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Scritto Mercoledì 21 ottobre 2020 alle 11:02

WWF Lecco: alla scoperta dell’orrido di Inverigo tra storia, flora, fauna e arte

Un habitat naturale rarissimo, conservato in un’area privata a pochi chilometri dal casatese, si estende sul territorio di Inverigo. È l’Orrido di Inverigo, facente parte del Parco Regionale della Valle del Lambro e sotto la protezione del WWF di Lecco. Domenica 18 ottobre proprio WWF Lecco, in collaborazione con l’associazione “Le Contrade” di Inverigo, ha organizzato un’escursione in questo straordinario luogo – unico orrido noto in ambiente collinare morenico – protetto dall’Unione Europea. Il percorso seguito si snoda all’interno di una proprietà privata che si sviluppa per 160 ettari, costituendo il secondo polmone verde della Brianza dopo il Parco di Monza.


Il parco è un’eredità dei marchesi Crivelli, grossi feudatari inverighesi nel 1600 e 1700, fautori del viale dei cipressi, il viale storico alberato lungo 1500 metri voluto dalla famiglia nel 1664. Negli anni 60 del secolo scorso, l’ultimo erede Crivelli decide di vendere tutte le sue proprietà, le quali finiscono nelle mani di una proprietà immobiliare. Sono gli anni delle speculazioni edilizie, mentre a Milano vengono costruite Milano 2 e Milano 3, si pensa di costruire dentro questo territorio naturale una città satellite di 12 mila abitanti e un campo da golf. Nacque così un contenzioso tra la società immobiliare e l’amministrazione e i cittadini di Inverigo. Fortunatamente, il progetto non venne mai realizzato e ancora oggi possiamo godere della bellezza di questo habitat.



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La principale guida dell’escursione è stata Arturo Binda, parte dell’associazione Le Contrade ed esperto conoscitore del luogo. È intervenuto anche Lello Bonelli, presidente di WWF Lecco e responsabile anche dell’isola felice dell’orrido di Inverigo, che ha presentato gli esperti che sono intervenuti durante l’escursione: “Paola, la nostra geologa illustrerà i cambiamenti morfologici del luogo; Anna, si occuperà invece della parte vegetazionale e infine, Raoul illustrerà la microfauna dell’area”.



L’orrido è stato riconosciuto monumento naturale dal parco Valle Lambro. È stato da sempre un simbolo identitario della comunità di Inverigo, dove i marchesi Crivelli avevano costruito un sentiero affinché potessero prendere un po’ di fresco proprio tra le pareti dell’orrido. È un luogo particolare perché la sua conformazione mantiene l’ambiente temperato d’inverno e fresco in estate. Con l’arrivo del treno e della ferrovia, numerosi milanesi benestanti dell’epoca arrivavano a Inverigo per godersi la bellezza della campagna e dell’orrido durante le giornate domenicali. Dopo l’introduzione storica di Arturo, è intervenuta la geologa Paola che ha illustrato i cambiamenti geologici avvenuti nel luogo, nonché i diversi tipi di rocce di cui è fatto l’ambiente naturale. “I materiali di cui è fatto il suolo raccontano una storia che i geologi sanno leggere”.


Partendo da 60 milioni di anni fa, quando il nostro territorio era coperto dall’oceano, fino ai giorni nostri, la geologa ha raccontato la formazione dei diversi tipi di roccia: la marna, l’argilla, l’arenaria, il ceppo e la ghiaia. Paola ha anche spiegato perché l’area dell’Orrido è geologicamente attiva. Infatti, grazie alle sorgenti incrostanti, il tufo calcareo si sta formando a valle delle bancate di Ceppo e lungo lo sbocco dell’Orrido. Arturo invece ha illustrato l’unicità del luogo, infatti per la formazione del travertino, ovvero del tufo calcareo, è necessaria la combinazione di più elementi fisici, difficili da avere contemporaneamente, ecco perché il luogo costituisce un unicum nel panorama collinare brianzolo.
La guida Arturo ha poi condotto il ristretto numero di partecipanti verso l’edificio che conteneva le pompe d’acqua, che hanno permesso fino agli anni 80 del secolo scorso, di convogliare l’acqua dell’Orrido nelle case degli inverighesi.
Per scoprire la flora, la fauna dell’orrido e la storia della cascina Navello, clicca qui.
Martina Bissolo
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