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Scritto Giovedì 30 luglio 2020 alle 07:55

Garbagnate: sulla vicenda Magli, parla Elisabetta Rigamonti. ''Il consiglio non deve diventare un ring''

"Allo stato di fatto è un consigliere indipendente". Questo il parere di Elisabetta Rigamonti, capogruppo di "Nuove direzioni", su Gianpaolo Magli, il collega che l'altra sera è stato espulso dal consiglio dopo alcune provocazioni rivolte al gruppo maggioranza che, di tutto punto, non è stato silente nemmeno nell'ultima seduta ma ha sempre ribattuto, talvolta in maniera colorita. Le discussioni, anche in passate occasioni, si sono trasformate in alterchi, facendo venire meno il decoro istituzionale.
Dopo due richiami formali per una condotta non corretta, seguendo il regolamento del consiglio, il sindaco Mauro Colombo ha chiesto il voto per l'espulsione del consigliere. Magli si è difeso ritenendo che non ci fosse una motivazione reale alla base della decisone del primo cittadino: per tale ragione, non ha ritenuto di abbandonare l'aula, tanto che poi è stato richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.

I consiglieri di Nuove direzioni in una foto di repertorio. Da sinistra Francesca Fornoni, Elisabetta Rigamonti e Gianpaolo Magli

Al momento del voto, "Nuove direzioni" ha espresso contrarietà all'espulsione, senza motivare la scelta. Abbiamo interpellato la capogruppo per comprendere le ragioni. "È vero che Gianpaolo ha provocato, però gli è stato risposto. Non voglio dire che non sia tutta colpa sua, ma anche dall'altra parte non c'è stato un comportamento corretto: i titoli non si danno a nessuno in un consiglio comunale. Mi sono consultata con Francesca prima di votare ed entrambe abbiamo concordato su una cosa: pur riconoscendo che lui si è posto in maniera provocatoria e non ha rispettato le regole, dall'altro lato il sindaco, che è il presidente del consiglio, avrebbe dovuto mettere a tacere i colleghi, senza permettere altri commenti. Le regole devono essere rispettate da tutti, da lui e dagli altri".
Le provocazioni di Magli sono andate indigeste al consigliere Enrico Bonfanti che, l'altra sera, ha espresso un commento colorito e soprattuto all'assessore all'istruzione Gigliola Bonacina che, di tutta risposta, si è rivolta con un epiteto verso il consigliere di minoranza.
Sul comportamento di Magli, Rigamonti ha precisato: ''fa così anche con noi, quindi non ci stupisce. Tuttavia il consiglio non deve diventare un ring e chi presiede il consiglio deve fare il suo ruolo''.
I rapporti con il suo gruppo sono rotti da qualche tempo. "Non sapevamo nemmeno se ci fosse stato martedì sera. Lui segue la sua linea, che noi non conosciamo. Abbiamo provato ma non è possibile conciliare le nostre esigenze. Una volta avevamo un'intesa in vista di un consiglio e poi lui in aula ha fatto la sua dichiarazione, senza che noi sapessimo nulla. Quello che portiamo in consiglio oggi non è più condiviso. Gli ho ripetuto più volte che non non mi assumo nessuna responsabilità di quello che fa".

Il sindaco Mauro Colombo

Come già detto sopra, non è la prima volta che il consiglio conosce momenti di vivacità - non solo d'espressione - ma questa volta si è andati oltre ai richiami verbali e bonari. Quasi una conseguenza naturale per il sindaco Mauro Colombo.
"Il consigliere di minoranza è dall'inizio della legislazione che non tiene un comportamento consono alla figura che ha. Lui continua nella sua incessante volontà di ostruire i lavori del consiglio. Sa che il consiglio viene audio registrato e, consciamente, l'altra sera non ha voluto utilizzare il microfono per fare in modo che le sue parole non venissero registrate. Ha continuato nella sua metodica di disturbare e prendere la parola quando voleva. Lui non fa corretta opposizione portando avanti confronti costruttivi, ma vuole creare tensione e portare all'esasperazione. Ieri sera, però, tutto è scivolato con parole inappropriate da parte sua. Poi ha preso di mira l'assessore all'istruzione, minacciando lei e il marito. Mi è sembrato corretto verbalizzare tutto e, per evitare si andasse oltre, ho ritenuto opportuno chiamare le forze dell'ordine".
Il primo cittadino ha quindi strenuamente difeso la decisione. "Ho ritenuto che, dopo un anno, era il momento giusto per dare una svolta. Abbiamo un regolamento e lo dobbiamo applicare: al secondo richiamo, lo abbiamo espulso. Lui ha fatto di tutto per portare il consiglio alla bagarre".
Alla nostra domanda se non fosse stato valutato un altro modo per risolvere la situazione, ha ribattuto che "le regole vanno seguite: io non posso lavorare in questo modo. Ne va dell'immagine del consiglio". Un ultimo cenno infine, al comportamento del capogruppo di opposizione. "Se non è in linea, deve dirlo o farlo uscire dal gruppo. Lei non prende una posizione ma deve decidere cosa fare".
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