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Scritto Domenica 27 settembre 2020 alle 17:30

Missaglia: don Andrea celebra la 1° messa in basilica. Guiderà i giovani della comunità

È stato accolto in via ufficiale questa mattina a Missaglia il nuovo vicario della pastorale giovanile, don Andrea Scaltritti, che da qualche giorno ha ormai preso il posto di don Emanuele Colombo alla guida della comunità dei giovani e oggi ha celebrato la sua prima messa in questa nuova veste presso la Basilica di Missaglia.



Secondo da sinistra don Andrea Scaltritti

La funzione liturgica è stata celebrata alle ore 10.00 alla presenza di tantissimi fedeli che oltre a riempire la chiesa, sono stati disposti anche su delle sedie esterne del sagrato preparate per l’occasione. Accanto a don Andrea, hanno co-presieduto il rito anche padre Dominic, il nuovo diacono della parrocchia, ordinato nella giornata di sabato, Padre Amil Malik, arrivato dall’India per supportare l’azione parrocchiana degli altri sacerdoti e infine il parroco don Bruno, il quale ha voluto accogliere il nuovo vicario sottolineando il ruolo importante che dovrà ricoprire, dovendo avere cura di coloro che saranno poi il vero futuro della comunità: i giovani.




Durante l’omelia don Andrea ha poi fatto suo questo suggerimento del prevosto, esprimendo tutta la propria gioia di trovarsi a entrare a far parte di una comunità di fedeli che lo ha accolto con entusiasmo e fiducia. “Io arrivo quasi in modo improvviso dopo la partenza del mio predecessore” ha infatti commentato il nuovo vicario nel suo intervento. ''Di sicuro il periodo difficile in cui ci troviamo deve essere una spinta in più per tutti noi a vivere con ancora più gioia i piccoli momenti di felicità come questi. È proprio Gesù a dirci come dobbiamo comportarci anche nelle situazioni più complicate: amare Dio e amare il prossimo nello stesso modo in cui si ama Dio. Ma cosa vuol dire esattamente? Significa innanzitutto essere coerenti, e fari sempre testimoni del suo amore in ogni luogo e con chiunque incontriamo sul nostro cammino; significa poi anche prendersi cura degli spazi e delle persone ma anche della propria vita spirituale, con quel pizzico di egoismo utile a coltivare la nostra fede; e infine, amare gli altri come Dio significa felicità, perché amandolo siamo certi che Gesù è con noi tutti i giorni della nostra vita e questo non può fare altro che creare felicità contagiosa. I giovani della vostra comunità mi hanno già accolto con un bellissimo cartellone con la scritta “E cominciarono a far festa”, che è anche la frase che ho scelto come simbolo della prima messa che ho celebrato. È infatti importante che tutto quello che vivremo insieme sarà vissuto da tutti come una festa, simile a quella della parabola del Padre misericordioso. Iniziamo quindi questo cammino dandoci la mano a vicenda e facendo festa”.

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Al termine della funzione, dopo che il vicario ha distribuito la comunione ai suoi nuovi fedeli, il parroco don Bruno Perego ha invitato il sindaco di Missaglia, Bruno Crippa, a dare il proprio benvenuto a don Andrea nella veste istituzionale. Il primo cittadino, salito sull'altare, ha augurato al vicario di iniziare al meglio questa nuova avventura, mantenendo sempre quella sua ventata di entusiasmo ed energia che ha dimostrato finora. L’arrivo di don Andrea è inoltre un nuovo inizio anche per tutta la comunità, che si trova davanti all’occasione di rinnovare la propria speranza per il futuro e di dare il proprio contributo sostenendo e collaborando per la buona riuscita delle attività della parrocchia e per far sentire sempre a casa il nuovo arrivato.


Il sindaco Bruno Crippa




Anche la comunità dei fedeli ha voluto omaggiare l’arrivo di don Andrea con alcuni doni significativi, tra i quali i libri dedicati alle basiliche di Missaglia, Maresso e Lomaniga. Dopo la benedizione finale, i presenti alla messa hanno ricevuto all’uscita dalla chiesa l’immaginetta di don Andrea con la sua scritta “E cominciarono a far festa” in ricordo di questo bel momento di aggregazione e gioia. I festeggiamenti sono proseguiti poi in oratorio dove il giovane vicario ha piantato simbolicamente la pianta che lo rappresenta all’interna della comunità e ha infine preso parte insieme a tutti i fedeli ad un ricco rinfresco all’insegna della convivialità.
M.B.
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