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Scritto Mercoledì 12 agosto 2020 alle 11:38

Lago di Annone: serve impegno per disinquinare le acque

Dopo i nuovi dati dell'ATS sulla non balneabilità del lago di Annone, torniamo a ribadirlo: serve più impegno per il risanamento della qualità delle acque. I più recenti dati dell'ATS confermano che l'unica "spiaggia" non balneabile della provincia di Lecco è quella in località Ona di Annone Brianza.
Ecco, i comuni rivieraschi, la Provincia e le altre Istituzioni competenti, devono darsi come principale obiettivo il disinquinamento delle acque. E, in primo luogo, questo deve passare da un controllo a tappeto degli scarichi attivi nelle rogge e nei torrenti immissari. Si tratta infatti di corsi d'acqua spesso molto inquinati, come attestano anche le campagne di rilevazione svolte negli scorsi anni. Sul fronte del disinquinamento secondo noi si sta facendo troppo poco. Occorrono controlli più efficaci sulle tubazioni di scarico, da quelle autorizzate e quelle abusive. Ma anche quelle delle cosiddette "acque chiare" dove spesso confluiscono, oltre alle acque piovane, anche i dilavamenti dei piazzali di zone industriali o scoli provenienti dai terreni agricoli sui quali vengono utilizzati fertilizzanti chimici che aumentano l'apporto di sostanze come il fosforo o l'azoto, che sono causa dell'eutrofizzazione delle acque del lago.
I comuni rivieraschi stanno lavorando molto sulla fruizione turistica dello specchio d'acqua. Ma il lago di Annone può essere bello dal punto di vista paesaggistico e quindi turistico, ma quello che è più importante, in uno specchio d'acqua naturale, è la qualità delle proprie acque. Questo per evitare situazioni limite come quelle verificatesi nei giorni scorsi nel lago di Sartirana, in cui tonnellate di pesci sono morte a causa della carenza di ossigeno nelle acque, determinata da vari fattori, tra cui il principale è appunto l'inquinamento delle acque del lago che, unito alla riscaldamento delle temperature di questi mesi estivi, crea anossia, un mix letale per i pesci e per l'equilibrio ecologico delle acque".
Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
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