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Scritto Lunedì 21 settembre 2020 alle 18:04

Annone: gli attimi precedenti il crollo del ponte nei racconti di Polstrada e cantonieri intervenuti quattro anni fa in SS 36

Le operazioni per la rimozione del mezzo pesante
La cartellonistica per la chiusura della SP49 era già pronta; anzi posata, ma non ancora visibile agli utenti. Si attendeva il via libera definitivo per vietare il transito ai veicoli in entrambi i sensi di marcia, ma non ce n'è stato il tempo.
Il ponte non ha retto al passaggio del mezzo pesante della Nicoli Trasporti Spedizioni, diretto alla vicina zona industriale di Cesana Brianza, scatenando un vero e proprio ''inferno'' sulla sottostante superstrada 36, nel quale ad avere la peggio è stato Claudio Bertini, che a bordo della propria vettura stava rientrando a Civate al termine della giornata lavorativa.
Gli attimi che hanno preceduto il crollo del manufatto, il 28 ottobre 2016, sono stati ricostruiti quest'oggi nel processo dibattimentale che si sta celebrando al cospetto del giudice monocratico del tribunale di Lecco, Enrico Manzi, con quattro imputati chiamati a rispondere - a vario titolo - dei reati di lesioni, disastro colposo, crollo di costruzioni e omicidio colposo.
A giudizio - dopo lo stralcio della posizione di Eugenio Ferraris e la richiesta di patteggiamento avanzata dall'ingegner Roberto Torresan - sono rimasti Angelo Valsecchi e Andrea Sesana (Provincia di Lecco), Giovanni Salvatore (ANAS) e Silvia Garbelli (Provincia di Bergamo).
Stamani in udienza sono stati chiamati a testimoniare dal pubblico ministero Andrea Figoni, gli operanti che nel primo pomeriggio di quel venerdì di quasi quattro anni fa, ricevettero la segnalazione di un distacco di calcinacci dal ponte, sulla sede stradale della SS36, in direzione Lecco. Il traffico era piuttosto intenso, ancora più del solito: molti i mezzi in viaggio verso le mete di lago e montagna sfruttando il week-end lungo.
Erano le 14.15 circa quando i cantonieri della Provincia di Lecco, avvisati da un collega a sua volta allertato da Sicuritalia, raggiunsero Annone. ''C'era già stato un caso analogo anni prima a seguito di un mezzo pesante in transito che aveva urtato il ponte, danneggiandolo'' ha affermato Renato Locatelli, cantoniere facente funzioni in servizio quel giorno insieme a Salvatore Floresta, riferendo al giudice che mentre si recava sul posto, informò telefonicamente il proprio superiore, l'ingegner Andrea Sesana. ''Ricordavo che in quella circostanza passata era emerso che Anas era proprietaria del manufatto, mentre la Provincia competente per quel che riguarda l'asfalto della SP49'' ha aggiunto, riferendosi all'arteria che collegava Annone a Cesana Brianza attraversando il ponte.
Sul posto c'erano già gli agenti della Polizia stradale di Seregno e il cantoniere di Anas, Tindaro Sauta. Locatelli e il collega Floresta preserò visione della situazione, o meglio delle criticità della struttura, informando il loro responsabile, al quale proprio il primo inviò delle fotografie via whatsapp per fargli capire quale fossero le condizioni del ponte. Poi, sempre Locatelli, effettuò un sopralluogo insieme agli agenti della Polstrada sulla SP49, durante il quale potè notare un vistoso avvallamento sulla sede stradale, oltre ad una crepa.

Secondo la testimonianza resa quest'oggi, al cantoniere Anas Tindaro Sauta, che sosteneva la necessità di chiudere la strada, Locatelli passò al telefono il proprio responsabile, l'ingegner Sesana, mentre era praticamente pronta la cartellonistica da installare per interdire il passaggio dei mezzi, su indicazione dello stesso funzionario provinciale. La segnaletica però, non fu mai posata: il ponte crollò prima di riuscire a farlo. Ma cosa si aspettava?
Da quanto è emerso quest'oggi in udienza dalla Provincia di Lecco avrebbero chiesto una nota formale ad Anas, prima di procedere alla stesura di un'ordinanza ad hoc per chiudere la SP49, dal momento che il ponte non era di loro competenza. In quegli istanti intanto, l'ingegner Giovanni Salvatore accompagnato da altri due colleghi stava cercando di raggiungere Annone dalla sede Anas di Milano, per prendere visione delle criticità del cavalcavia. Ma quando arrivò, complice l'intenso trafficò, il manufatto era già crollato sotto il peso del trasporto eccezionale Nicoli.
Sta di fatto che a quasi tre ore di distanza dal distacco dei primi calcinacci dalla struttura del ponte, la strada provinciale non era ancora stata chiusa, al contrario della SS36. In questo caso il transito in una delle due corsie in direzione Lecco era stato interdetto dal cantoniere Sauta, come ha ricordato il vice ispettore Danilo Marigo della Polstrada di Seregno. Fu proprio lui, insieme ad un collega, a raggiungere intorno alle 13.30 Annone, dopo la chiamata della centrale operativa che indirizzava la pattuglia in prossimità del viadotto. In posto era già presente Tindaro Sauta che per conto di Anas aveva provveduto a chiudere la corsia di destra dell'arteria, invasa - così come parte della strada complanare - dai calcinacci.
''Appena arrivati cercammo di capire di chi fosse la competenza'' ha detto l'esponente della Polstrada, ricordando di aver richiesto l'intervento dei cantonieri della Provincia, con i quali aveva poi effettuato un sopralluogo sulla SP49. ''Dopo una serie di telefonate con i propri superiori, decisero di chiudere la strada: a noi la situazione sembrava tranquilla, non si erano più verificati distacchi di materiale, quindi intorno alle ore 16.10 riprendemmo la nostra pattuglia''.

Una ricostruzione confermata anche dal vice ispettore Elia in servizio quel giorno alla sala operativa della Polizia stradale. Fu lui ad inviare ad Annone la pattuglia dei colleghi di Seregno dopo la segnalazione relativa alla presenza di calcinacci, contattando poi sia Anas, sia la Provincia di Lecco, entrambi competenti per quel tratto.
La strada invece, non fu mai chiusa e poco dopo il ponte crollò, finendo per travolgere la vettura a bordo della quale viaggiava il 68enne Bertini, per il quale non ci fu scampo.
Fra gli operanti chiamati quest'oggi a rendere la propria testimonianza, anche il commissario Gabriele Fersini, allora comandante della Polstrada di Seregno che si recò sul posto a tragedia avvenuta; ad Annone rimase diverse ore, sino all'accertamento del decesso di Claudio Bertini. A lui il compito assegnato dal sostituto procuratore Nicola Preteroti, primo titolare del fascicolo d'indagine, di effettuare gli accertamenti sulla velocità del camion Nicoli e la traiettoria compiuta durante il passaggio sul cavalcavia, attraverso le immagini estrapolate dalla telecamera installata sul veicolo del cantoniere Anas.
''Il mezzo pesante procedeva a circa 7 chilometri orari, quindi a velocità molto ridotta, seguendo il percorso che gli era stato autorizzato'' ha riferito, aggiungendo che nel transitare sul ponte il camion aveva incrociato una Volkswagen Golf che proveniva dall'opposta direzione di marcia. Nel rispondere ad una domanda postagli durante l'esame, il commissario Fersini ha reso noto il peso del tir al momento della tragedia, di poco superiore alle 107 tonnellate.

Il resoconto di quel pomeriggio secondo il punto di vista degli operanti si completerà il prossimo 19 ottobre, data della prossima udienza. In programma l'escussione del sovrintendente Bruno e dei testi residui del pubblico ministero: insomma tutti quelli indicati in lista ad eclusione dei consulenti.
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G.C.
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