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Scritto Domenica 13 settembre 2020 alle 11:27

Dolzago: nell'incontro sulle dipendenze le testimonianze di chi ha fatto uso di droga

“Grazie per essere qui questa sera. Il comune, con l’aiuto indispensabile di altre persone non direttamente impegnate nell’amministrazione, ha deciso di proporre una serie di iniziative per ripartire. Il periodo, che purtroppo non è ancora concluso, ci ha concentrato solo sull’emergenza. Riteniamo però importante ripartire e affrontare tematiche attuali. Abbiamo deciso, questa sera, di dedicare la nostra attenzione ai giovani, in particolar modo riguardo la tematica della dipendenza” ha detto il sindaco Paolo Lanfranchi all’apertura della serata intitolata “Droghe, Alcool e Giovani: conoscere, affrontare e prevenire” svoltasi giovedì 10 settembre presso la sala oratoriale in centro paese.

“Come sindaci dell’oggionese abbiamo chiesto un tavolo di confronto con la Prefettura, che si sta sviluppando proprio in questi giorni, perché anche nella nostra zona purtroppo stanno aumentando esponenzialmente i fenomeni legati all’utilizzo di sostanze stupefacenti” ha concluso sottolineando l’importante di fare rete tra le divere amministrazioni per affrontare al meglio la problematica, così largamente diffusa. Ospiti alla serata di riflessione e approfondimento gli educatori e i ragazzi della struttura terapeutico riabilitativa Kairos di Cisano Bergamasco. La comunità, della cooperativa Famiglia Nuova, svolge la propria attività dedicandosi a coloro che vivono una condizione di dipendenza da sostanze stupefacenti o alcool. “Negli anni siamo passati da un intervento classico, strutturato su un programma comunitario scandito da fasi e tempi prestabiliti, ad un intervento terapeutico individualizzato che può contenere attività, strumenti e tempi di realizzazione differenti secondo ciò che l’utente deve raggiungere” hanno spiegato le educatrici della comunità prima di lasciar intervenire i ragazzi con le loro toccanti testimonianze.

“Ho iniziato ad assumere cocaina all’età di 17 anni, inizialmente solo una volta alla settimana e poi sempre più frequentemente fino ad assumerla costantemente ogni giorno. Vivevo una situazione famigliare difficile dovuta alla separazione dei miei genitori e sono state divere le delusioni che nella mia vita mi hanno spinto a riavvicinarmi alla droga, anche quando per un periodo smettevo di farne uso” ha raccontato uno dei ragazzi ai presenti, mettendo a nudo le fragilità sociali e personali che lo hanno avvicinato alla tossicodipendenza. “Potessi tornare indietro direi a me stesso di affrontare i problemi in modo diverso. La droga posticipava soltanto il dolore, ma non mi ha aiutato a placarlo. Mi ha recato solo altra sofferenza, portando all’allontanamento delle persone che avevo a fianco”.
Ciò che spesso accomuna le storie di tossicodipendenza è la fragilità: fragilità sociale, personale, lavorativa così travolgente e profonda da spingere la persona a voler staccare dalla realtà.
“Inizialmente mi sono avvicinato alla droga per divertimento ed evasione. Piano piano mi sono reso conto che era diventata per me una compagna di vita: non riuscivo più a farne a meno. Sono stato cacciato da scuola per episodi di spaccio e senza quasi rendermene conto mi sono ritrovato in situazioni che mai avrei pensato potessero diventare parte della mia vita. Sono stato condannato per spaccio ed ora sconto la mia pena in comunità come misura alternativa al carcere. Sono grato di questa opportunità perché mi ha permesso di rinascere e riprendere in mano la mia vita capendone i giusti valori” ha spiegato un altro ragazzo ringraziando le operatrici della comunità che lo aiutano e supportano giorno dopo giorno in questo percorso.

È stato sottolineato inoltre come, negli ultimi anni, le persone che accedono ai servizi per le dipendenze sono purtroppo sempre più giovani e sempre più compromesse. Sicuramente questo è dettato dal costo sempre più basso delle sostanze che ne facilita l’accesso anche da parte di ragazzi giovanissimi. “Un aspetto importante da non sottovalutare è la comunicazione in famiglia, che permette di creare un clima sereno in cui possono emerge i sentimenti, le paure e le preoccupazioni di ciascuno in modo sano” hanno spiegato le educatrici sottolineando come spesso nei giovani, fattori quali il ritiro sociale, la fatica a relazionarsi e la mancanza di concentrazione possano essere indici di malessere.
“Questa sera abbiamo evidenziato diversi aspetti di questa problematica e spero sia stata un’opportunità per riflettere. Vi anticipo che sicuramente riproporremo un ulteriore serata su questo tema in compagnia del pedagogista dott. Maurizio Mattioni Marchetti che non è potuto essere presente questa sera. Siete tutti invitati a partecipare” ha concluso il sindaco.
Sa.A.
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