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Scritto Mercoledì 16 settembre 2020 alle 12:15

Bosisio: presidio dei lavoratori della sanità privata alla Nostra Famiglia

Sciopero e presidio dei lavoratori della sanità privata questa mattina davanti a La Nostra Famiglia di Bosisio Parini dove a febbraio l'azienda ha deciso unilateralmente di cambiare contratto.

''Per ora - precisa Emanuela Besana, delegata Fp Cisl Mbl - siamo riusciti a sospendere l'applicazione del nuovo contratto. Ma questo cambiamento equivale a una spada di Damocle sulla nostra testa. Se venisse confermato il cambio di contratto, dovremmo inevitabilmente discutere il nostro ruolo. Anche perché noi abbiamo la responsabilità delle cura e della riabilitazione''. Presente anche il segretario di FP Cgil Lecco, Catello Tramparulo e i delegati Uil Fpl Lecco, oltre ai lavoratori coinvolti e ad alcuni genitori dei piccoli pazienti del presidio ospedaliero bosisiese.

"Siamo qui per dire che vogliamo il nuovo contratto della sanità privata dopo 14 anni di attesa'' ha detto Tramparulo. ''Dopo tre anni di trattative serrate a livello nazionale è stata raggiunta una pre-intesa, ma ancora oggi non è stato firmato il contratto. Chiediamo l'intervento del ministro della Sanità Roberto Speranza e delle Regioni che si sono impegnate a garantirne la firma. Andiamo avanti con la protesta, non ci fermiamo oggi, qui a Bosisio Parini continueremo almeno fino al 31 dicembre con un presidio permanente. Qualche mese fa i lavoratori venivano chiamati eroi, mentre ora ci si dimentica di loro".

Intervenuto alla mobilitazione anche il segretario generale della Cgil Lecco Diego Riva. "Qui le lavoratrici e i lavoratori sono in presidio da tempo e la stanchezza può farsi sentire, ma serve resistere un minuto in più rispetto ai vertici dell'associazione - afferma -. Questa discussione è molto ampia perché non si rivendica solo il giusto diritto di vedere rinnovato il contratto nazionale dopo troppi anni, ma siamo entrati in un meccanismo generale più complesso, c'è l'interesse di provare a smantellare tutti i contratti nazionali. I diritti conquistati devono continuare a essere la base per migliorare la vita delle persone perché in questi anni stanno dando molto, ma le diseguaglianze aumentano. Una politica economica espansiva valorizza le risorse umane e non affronta la competitività solo sul costo del lavoro. Chi è impiegato nell'ambito sanitario, oltre a mettere a disposizione la propria professionalità ha fatto anche una scelta di vita e pertanto devono essere garantiti i diritti (partendo dal contratto nazionale), il rispetto e la dignità".

La cronaca completa del presidio a seguire.
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