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Scritto Giovedì 20 agosto 2020 alle 16:06

Sul servizio scuolabus a Bulciago. Paese e scuola accogliente? Trincerati dietro i loro pregiudizi

Carissima redazione di Casatonline, 

scrivo a voi per denunciare la grave discriminazione di cui sono stato oggetto da parte del Comune di Bulciago e della Dirigente Chiara Giraudo.
La dirigente mi scrive...Buongiorno sig. Beretta, rispondo, seppur con un certo disagio, alla sua mail, poiché non la riconosco come genitore di alcun alunno dell'istituto comprensivo.
Il Sindaco Luca Cattaneo scrive .... l'Amministrazione Comunale non intende dar seguito a quanto scritto poiché tale sig. Beretta Paolo non risulta essere residente nel Comune e tanto meno genitore di alunni iscritti ad uno dei plessi facenti parte dell'Istituto Comprensivo di Costa Masnaga, come confermato dall'Istituto stesso.
Ma state scherzando vero? 
Voi perbenisti, che vi dichiarate paese e scuola accogliente, ma a mio parere solo nelle parole, non provate neppure a far la fatica di pensare che probabilmente il sottoscritto Paolo Beretta, non è residente del Comune di Bulciago, non è il padre naturale di nessun alunno iscritto all'Istituto Comprensivo di Costa Masnaga, ma ha cuore la crescita del figlio della sua compagna, che non porta certo il mio cognome, ma che io ho allevato ed educato come se fosse mio figlio.
Neppure contemplate che le vostre famiglie potrebbero essere famiglie separate, con genitori diversi, cognomi, diversi, ma con tanto amore da dare ai figli.
Già voi vi limitate a rispondere e prendere in considerazione, semmai lo avete fatto, solo i residenti nel comune di Bulciago o solo i padri naturali dei vostri alunni, che però poi magari abbandonano i figli.
Il profondo disagio cara dirigente scolastico, lo sto provando io nel leggere la sua mail....non mi riconosce come genitore di alcun alunno dell'istituto comprensivo, però non si è posta il problema quando lo stesso genitore che lei non riconosce era di fianco ad un suo alunno, durante il periodo di lockdown, a sostenerlo negli apprendimenti. 
Non vi siete posti il problema, che un vostro non cittadino e non genitore, avesse immediatamente acquistato un pc portatile per permettere ad un figlio "non suo" di fare la didattica a distanza.

Credetemi queste vostre risposte non sono degne di coloro che dovrebbero amministrare un paese e gestire una scuola. 

Già, ma voi probabilmente, i problemi non siete abituati a risolverli, vi limitate a guardare un foglio excel per capire se il soggetto in questione è o non è residente nel vostro comune, è o non è padre di un vostro alunno.  
Vorrei comunque ribadire che, nonostante la mia compagna e suo, mio figlio, passino quasi tutta la settimana in un altro paese diverso da Bulciago, dove io ho la residenza, le tasse vengono comunque pagate, come facciamo sacrifici, per far completare gli studi nella stessa scuola dove aveva cominciato. 
Ma mi chiedo? Ne sarà veramente valsa la pena? se la stessa dirigente neppure mi riconosce come suo genitore semplicemente perchè ho un cognome diverso da quello di MIO figlio. 
Credetemi dopo queste risposte dovreste, un pochino, farvi un esame di coscienza. 
Interrogarvi sulle priorità che state dando al vostro paese e alla vostra scuola e non dite che avete a cuore la ripresa scolastica dei ragazzi, quando neppure prendete in considerazione i genitori dei vostri alunni.
Confido in lei caro direttore, che possa pubblicare questa mio sfogo e spero che nessun altro genitore possa vivere il profondo disagio emotivo che ho vissuto io sentendomi dire che non sono un genitore di un alunno semplicemente perchè porto un cognome diverso da quello del figlio della mia compagna, che per me è MIO FIGLIO.

Deluso, profondamente deluso, dalle istituzioni

Paolo Beretta
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