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Scritto Mercoledì 30 settembre 2020 alle 18:42

Bulciago: interrogata dal GIP Alice Brignoli. ''Andare in Siria è stato un grosso errore''

E' stata interrogata questa mattina dal gip del tribunale di Milano Manuela Cannavale, Alice Brignoli, la 42enne arrestata l'altro giorno in Siria a quasi cinque anni di distanza dalla sua fuga da Bulciago. Nel febbraio 2015 la donna aveva lasciato l'appartamento che condivideva con il marito Mohamed Koraichi (nel frattempo deceduto per problemi di salute) e con i loro tre bambini per raggiungere la Siria e diventare dei foreign fighters.

Alice Brignoli

"E' stato un grosso errore, lo Stato islamico in Siria non era il posto idilliaco che ci aspettavamo quando siamo partiti nel 2015, rispondendo al richiamo di al-Baghdadi, anzi volevamo tornare indietro". Sono queste le parole che la bulciaghese, arrestata dai carabinieri del Ros con l'accusa di terrorismo internazionale, avrebbe pronunciato questa mattina alla presenza anche del capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili.
Alice Brignoli ha ammesso davanti al giudice di essere partita verso la Siria "aderendo a un appello video di Al Baghdadi per unirsi al Califfato".

La conferenza stampa di ieri mattina in Procura a Milano. Al centro il procuratore Alberto Nobili

"Ha manifestato una certa disponibilità a riferire i fatti - ha spiegato Nobili - dicendo però di averli vissuti in 'seconda fase' perchè il vero protagonista sarebbe stato il marito". La situazione dei bambini "è al momento tranquilla", ha aggiunto Nobili, "coi due più grandi che accudiscono i due piccoli nella comunità a cui sono stati affidati" dopo la lunga permanenza nel campo in Siria.
Secondo quanto avrebbe riferito la bulciaghese, dopo aver ascoltato a metà 2014 il proclama con cui il califfo Abu Bakr al-Baghdadi annunciava la fondazione dello Stato islamico, i due coniugi decisero di partire per la Siria lasciando la loro casa di Bulciago. "Venivamo presi in giro in quanto islamici" il senso delle parole pronunciate stamani dalla Brignoli che nel 2015 con la famiglia affrontò un "viaggio di cinque giorni in auto" fino alla Siria. I cinque - diventati poi sei con la nascita del quarto figlio - ha vissuto a Raqqa e in altre località. "Ci aspettavamo un posto idilliaco per gli islamici, con case e scuole, ma abbiamo trovato la guerra", ha detto in sostanza la donna di 42 anni, aggiungendo che in più di un'occasione avrebbero tentato invano di tornare indietro.

L'arrivo di Alice Brignoli e dei suoi bambini in aeroporto a Linate

Per quel che concerne invece la foto del suo figlio maggiore, sette anni all'epoca della partenza, che imbracciava un fucile, la donna ha tentato di sminuire, sostenendo che i bambini non sono stati addestrati. Era il marito, ha spiegato, che combatteva e che teneva i contatti con gli uomini dell'Isis.
Venerdì la donna accusata di terrorismo verrà nuovamente interrogata dai magistrati (stavolta dai pm) e l'indagine, coordinata anche dal pm Francesco Cajani, mira a comprendere nei dettagli l'organizzazione del viaggio verso la Siria di Alice Brignoli e del marito nel 2015, per verificare anche se nell'area di Lecco e dintorni ci siano personaggi che ancora forniscono assistenza agli aspiranti ''foreign fighter''.
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