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Scritto Martedì 27 ottobre 2020 alle 12:23

Dolzago: ancora tensione alla Spreafico. I lavoratori restano fuori, tra le proteste

Il clima difficile che si respira da qualche settimana ormai alla Spreafico di Dolzago, si è appesantito ulteriormente questa mattina quando agli uomini dell'Arma e della Polizia di Stato già presenti da giorni a monitorare la situazione, si sono dovuti aggiungere i rappresentanti della Digos di Lecco a causa della presenza di un folto gruppo di lavoratori a ridosso della strada provinciale 51.

Le forze dell'ordine presenti questa mattina all'esterno della Spreafico

Si tratta degli esponenti della sigla Si Cobas, impossibilitati - secondo quanto ci hanno riferito - a varcare l'ingresso dell'azienda dolzaghese per recarsi ciascuno del proprio reparto di produzione. Alcuni di loro avrebbero infatti ricevuto un messaggio nella serata di lunedì, attraverso il quale venivano sostanzialmente invitati a non presentarsi l'indomani sul posto di lavoro. Inevitabile dunque, l'intervento delle forze dell'ordine che hanno dovuto tenere lontane le maestranze per evitare un eventuale scontro con i riferenti dell'azienda e gli altri lavoratori.

''Non è giusto lasciarci fuori, quando c'è qualcun altro dentro a lavorare al nostro posto'' ci hanno detto le maestranze, rimaste fuori dai cancelli dell'impresa dolzaghese e tenuti a debita distanza per evitare ulteriori tensioni, in attesa di un incontro chiesto dai loro rappresentanti alla socoetà. Il clima alla Spreafico ormai, è diventato incandescente.
Soltanto ieri infatti, a incrociare le braccia erano stati gli iscritti alla Filcams Cgil: gli addetti al reparto del confezionamento della frutta avevano deciso di ''protestare'' a fronte del clima pesante venutosi a creare in azienda, proprio a seguito delle continue proteste che vanno avanti ormai dalla scorsa estate.

"Giovedì abbiamo trovato la quadra al termine dell'incontro con il prefetto Michele Formiglio'' le parole della segretaria Barbara Cortinovis. ''Sono quindi riconosciuti gli elementi economici che mancavano precedentemente e abbiamo iniziato un dialogo sulla contrattazione di secondo livello. Ciò che rivendica l'altra organizzazione, però, non è di natura contrattuale. Noi sottolineamo sempre che il sindacato non deve decidere delle assunzioni o dei trasferimenti. E anzi, non vorremmo che tutte queste proteste mettano a rischio il posto di tutte le lavoratrici e i lavoratori. Il nostro scopo è raggiungere i migliori obiettivi per tutti, senza creare divisioni".
Lo spazio resta chiaramente a disposizione di chi volesse intervenire sulla delicata vicenda.
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