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Scritto Lunedì 12 ottobre 2020 alle 17:45

Oggionese: minacciò la sua ex. In Aula racconta la sua verità

Era stato accusato di minacce dalla sua ex, ma oggi si è dichiarato innocente, ribaltando semmai la situazione. È proseguita nell'aula del giudice monocratico Giulia Barazzetta l'istruttoria dibattimentale del processo che vede al banco degli imputati un ragazzo di 27 anni di origine brasiliana residente nell'oggionese, trascinato in Tribunale dalle accuse mosse dalla sua ex fidanzata, una donna molto più grande di lui (lei è nata infatti nel 1970).
Al centro delle accuse portate dalla donna, un episodio avvenuto a casa del giovane il 25 agosto 2018; nella precedente udienza -tenutasi prima del lockdown, lo scorso 24 febbraio- l'accusatrice (costituitasi anche parte civile, rappresentata dall'avvocato Vito Zotti) aveva raccontato di essersi recata presso l'abitazione del suo ex e di avergli pacificamente chiesto i soldi che lei gli aveva dato in dono, come aiuto e sostegno nel mantenimento della giovane figlioletta di lui. Per tutta risposta -sempre secondo quanto riferito all'epoca dalla donna- era stata minacciata con un coltello da cucina puntato alla gola, con il quale lui le avrebbe detto di allontanarsi altrimenti l'avrebbe ammazzata.
La versione dei fatti fornita invece questa mattina dallo stesso imputato -assistito dall'avvocato Silvia Ferlin- è stata di tutt'altro genere. "Mi trovavo sull'uscio di casa a fumare una sigaretta con la ragazza con cui stavo all'epoca" ha detto il 27enne, "quando è arrivata la mia ex, chiedendomi subito di darle i suoi soldi. Non era la prima volta che veniva a casa mia quindi ho portato dentro la mia ragazza, che era visibilmente spaventata, e le ho detto di non presentarsi più a casa mia. Le ho chiuso la porta e lei è stata lì ancora qualche secondo chiedendomi di farla entrare ma io non ho aperto. Dopo qualche minuto se n'è andata".
Non solo ha raccontato una versione dei fatti completamente diversa da quella fornita dalla donna ma anche ha "ribaltato" l'accusa, sostenendo che "era lei a minacciare me, non io lei. Parlava anche di mia madre e di mia figlia. Mi ha detto che sapeva dove trovarmi, che veniva a prendermi".
Terminata l'audizione dell'imputato, l'avvocato di parte civile Vito Zotti ha chiesto al giudice l'acquisizione di nuove prove, con le altre parti che nulla hanno opposto. Per questo motivo il giudice ha disposto un breve rinvio per lo scioglimento della riserva, fissata per il prossimo 27 ottobre.
B.F.
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