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Scritto Lunedì 10 agosto 2020 alle 11:43

Oggiono, Bachelet: ingressi scaglionati in due orari per gli oltre mille ragazzi iscritti

Il dirigente scolastico Anna Panzeri
Ripresa della didattica in presenza, con orari di ingresso scaglionati e “grande senso di responsabilità”.
L’istituto Bachelet ha incominciato a programmare il ritorno in classe da settembre per circa 1.189 studenti: con il nuovo anno scolastico sono infatti previste 53 classi, spalmate sui differenti indirizzi offerti dalla scuola superiore.
L’organizzazione del nuovo anno scolastico non ha ancora l’ufficialità: dovrà infatti essere presentato agli organi collegiali (collegio docenti e consiglio d’istituto). “Siamo partiti dall’obiettivo di poter fare rientrare in presenza tutti i ragazzi e di non ridurre il tempo a scuola. Abbiamo ragionato sugli spazi e sulla questione trasporti, visto che la gran parte dei ragazzi è pendolare” ha riferito il dirigente scolastico Anna Panzeri. “Abbiamo avuto interlocuzioni con la Provincia, il comune e l’oratorio e ho avuto la disponibilità da tutti. Seguiremo le indicazioni come fatto per esami di stato, con regolamentazione degli ingressi e delle uscite e con il fatto della corresponsabilità di ragazzi e famiglie che dovranno collaborare sia nel rispetto di orario sia delle regole da rispettare”.
Innanzitutto, la nuova proposta di ingresso: “L’ipotesi organizzativa prioritaria elaborata con il mio staff, che sarà presentata agli Organi Collegiali per l’opportuna discussione e delibera nei primi giorni di settembre, prevede un orario settimanale completo in presenza per tutte le classi con ingressi ed uscite scaglionati (entrata ore 8,10 - 9,10 e uscita ore 12,10- 13,10-14,10). La diversificazione degli orari di inizio e fine lezione consentirà a coloro che generalmente si recano a scuola con mezzi di trasporto pubblico di continuare ad usufruirne evitando assembramenti sui mezzi stessi, oltre che in prossimità ed all’interno dell’istituto. Per lo stesso motivo, i punti di accesso e di uscita saranno distribuiti in zone diverse dell’edificio scolastico”. Saranno quattro i punti di accesso e ci si servirà anche delle uscite d’emergenza.
Per l’intervallo, si starebbe valutando una turnazione sull’uscita, sfruttando anche gli spazi esterni, quando possibile. “In questo modo, non si stravolge completamente il calendario. I ragazzi avranno ricadute ma non da un punto di vista didattico e ne terremo conto anche per il carico di lavoro a casa”.
Sulle aule la novità importante riguarderà le quattro classi numerose, da circa 29/30 studenti: in un caso, è stata prevista una riconversione di un laboratorio che era destinato all’indirizzo “costruzione, ambiente, territorio”; in tutti gli altri casi si provvederà a individuare spazi più ampi senza comunque dividere le classi. Lo stesso Palabachelet, ad esempio, sottoposto agli ultimi interventi prima della riapertura, potrebbe ospitare alcune sezioni. Le altre aule, invece, sono spaziose e riusciranno a garantire la presenza di tutti gli studenti, ma verranno tolti tutti gli arredi.


L'istituto Bachelet

Un’altra questione riguarda la gestione delle palestre. “Il distanziamento previsto non ci consente di avere più di due classi nella stessa aula” ha proseguito la preside. “L’organizzazione é quindi pensata per garantire l’attività pratica a tutte le classi utilizzando gli spazi fuori come il campo di basket o il centro sportivo comunale De Couberten. Avevo chiesto uno spazio per l’attività motoria sul campo sintetico del centro tennis, ma non ho avuto ancora una risposta definitiva. Per noi sarebbe una soluzione in più perché in caso di maltempo i ragazzi non possono stare negli spazi esterni”.
Dalla fine di luglio, inoltre, la scuola è oggetto di manutenzione straordinaria da parte della provincia di Lecco. “Il nostro istituto è interessato da importanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (rispristino agibilità del Palabachelet, realizzazione vasca antincendio in area esterna e relativo sistema di pompaggio, sostituzione/implementazione di dispositivi di emergenza - controsoffitti REI, porte REI, uscite di emergenza, sigillature antincendio nei locali a rischio specifico...), che si protrarranno sino al mese di dicembre. Pertanto dovremo convivere con alcune “aree di cantiere”. È una complicazione in più: i lavori negli spazi interni, però, dovrebbero terminare prima della ripresa delle attività, mentre il resto si protrarrà fino a dicembre” ha chiarito la dirigente.
Vista la situazione di incertezza, si sta approntando anche un piano B nel caso si debba tornare a ridurre la presenza a scuola: “In questo caso la priorità di presenza sarà per il biennio che ha sofferto maggiormente la didattica a distanza negli scorsi mesi, mentre è previsto il lavoro a distanza per le classi del triennio sulla base delle turnazioni delle classi. I mesi di didattica a distanza ci hanno insegnato molto e non butteremo via nulla: abbiamo sottoposto questionari ai ragazzi e docenti che ci hanno dato input su questa modalità didattica che ha aspetti ancora da capitalizzare”.
L’istituto ha inoltre risposto alla sollecitazione ministeriale sui banchi: ne sono stati chiesti 90 mono posto e 60 tradizionali con sedie.
Altre novità, infine, sono sul piano tecnologico: “Andremo a implementare il software del registro per la gestione non solo delle riunioni collegiali che avevamo già ma anche per la gestione dei verbali delle riunioni con la possibilità per i docenti di avere la firma digitale. Abbiamo poi partecipato a un “form class” per acquistare dei pannelli interattivi con webcam. Abbiamo ottenuto un contributo di quasi 10.000 euro, il massimo previsto.
Questo ci permetterà di gestire una situazione di ritorno del lavoro a distanza ma potranno essere utilizzati anche a scuola.
In questa situazione di incertezza dobbiamo pensare sia alla presenza che al lavoro a distanza”.
M.Mau.
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