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Scritto Mercoledì 16 settembre 2020 alle 18:46

La Nostra Famiglia: le voci dei protagonisti intervenuti al presidio

La vertenza nazionale dei lavoratori della sanità privata, in sciopero oggi in tutta Italia, a Bosisio Parini si somma alla particolare situazione contrattuale dei lavoratori del gruppo "La Nostra Famiglia". Dal mese di febbraio l'azienda ha scelto di revocare il contratto nazionale degli operatori sanitari - applicato a molti dipendenti e in fase di rinnovo dopo 14 anni - sostituendolo con quello assistenziale-riabilitativo. Decisione assunta sulla base delle attività svolte nelle proprie strutture valutate per «oltre l'80% Centri di Riabilitazione». Variazione che - sempre secondo la società - porterebbe i dipendenti a lavorare «due ore settimanali in più a retribuzione invariata». Di tutt'altro avviso le principali sigle sindacali: Cgil, Cisl e Uil.

Catello Tramparulo

Riguardo al cambiamento contrattuale Catello Tramparulo - Segretario Cgil FP Lecco - ha spiegato: «Dovremmo ricordare ai datori di lavoro cos'è un contratto nazionale, costituito da una parte economica e una normativa». Dal punto di vista economico per il Segretario «si crea una disparità, tra lo stesso profilo professionale, di circa 300 euro al mese». Dal lato normativo sussistono «differenze sul sistema indennitario e sui diritti dei lavoratori».
Perplesso sulle tempistiche con cui è stata annunciata la decisione Vicenzo Falanga - Segretario Generale Uil FPL Lario - che ha dichiarato: «È un po' strano venire a conoscenza di questa situazione quando c'è un rinnovo contrattuale in corso. Probabilmente se "La Nostra Famiglia" avesse avuto già questa sensazione avrebbe potuto evidentemente informarci prima». Anche per il sindacalista della Uil le differenze giuridiche fra le due tipologie contrattuali sono significative: «Il contratto della sanità privata in pre-intesa prevede riconoscimenti non solo economici, ma anche giuridici che equiparano i lavoratori della sanità privata a quelli della sanità pubblica. È evidente che un contratto della riabilitazione non ha quelle tutele innovative».

Vincenzo Falanga

Inoltre, i rappresentanti sindacali non inquadrano le attività svolte nelle strutture del gruppo come «riabilitazione» in senso stretto. «Qui non si fa una riabilitazione normale» ha spiegato Franca Bodega - Segretaria Cisl FP Monza Brianza e Lecco - specificando: «"Riabilitazione" è un cappello dove ci può stare dentro tutto. Qui si fa riabilitazione a bambini con problematiche importantissime dove intervengono equipe specialistiche. Quello che viene applicato deriva da uno studio scientifico di un ospedale». Per la sindacalista vi sarebbe una «differenza» rispetto alla riabilitazione di tipo strettamente assistenziale. Un punto condiviso anche dal Segretario Cgil Tramparulo che ha dichiarato: «Qui si fa sanità, ricerca, cura e riabilitazione di alto livello che non può essere paragonata a quella di mantenimento, ma è riconducibile a un profilo sanitario. Inoltre, secondo noi l'ambito sanitario non è il 20% ma è molto più rilevante».

Franca Bodega

Un altro tavolo di confronto attualmente aperto è quello fra aziende del settore sanitario privato e regioni. Queste ultime avevano palesato la disponibilità a farsi carico del 50% dei costi derivanti dal rinnovo del contratto nazionale degli operatori della sanità privata. Aiop e Aris - sigle che riuniscono le aziende del settore - sono tornate oggi, nel giorno dello sciopero nazionale, a incalzare le amministrazioni regionali chiedendo il rispetto degli impegni assunti. L'azienda "La Nostra Famiglia" ha ipotizzato la possibilità di restare esclusa da questi benefici, riservati principalmente all'ambito ospedaliero privato. Infatti, le regioni in cui opera potrebbero valutare come prevalente il carattere riabilitativo-assistenziale della propria attività.
Scenario che secondo la Cgil non sussisterebbe data la «riabilitazione ad alta intensità» praticata nella struttura. Tramparulo ha ricordato: «Il sindacato si è reso da mesi disponibile a chiarire questa situazione con le regioni». Disponibilità confermata anche dalla Uil - tramite Falanga - che ha chiarito: «Abbiamo dato la disponibilità a intervenire su tutti i livelli istituzionali per trovare una soluzione alla dinamica delle risorse».

Flavio Concil

Il clima fra i lavoratori, all'interno della sede di Bosisio Parini, starebbe cambiando. A testimoniarlo non sarebbero solo i presidi che proseguono da diversi mesi davanti i cancelli. Flavio Concil - Segretario CGIL FP Lecco e membro della Rsu interna all'azienda - ha spiegato: «Noi non ci lamentiamo di quello che "Nostra Famiglia" è stata in questi anni. "Nostra Famiglia" ci ha dato tanto. Noi ci lamentiamo di quello in cui "Nostra Famiglia" si è trasformata». Descrivendo lo scenario interno, il rappresentante ha spiegato: «Purtroppo, da quello che sappiamo, ci sarebbero state molte dimissioni sia tra medici, personale sociosanitario e personale educativo. Persone che avrebbero addirittura rifiutato il rinnovo del contratto per pura dignità. C'erano dipendenti a cui sarebbe stato rinnovato con stipendi di anche 500 euro in meno al mese».

Diego Riva

Presente allo sciopero anche Diego Riva Segretario della Cgil di Lecco. Secondo Riva la situazione dei dipendenti di Bosisio Parini descrive una condizione che riguarda molti lavoratori in Italia.
«Questa situazione - ha spiegato - si colloca in un contesto molto più complicato: purtroppo c'è la messa in discussione dei contratti nazionali». Secondo i dati disponibili i contratti collettivi scaduti in Italia sono 570 sui 935 complessivamente registrati. Pari a oltre il 60% del totale, coinvolgono 14milioni di lavoratori. In ambito industriale sono 57. Quello della sanità privata è solo uno di questi.
«Il diritto di rinnovare il contratto nazionale non può venir meno» ha dichiarato Riva precisando: «per noi il contratto nazionale è fondamentale, ha garantito e continua a garantire regole e diritti. Riteniamo che sia sbagliato pensare di fare competizione andando a tagliare i diritti».
Il Segretario della Camera del Lavoro di Lecco ha poi ricordato la particolare situazione dell'ambito sanitario privato: «In questi ultimi mesi, in questo settore le persone hanno fatto di più di quanto era richiesto, mettendo a disposizione tutte loro stesse. Sono state dette frasi come "sono eroi". Oggi bisogna riconoscere a queste persone i diritti».

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