa per tantissimo tempo. I genitori non gli hanno fatto mancare nulla, tanto che il valore della famiglia in questi mesi è accresciuto. L’idea del centro estivo era quella di ridare valore all’infanzia che è stata dimenticata e, allo stesso tempo, aiutare i genitori che stanno lavorando”.
Un progetto quindi di graduale ritorno alla vita, tenendo conto di tutte le procedure legate al contenimento del Covid-19 (ingressi scaglionati per evitare gli assembramenti, triage all’esterno nel cancello adiacente all’oratorio e procedure di igiene e sanificazione) e anche di nuove idee.


“Abbiamo capito che poteva essere bello dare una svolta di pedagogia diversa e così abbiamo iniziato a eliminare tutti i giochi in plastica e a dare una maggiore possibilità di stare all’aria aperta. In queste settimane i bambini sono stati nei prati e nei campi a giocare e hanno visto gli adulti che si sono messi in gioco per loro. Le linee guida ci chiedono infatti di lavorare all’aperto: ogni classe ha uno spazio fuori dall’aula tutto suo dove continuare l’attività e fare l’apprendimento. Questo dà l’opportunità di misurarci con i bambini su ciò che è bello fare” ha aggiunto la direttrice. “Per noi è stata un’esperienza positiva, anche se stare con un gruppo più piccolo bambini è più impegnativo. Siamo contenti di avere fatto questa scelta perché questo ci permette di capire come sarà la scuola a settembre”.


Il centro estivo è stato diviso un due fasce, da 0 a 3 anni (il bimbo più piccolo ha 14 mesi) e dai 3 ai 6 anni.
“Abbiamo avuto mediamente 4-5 gruppi con un massimo di 25 bambini, a seconda delle settimane. Stiamo sfruttando gli spazi interni che sono fissi e quelli esterni, come il terrazzo o gli spazi attigui dell’oratorio” ha affermato Chiara Pelucchi, coordinatrice del gruppo del nido. “Le attività sono calibrate per i bambini di questa fascia d’età e sono rimaste le stesse proposte che vengono fatte durante il normale anno educativo: laboratori manipolativi, di travaso, percorsi motori, grafico-pittorici”. Come prevedono le linee guida, il pranzo, servito in mono porzione, viene consumato all’interno dell’aula, mentre resta confermato anche il momento del riposo pomeridiano, con il lavaggio quotidiano delle lenzuola.  “Le famiglie hanno accettato di fare questo percorso e i bambini sono sereni, nonostante i cambiamenti rispetto alla routine quotidiana”.


Nel gruppo della materna (3-6 anni), coordinato da Paola Crippa, ci sono stati 15 bambini in media e si è arrivati a un massimo di 20 iscritti: “Abbiamo portato avanti un progetto con proposte laboratoriali, di manipolazione, assemblaggio e costruzione con materiali da recupero, laboratorio narrativo e narrazione di sé con teatro, esperienze e percorsi con giochi di movimento e giochi d’acqua”. Questi momenti vengono organizzati sia all’interno che nell’area verde dedicata al gruppo.
“La cosa più bella è stato ritrovarsi dopo questo periodo perché da febbraio il percorso è stato interrotto bruscamente. Abbiamo tenuto viva la relazione con video o collegamenti tramite Zoom. In realtà di persona non vedevamo i bimbi da molto tempo” ha aggiunto Paola. “Si vede che sono stati tanto in famiglia, ma avevano voglia di relazionarsi tra loro perché avevano sentito la mancanza del tempo a scuola e del gruppo di amici: avevano una voglia di giocare mai vista. Questa gioia che ci hanno trasmesso, ha superato i timori che all’inizio avevamo su procedure, sanificazioni e gruppi piccoli”. Inoltre, è stata una buona opportunità in vista della ripresa.


“Sono entusiasta di questa opportunità perché i bambini nei mesi scorsi sono stati tra i più penalizzati dal momento che hanno avuto poca possibilità di avere risposte per i propri bisogni. Il centro estivo è stato una prima risposta e ha trasmesso gioia anche a noi adulti. Personalmente, questi mesi di fermo mi hanno fatto capire quanto è grande la mia passione per questo lavoro. È importante vivere la quotidianità con i bambini e lo stare vicini, una dimensione che nella scuola dell’infanzia, a differenza dei successivi gradi di istruzione, è importante” ha commentato la referente della materna.
La scuola, dopo queste settimane di “palestra”, si sta preparando ora alla ripresa dell’anno scolastico. In attesa delle linee guida ministeriali, il centro estivo è stato una buona occasione per comprendere i nuovi aspetti che entreranno, con ogni probabilità, a far parte della quotidianità.
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