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Scritto Domenica 06 settembre 2020 alle 14:19

Dolzago: don Marco Molteni celebra la prima messa davanti ai suoi parrocchiani

Don Marco Molteni durante l'eucaristia

Dopo l'ordinazione sacerdotale ricevuta ieri in Duomo, il novello sacerdote don Marco Molteni ha presieduto la sua prima celebrazione eucaristica nella chiesa di Dolzago, parrocchia in cui ha coltivato fin dalla giovane età la sua fede. Moltissimi i fedeli che si sono riuniti questa mattina in Piazza della Repubblica e lo hanno accompagnato fino al sagrato mostrandogli affetto e vicinanza in questo momento così importante.

"Sono tante le tappe importanti raggiunte e questa non è la fine ma un nuovo inizio. Ogni momento, di gioia o fatica, di fatto si è rivelato costruttivo e arricchente in questi anni" aveva detto il giovane dolzaghese lo scorso settembre al termine del percorso in seminario.

Una scelta, quella di intraprendere questo cammino, non frutto di una chiamata improvvisa, ma di una decisione maturata e coltivata piano piano nel tempo durante la quotidianità della vita.

Un percorso che lo ha visto costantemente, durante la giovane età, vicino alla fede attraverso l'esperienza di catechesi ed oratoriale. "Sono sereno e, memore anche dell'esperienze di questi anni, sento di potermi abbandonare con fiducia nelle mani del Signore che ha fatto germogliare in me la vocazione a seguirlo. Mi sento pronto? Mi vien da dire che forse non ci si sente mai veramente pronti in queste occasioni, serve anche "non temere", nella certezza che siamo nelle mani di Dio; questo mi ha sempre aiutato a vivere con umiltà e abbandono fiducioso il dono della vocazione che Dio mi ha concesso e nel quale oggi mi sento confermato".

In prima fila il sindaco Paolo Lanfranchi e il vice Alessandro Corti

Don Walter Brambilla, all'apertura della celebrazione eucaristica si è rivolto a don Marco infondendogli un messaggio di vicinanza. "Mamma Margherita, la madre di don Bosco, al momento della prima S. Messa del figlio lo prese da parte e, con l'autorevolezza di un'educatrice e la tenerezza di una mamma, gli disse: Giovaninno ricordati che cominciare a dire messa vuol dire cominciare a patire. Non era intenzione di mamma Margherita rovinare il momento di festa, e chiaramente non è nemmeno la mia. Voleva ricordare al figlio sacerdote che celebrare l'eucaristia significava addentrarsi nel mistero pasquale. Oggi tu celebri la Messa numero uno. Ciò che ti santificherà non saranno le poche o le tante messe che celebrerai, sarà invece la tua capacità di rivivere in esse il Mistero Pasquale e di introdurre in esso le persone che incontrerai, facendone regola per le tue scelte e per il tuo agire. Ogni volta che bacerai l'altare ricordati che essere prete è una questione di amore: all'altare tutte le volte lo potrai attingere e tutte le volte lo dovrai donare''.

A destra il parroco don Walter Brambilla

A seguire il parroco della comunità pastorale San Grato di Nova Milanese, don Luigi Caimi, ha commentato la lettura del Vangelo secondo Giovanni soffermandosi sull'importanza della missione sacerdotale.

"L'immagine che il Vangelo ci consegna dell'impegno sacerdotale è quella del pastore. Credo che sia davvero un'immagine straordinaria: il pastore è una persona concreta, di poche parole e capace di guidare il proprio gregge. Oggi, don Marco, non solo celebri la tua prima S.Messa ma inizi anche ad essere pastore di un gregge. Non lo dovrai fare da solo, è importante che i pastori sappiano collaborare tra loro e aiutarsi l'un l'altro. Come il Signore, il pastore è un uomo del silenzio ma al tempo stesso pieno di relazioni. Il pastore deve avere cura del suo gregge e premura di non lasciare indietro nessuno, avendo un particolare riguardo per i più fragili. Deve guidare i suoi fedeli per strade sicure, perché solo conoscendo bene il luogo in cui ci si trova si può indicare la strada. Ti auguro di riuscire a custodire il "per sempre" di questa missione attraverso la parola di Dio, lampada per i passi di tutti noi pastori" ha concluso.

Al termine della liturgia il novello sacerdote ha impartito la benedizione con l'indulgenza plenaria a tutti i fedeli che hanno partecipato alla celebrazione.

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Sa.A.
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