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Scritto Sabato 12 settembre 2020 alle 19:18

Rogoredo: a un anno dall'infortunio in cui perse la vita un 38enne, chiuse le indagini

A poco meno di un anno di distanza dal drammatico infortunio sul lavoro di cui fu vittima Gianluca Giovinazzo - l'operaio classe 1981 deceduto alla Bri.Con di Casatenovo, località Rogoredo - la Procura della Repubblica di Lecco ha notificato alle parti l'avviso di conclusione delle indagini, secondo quanto previsto dall'articolo 415 bis di procedura penale.

L'intervento dei carabinieri presso la Bri.Con di Rogoredo nel settembre 2019

Già a pochi giorni dal tragico episodio, il sostituto procuratore Andrea Figoni, titolare del fascicolo relativo all'incidente avvenuto all'interno dell'allevamento di conigli di Via Madonnina, aveva iscritto i quattro titolari dell'impresa nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Un atto dovuto in attesa di completare tutti i rilievi e di fare chiarezza sulle eventuali responsabilità in ordine alla scomparsa del casatese, che lavorava presso la Bri.Con da almeno quindici anni.
Gli accertamenti sul macchinario, posto immediatamente sotto sequestro da parte dei carabinieri della stazione di Casatenovo e dei tecnici di Ats Brianza, avrebbero contribuito a fare piena luce sulle cause che ne avevano determinato il malfunzionamento, spingendo il PM Figoni a chiedere il rinvio a giudizio nei confronti dei quattro soci dell'azienda.
Il decesso del 38enne sarebbe infatti avvenuto a seguito del cedimento di una piastra metallica che avrebbe colpito violentemente il casatese al capo, non lasciandogli scampo. Quella mattina infatti, Giovinazzo aveva appena cominciato il turno di lavoro e stava effettuando il primo carico di pelli di conigli all'interno di un macchinario per pressarle.

Una morte, la sua, avvenuta sul colpo, senza possibilità di ripresa per il 38enne, subito soccorso dai sanitari del 118 che non avevano potuto fare altro che constatarne il decesso. Dopo i vigili del fuoco sul posto si erano portati poi i carabinieri delle stazioni di Cremella, Casatenovo e del nucleo investigativo di Lecco, che avevano accompagnato il magistrato di turno in un primo sopralluogo che aveva voluto compiere direttamente in azienda insieme all'anatomopatologo dr.Paolo Tricomi che si era invece occupato dei primi accertamenti esterni.
Gli accertamenti avrebbero dunque portato alla luce carenze significative per quel che attiene il macchinario dal punto di vista della sicurezza, tali da spingere il pubblico ministero a chiedere il processo per i quattro soci dell'impresa.
Una volta fissata l'udienza preliminare davanti al giudice, si conosceranno anche le intenzioni processuali dei coinvolti, o meglio l'eventuale ricorso a riti alternativi.
G.C.
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