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Scritto Giovedì 30 luglio 2020 alle 17:17

Retesalute/2: Galbiati, va bene il bilancio ma si parli di politiche sociali. Brambilla: ''un plauso al CdA non poteva operare meglio''

Nel commentare il bilancio preventivo di Retesalute i Comuni riuniti in Assemblea dei soci hanno riflettuto sia su questioni di natura tecnica sia di natura politica. Spazio ad esempio al costo delle tariffe dei servizi erogati, che il CdA ha cercato di rendere concorrenziali con il prezziario regionale. Il costo che supera la soglia media è quello relativo all'assistenza domiciliare.
Le quote risultano in lieve aumento nel triennio rispetto al passato. Tra le cause però non è stata messa in rilievo, a eccezione del SAD, una cattiva attribuzione dei valori nelle precedenti gestioni, quanto piuttosto l'adeguamento all'Istat, il recepimento del rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro per le cooperative e le scelte già assunte dal precedente CdA che trovano attuazione adesso. Gli scostamenti delle tariffe rispetto al passato non saranno tutto sommato eccessivi. A fare la differenza è l'incremento del contributo di funzionamento per Comune, che passa dai 2 euro per abitante attuali agli oltre 4 euro (4,30 nel 2020; 4,00 nel 2021; 4,60 nel 2022). L'aumento trova giustificazione sia per tenere più basse le tariffe dei servizi (ad esempio l'assistenza domiciliare fino al 2019 non teneva conto dei costi di trasferimento del personale, circa 70 mila euro, che però il fornitore fatturava) sia per affrontare adeguatamente l'emergenza Coronavirus (discorso valido in particolare per il 2020) sia per ottenere negli anni a venire un utile di 112 mila euro, tale da poter ripianare gradualmente le perdite pregresso. Un altro tentativo per equilibrare diversamente l'esercizio sarebbe la contrattualizzazione di 9 posti vacanti sui 30 disponibili del Centro Diurno Disabili di Merate. In questo modo si riceverebbe un contributo dall'ATS. A ottobre si parlerà di spending review.

Alessandra Colombo, presidente di Retesalute

Sul tema tariffe il sindaco di Robbiate Daniele Villa ha evidenziato che nella relazione non si fa riferimento alla distinzione se ad usufruire dei servizi siano i soci o clienti esterni. Ha suggerito che gli esterni dovrebbero pagare coprendo interamente i costi del servizio, che altrimenti graverebbero in parte sui soci. L'appunto è stato accolto dalla presidente del CdA Alessandra Colombo.
Un commento prettamente politico dal sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati, presidente dell'Ambito: "Penso che da questa sera si debba cominciare a parlare di politiche del sociale, oltre ai contenuti di contabilità, e poi una maggiore apertura del nostro territorio, inteso come Ambito e come Retesalute, al mondo dell'associazionismo, del volontariato, del terzo settore, con una interlocuzione più stretta e continuativa che va introdotta nei nostri modelli". Importante l'accertamento del disavanzo passato, ma anche la sostenibilità dell'azione dell'azienda per il futuro, ha precisato il dottor Galbiati. Riportando la questione a casa sua, tra il nuovo contributo di funzionamento e un altro contributo deliberato ieri stesso dall'Ambito, Casatenovo spenderà nel 2020 in parte corrente tra i 40 e i 50 mila euro per queste voci. "È impegno dovuto, sostenibile, che guarda al futuro. Auspico una condivisione massima all'interno di questa assemblea" ha concluso.
Di voci fuori dal coro ce ne sono state. I neo sindaci di centro-destra di Cassago e Airuno. Nel primo caso, la sindaca Roberta Marabese ha sostenuto che il bilancio di Retesalute andrebbe prima approvato in Consiglio comunale e poi in Assemblea dei soci. Ha poi lamentato il ritardo nella presentazione della documentazione oggetto di trattazione.
L'altro, il sindaco Alessandro Milani, ha considerato il piano industriale insufficiente. Non sarebbero state individuate le reali necessità e non si coglierebbero dei segnali di contenimento dei costi in ottica di efficienza operativa. "Noi non percepiamo il cambio di passo. Abbiamo forti perplessità sulle scelte fatte in merito ai servizi proposti. Ad esempio non capiamo perché investire risorse sui centri estivi nei prossimi anni, dato che ci auguriamo che l'emergenza Covid rientri con la fine del 2020 e che di conseguenza i CRE torneranno ad essere gestiti e portati avanti dalle parrocchie".
Per Milani il rincaro dei costi sull'educativa scolastica è eccessivo. "I casi che ci vengono portati all'attenzione sono realmente tutti di tanta gravità da richiedere un numero così ingente di risorse? - ha domandato il sindaco airunese - Non sarebbe meglio investire ove realmente necessario in aiuto alle famiglie?". Ha poi lamentato che il costo del personale è eccessivo e ingiustificato e che il bilancio di previsione si limita ad aumentare le tariffe.

Filippo Galbiati, sindaco di Casatenovo

A Milani è stato fatto notare che l'attribuzione del sostegno scolastico non spetta a Retesalute. Da più parti, invece, l'apprezzamento per il lavoro sin qui svolto negli ultimi mesi. Per il sindaco di Santa Maria Hoè Efrem Brambilla in questo momento non si sarebbe potuto chiedere di più e ha apprezzato in particolare l'aumento del contributo generale di funzionamento che spalma su tutti i Comuni i costi dei singoli servizi attivati. Per Laura Pozzi (vice sindaco di Missaglia) in questa fase occorreva disporre di una relazione più tecnica per ottenere la giusta rappresentazione di quanto costino effettivamente i servizi.
Oggiono e Ello, due dei quattro nuovi soci (Nibionno era assente, Sirone ha votato a favore), si sono astenuti. Oggiono ha riscontrato un cambio della strategia aziendale rispetto a quanto era stato prospettato nel momento di fare l'ingresso in Retesalute. La sua astensione è da considerarsi come un "passo di lato" rispetto ai Comuni coinvolti nelle situazioni pregresse. Ello, dal canto suo, si è dimostrato soddisfatto per i servizi erogati sin d'ora da Retesalute, ma il quadro non chiaro riguardante le annualità passate li ha condotti ad "assumere una posizione di tutela".
Il sindaco di Merate Massimo Panzeri, nonché presidente dell'assemblea di Retesalute, si è rivolto proprio a Oggiono ed Ello invitando a riconsiderare la propria posizione: "Non votare a favore a mio parere significa non credere nell'azienda. Altrimenti si chiude bottega" ha detto Panzeri, che non se l'è sentita di estendere il medesimo monito ai sindaci di Airuno e Cassago. Il primo cittadino di Merate ha definito la relazione "ambiziosa" con l'auspicio che la spending review non resti solo sulla carta. Ha infine apprezzato l'impegno del CdA a voler completare la contrattualizzazione dei posti al CDD di Merate. Unica nota dolente, i tempi di consegna della documentazione definitiva.
Ridondante l'intervento del vice presidente dell'assemblea dei soci di Retesalute Fabio Crippa (consigliere di Casatenovo) che, nel richiedere maggiore puntualità nella convocazione dell'assemblea, è sembrato tentasse di rivalersi con il più alto di grado Panzeri in un regolamento dei conti personale, consumato pubblicamente. Crippa ha anche esortato e ribadito di spostare l'azione dell'azienda per colpire le cause delle piaghe sociali che gravano sul territorio, invertendo la tendenza "alla rincorsa dei problemi".
Le mani alzate in segno di approvazione del bilancio sono valsi 860 voti a favore.

Marco Pessina
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