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Scritto Venerdì 16 ottobre 2020 alle 10:25

No al nuovo supermercato a Castello B.za. Si punti piuttosto ad usare una delle aree industriali dismesse

Come Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” ribadiamo il nostro No al nuovo supermercato a Castello di Brianza. Infatti col progetto, l’attuale superficie agricola di circa 20 mila metri quadri verrebbe di fatto snaturata, per fare spazio ad un nuovo, inutile, supermercato!
Ribadiamo che le colpe maggiori ricadono sulla precedente Amministrazione Comunale di Castello, che ha modificato la destinazione urbanistica del comparto, passandola da agricola ad edificabile (commerciale e produttiva).
L’attuale Amministrazione avrebbe, e potrebbe ancora, invertire la rotta e rendere di nuovo non edificabile l’intera superficie. Invece sembra voler mandare avanti il progetto che - seppur preveda, rispetto al precedente PGT, una diminuzione delle superfici coperte - deturperà irrimediabilmente l’attuale area verde, che verrà per la maggior parte cementificata, impermeabilizzata. Infatti non si tratta solo di calcolare la superficie che verrà occupata dall’edificio che ospiterà il supermercato (pari a circa 7 mila metri quadrati), ma anche gli spazi che verranno asfaltati per i parcheggi, le strade di accesso, gli svincoli, eccetera. Di fatto verrà deturpata la maggior parte dei 20 mila mq di suolo agricolo, per far spazio al nuovo supermercato, in un territorio dove già ne esistono troppi! Basti pensare a quello vicinissimo a Dolzago, a soli 500 metri; per non citare i molti che sorgono già lungo la stessa SP 51, tra Bevera e Oggiono.
E se proprio si sente questa irrefrenabile (sic!) esigenza di avere un nuovo punto di vendita commerciale, l'alternativa sarebbe quella di insediarlo in una delle tante aree industriali dismesse, che nella zona sicuramente non mancano. Ad esempio nel vicino comune di Dolzago nell'area ex Passerini si era ipotizzata un’altra area commerciale.
Bisogna evitare ulteriore consumo di suolo, risorsa importante e non rinnovabile. È paradossale leggere nei documenti della variante al PGT di Castello le seguenti frasi: “Il suolo è una risorsa scarsa e non rinnovabile e, pertanto, da utilizzare in modo sostenibile. Il consumo di suolo ai fini edificatori rappresenta, infatti, fattore di pressione antropica sull’ecosistema”.
Si scrive una cosa sacrosanta, ma poi si razzola male!
Chiediamo inoltre al Comune di Castello di chiarire la vicenda relativa alle terre e rocce depositate sull’area nei mesi scorsi, attività avviata prima dell’avvenuta conclusione dell’iter per il supermercato. Deposito che ha già pregiudicato l’integrità ecologica del terreno naturale.
Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"
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