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Scritto Lunedì 12 ottobre 2020 alle 10:08

Castello B.za: via libera della Provincia al supermercato, ma il cantiere è 'sospeso'

La Provincia di Lecco ha dato il via libera al progetto della nuova zona commerciale di Castello Brianza. Il nuovo supermercato – appartenente a una catena con oltre 40 punti vendita in Lombardia - sorgerà in un’area situata all’intersezione fra le vie Lecco e don Allamano. Dopo il parere positivo dei tecnici provinciali, comunicato la scorsa settimana, i documenti passeranno a Regione Lombardia. Prima dell’edificazione delle strutture sarà necessario attendere diversi mesi.
Dopo un lungo percorso di confronto fra gli enti coinvolti, la fase conclusiva che apre la strada alla creazione del centro commerciale inizia il 26 giugno scorso. Giorno in cui il consiglio comunale di Castello Brianza adotta un’apposita variante al Pgt vigente.


Con il parere favorevole dei consiglieri comunali di maggioranza, viene approvata un’importante variazione alle possibilità di sviluppo di una zona situata in località “Moiacchina”. L’area - tecnicamente individuata come ambito di trasformazione “AT 12” – era stata resa edificabile nel 2013. Il Pgt adottato all’epoca – dalla giunta De Capitani – prevedeva l’edificazione simultanea di strutture con destinazione differenti. Artigianale, commerciale e, in ultimo, destinazione mista commerciale e artigianale. Tre tipologie di insediamenti che sarebbero sorte contemporaneamente. Edificando 16mila metri quadri di “superfice coperta”.
La variante del Pgt introdotta a giugno porta a un cambio di rotta. L’amministrazione del sindaco Aldo Riva sostituisce le tre destinazioni d’uso originarie e ne introduce una singola: commerciale. Affiancata, in minima parte, da un’area ristorativa. Circa 4mila e 200 metri quadri di superfice la prima e 200 la seconda. La Valutazione ambientale strategica – Vas – viene redatta nel dicembre 2019 dalla Provincia di Lecco. Il documento evidenzia le differenze: “Complessivamente la variante di piano [introdotta a giugno] prevede una superficie coperta pari al 30%, a fronte di una previsione da PGT [elaborata nel 2013] del 70%”.
Cambio di rotta che causa forti perplessità fra i banchi della Lega. Due gli aspetti sottolineati dai consiglieri del carroccio: lo stravolgimento di quanto previsto in origine dal Pgt del 2013 e la destinazione dell’area.


Per il gruppo di minoranza, il futuro insediamento del supermercato porterà a ripercussioni negative sui negozianti di Castello Brianza. Entrambe le obiezioni non vengono condivise dal sindaco Aldo Riva. Il primo cittadino difende la scelta effettuata. Pone l’accento sull’edificazione molto più contenuta a cui l’area andrà incontro. Sottolinea le differenze rispetto a quanto previsto dai documenti del 2013. Inoltre, la giunta valuta l’insediamento del centro commerciale compatibile con l’assetto socioeconomico del paese. I negozi di vicinato – secondo l’amministrazione - non subiranno grosse ripercussioni negative dal nuovo supermercato. Le due tipologie di attività si rivolgono a clientele differenti.
Il progetto passa alla Provincia di Lecco. All’inizio di ottobre, i tecnici dell’ente non rilevano particolari criticità. Ad eccezione di alcune osservazioni minori. Riguardano l’accesso al futuro centro commerciale e l’integrazione con la zona circostante. Essendo l’area delimitata su due lati da due strade provinciali - Sp51 e Sp52 – vengono chieste maggiori possibilità di “svincolo” interno al centro commerciale. “Dovranno - si legge nel parere tecnico redatto - essere rivalutati gli accessi alla viabilità provinciale, migliorando le lunghezze delle corsie di immissione e uscita […]”. I tecnici chiedono anche maggior integrazione con il paesaggio circostante. Deve essere creata una “fascia alberata” lungo i margini di confine dell’edificato. Due condizioni a cui sottostà il parere positivo espresso nella relazione istruttoria. Ora la questione passa sui tavoli di Regione Lombardia. I tempi del riscontro richiederanno mesi.


Nel frattempo, gli interventi indispensabili allo sviluppo edile dell’area iniziano. Il più importante è l’opera di “livellamento” del terreno. Prende avvio nel mese di luglio, dopo la regolare autorizzazione rilasciata dal comune di Castello Brianza. Si ferma dopo breve tempo. La sospensione, di carattere «cautelativo», viene imposta dal comune. Ma, si tratta di una semplice ripercussione di fatti accaduti altrove. Andiamo con ordine.
9 settembre 2020. Seduta consiliare. La minoranza interroga il sindaco sulla situazione del cantiere. Dai banchi della Lega si chiede se i «versamenti di terreno» siano «stati bloccati». La domanda stupisce il sindaco. Il primo cittadino risponde: «non ho informazioni di questo tipo […] non sono a conoscenza di provvedimenti di sospensione». In buona fede, ipotizza una pausa estiva dei lavori. La minoranza insiste nel sostenere il «blocco» imposto da autorità superiori.
30 settembre 2020. Seduta consiliare successiva. L’amministrazione comunale conferma l’esistenza di un problema. Il sindaco Aldo Riva affronta per primo la questione, direttamente in apertura di seduta. «In data 22 settembre 2020 – dichiara - l’amministrazione comunale ha ricevuto un rapporto di Arpa Lombardia in merito a un intervento fatto, presso il cantiere di Lecco dell’impresa, per verificare rocce e terreni scavati in base a quanto la stessa impresa aveva dichiarato al comune di Lecco».
Durante il sopralluogo – effettuato nel cantiere di Lecco il 22 luglio - l’Arpa redige un verbale. Copia del documento viene ricevuta sia dal comune di Lecco che dal comune di Castello Brianza luogo di destinazione del materiale estratto.
Riva non dimentica la domanda sottopostagli dai consiglieri leghisti a inizio mese. Non sorvola sulla questione e dichiara: «Il fatto si è verificato il
22 luglio, con il sopralluogo dell’Arpa a Lecco. L’amministrazione comunale è stata informata il 22 settembre. Il fatto che la minoranza lo sapesse prima… non so il motivo». Il primo cittadino chiude la vicenda descrivendo l’accaduto come un «discorso accessorio». Sul quale probabilmente vorrebbe comunque vederci chiaro.
Secondo le dichiarazioni del sindaco – che rilascia durante la stessa seduta del 30 settembre - i problemi sarebbero sorti relativamente alle tempistiche di avvio del cantiere di Lecco, dove i terreni vengono prelevati. I lavori sarebbero iniziati con un breve anticipo rispetto a quanto consentito dalla normativa che definisce l’iter di avvio del cantiere. Il sopralluogo a Lecco, effettuato dall’Arpa, sarebbe avvenuto proprio in quel frangente.


Durante la stessa seduta consiliare il sindaco chiarisce: «Il 24 settembre il responsabile dell’area tecnica [del comune di Castello Brianza] ha inoltrato, ai proprietari del terreno, la sospensione cautelativa dell’autorizzazione provvisoria che era stata a suo tempo rilasciata per il deposito […]».
Dunque, l’ufficio tecnico comunale di Castello Brianza acquisisce il verbale dell’Arpa fra il 21 e il 22 settembre. Il 24 settembre predispone la «sospensione cautelativa» del cantiere. Un atto formale conseguente al verbale e ai risconti effettuati dai tecnici di Arpa nel cantiere di Lecco.
Nel cantiere di Castello Brianza non sarebbero state riscontrate irregolarità di alcun genere. A testimonianza di ciò vi è il fatto che terminato il sopralluogo a Lecco, i tecnici dell’Arpa si trasferiscono proprio a Castello Brianza. Stimano il deposito di terreno proveniente dal capoluogo in meno di 500 metri cubi. Poi iniziano i campionamenti. Dai risultati – trasmessi al comune - emerge che tutti i valori dei materiali depositati e campionati rispettano le normative. Il sindaco Riva conferma: «I valori dei terreni sono nella norma». Nulla di cui allarmarsi quindi. I terreni depositati - che nelle scorse settimane hanno suscitato domande anche fra i cittadini - non presentano alcun problema.
Resta la «sospensione in via cautelativa» del cantiere predisposta dall’ufficio tecnico di Castello Brianza. Prima di procedere allo “sblocco” il comune dovrà ricevere e valutare tutta la documentazione che ha richiesto ai gestori.
Non sono chiare le ripercussioni che la vicenda potrà avere al di fuori del territorio comunale di Castello Brianza. In base alla normativa vigente, che impone ai tecnici dell’Arpa di Regione Lombardia di procedere di fronte anche alle sole ipotesi di reato, il verbale redatto potrebbe essere stato inviato anche alla Procura della Repubblica di Lecco.
L.A.
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