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Scritto Lunedì 19 ottobre 2020 alle 19:10

Bosisio, Nostra Famiglia: i sindacati con i dipendenti. ''Speriamo in una risposta''

Un'assemblea nazionale unitaria per i lavoratori della Nostra Famiglia sparsi in tutta Italia. Le sigle sindacali della funzione pubblica - Cgil, Cisl e Uil - hanno voluto incontrare, nella giornata odierna, lunedì 19 ottobre, i dipendenti che hanno una vertenza contrattuale con la struttura. Sono oltre duemila le persone coinvolte, delle quali circa seicento nella sola sede di Bosisio.
L'altra settimana si è tenuto un incontro al Ministero del Lavoro che non ha portato a un esito favorevole: la riunione si è chiusa con un verbale di non accordo. Il gruppo ha infatti ribadito che, al momento, l'introduzione del contratto della riabilitazione è sospeso perché si continuerà ad applicare il contratto della sanità privata.

Immagine di repertorio di un presidio a La Nostra Famiglia

"É un'assemblea che segna l'avvio del percorso divergenziale di tutte le sedi d'Italia - ha dichiarato Vincenzo Falanga, segretario generale della Uil funzione pubblica del Lario - Oggi abbiamo riunito in video conferenza tutti i dipendenti e c'è stata una buona partecipazione".
Nella riunione, a cui hanno potuto prendere parte in diretta i lavoratori, sono stati presentati nel dettaglio i motivi che non hanno portato a un accordo davanti al Ministero del Lavoro. "Le ragioni sono le stesse di febbraio. Fino a settembre non c'è stata interlocuzione a livello regionale da parte di Nostra Famiglia, quindi a ottobre ci siamo trovati senza passi in avanti da parte dell'associazione e per noi sigle sindacali è stato mortificante perché ci eravamo impegnati".
La protesta che i lavoratori portano avanti da ormai otto mesi riguarda la decisione dell'azienda, comunicata in maniera unilaterale, di applicare ai dipendenti che non rientrano nel comparto medico il contratto nazionale Aris (assistenza religiosa istituiti socio) del 2012, relativo al settore delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e dei centri di riabilitazione.
A livello contrattuale, in effetti, c'è stata una novità: è stato infatti rinnovato il contratto della sanità privata, atteso da quattordici anni. Sul fronte dei salari comprende un incremento pari al 4,21%, ovvero un valore medio mensile di 154 euro, e una retribuzione una tantum di mille euro per tutti i lavoratori, a cui si aggiunge l'ampliamento della sfera dei diritti che prevede l'allargamento e la piena esigibilità dei permessi retribuiti, come quelli concessi per viste mediche ed esami diagnostici.

Vincenzo Falanga, segretario Uil funzione pubblica del Lario

"Il nostro lavoro lo abbiamo fatto. È mancata la sinergia da parte di Nostra Famiglia che avrebbe dovuto aprire i tavoli ai livelli regionali. Siamo disposti a fare di più se lavoriamo per lo stesso obiettivo, ma se non lavoriamo per lo stesso obiettivo c'è un problema" ha aggiunto Falanga. "Abbiamo informato i lavoratori delle iniziative per sostenere la battaglia sia come rivendicazioni vere e proprie (come i sit-in, se il Dpcm lo permetterà) con l'intento di alzare il livello della mobilitazione attraverso movimenti attivi che potranno arrivare, se sarà necessario, allo sciopero generale, sia dal punto di vista dell'avanzamento della nostra battaglia in quanto stiamo lavorando con gli uffici legali per un percorso di vertenza davanti al tribunale".
Il segretario ha concluso auspicando di "ricevere una risposta diversa da quella data dall'associazione".
M.Mau.
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