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Scritto Giovedì 19 novembre 2020 alle 09:11

Casatenovo: gli alunni delle medie imparano a scolpire la robinia nel corso di Fumagalli

Nel mese di ottobre alla scuola media di Casatenovo si è attivato un progetto di scultura del legno, intitolato "L'anima della Robinia", a cura della professoressa Cristina Petringa, docente di Arte e Immagine dell'istituto, e dello scultore Antonio "Alberico" Fumagalli, artista originale del nostro territorio, che dalle radici del legno di Robinia ricava delle bellissime opere scultoree. Insieme a loro, hanno contribuito alla nascita e alla realizzazione del corso anche "Sei di Casatenovo se...", gruppo facebook dedicato al paese, e il Comune.

Un'immagine della lezione tenuta dallo scultore casatese

"Grazie alla passione che coltivo da quando ero ragazzo, passeggiando tra i boschi di Valaperta, vado alla ricerca delle radici della Robinia che ormai hanno finito di vegetare e, con le mie mani e la mia fantasia, ridono "una nuova vita" a questi ceppi morti" racconta Antonio Fumagalli. "I ceppi diventano così delle bellissime sculture da ammirare e da esporre nelle nostre case o nei giardini. Il ricavato delle opere realizzate viene devoluto in beneficenza per finanziare progetti di solidarietà".
Un corso insolito, ma sicuramente molto istruttivo, al quale hanno aderito moltissimi ragazzi, principalmente di prima e di seconda media.

La professoressa Cristina Petringa e Antonio Alberico Fumagalli

"Il progetto nasce da un incontro con Fumagalli e Baio, su iniziativa anche del Comune di Casatenovo, con l'idea di fondo di proporre un'attività come quella del signor Antonio Fumagalli anche alle scuole, dal momento che già spesso vengono fatti laboratori creativi extracurricolari" spiega la professoressa Cristina Petringa. "E così a giugno ci siamo incontrati, la proposta è stata ritenuta interessante e quel punto mancava solo di trovare un esperto del settore, dunque abbiamo approfittato della disponibilità del signor Antonio".

Alcune opere realizzate dall'artista di Valaperta

La professoressa Petringa e Antonio Fumagalli dunque, non si sono lasciati fermare dall'emergenza sanitaria, e a ottobre sono riusciti ad avviare il primo dei due corsi di scultura in programma per i ragazzi. "Siamo riusciti a far partire un bellissimo progetto. Inizialmente il laboratorio era stato pensato per 12 alunni, ma alla fine abbiamo dovuto creare due gruppi da 15, dato l'elevato numero di iscrizioni. Per non escludere nessuno, abbiamo fatto partire un primo corso, nel mese di ottobre, con cadenza settimanale ogni giovedì pomeriggio con lezioni di un'ora e mezza; quando poi a gennaio finirà, ne faremo partire un secondo, che durerà fino a maggio" ha spiegato la docente.

Armati di scalpello, lima, spazzole metalliche e raspe, i ragazzi si sono dunque approcciati in prima persona alla scultura del legno, rivelando un grande entusiasmo e una grande partecipazione, e creando un ambiente di condivisione e aiuto reciproco: "ognuno ha scelto un ceppo tra quelli che avevo precedentemente raccolto, e di volta in volta lo lavora con costanza e con impegno. I ragazzi lavorano utilizzando tutto ciò che serve per levigare il legno. Li vediamo molto entusiasti, si consigliano a vicenda, sono molto coinvolti e lavorano davvero con tanta voglia di fare. Inoltre abbiamo deciso di sfruttare le belle giornate, anche per il discorso Covid, e di allestire il corso nel cortile dietro alla scuola, in aperta natura" racconta Antonio Fumagalli.

Ma imparare a scolpire il legno non è l'unico obiettivo del corso: oltre a questo, infatti, il progetto volge anche a educare i ragazzi al rispetto e alla cura dell'ambiente e della natura, da cui vengono ricavati i ceppi, e da cui noi stessi traiamo la vita. Non è insolito infatti portare argomenti che riguardano proprio la cura dell'ambiente a prescindere dal lavoro del signor Antonio; per esempio, si è parlato del corretto smaltimento delle mascherine o delle bottigliette, oggetti con cui abbiamo oramai a che fare quotidianamente. "In una delle ultime lezioni è stata fatta un'introduzione sulla pianta che di solito scolpisce il signor Antonio, ovvero la robinia" ha concluso la professoressa Petringa. "E grazie a un breve video realizzato da "Sei di Casatenovo se", pagina facebook del nostro paese, i ragazzi hanno approfondito l'importanza della pianta e della natura. E' stato inoltre interessante scoprire come un ceppo, seppur l'albero da cui proviene sia morto, possa riacquistare una nuova vita grazie alla realizzazione di sculture".

A fine corso poi, i lavori dei ragazzi verranno esposti in una sezione a loro dedicata nella mostra del signor Antonio che, Covid permettendo, si terrà nel mese di dicembre presso Villa Mariani: ma soprattutto, da questa esperienza i ragazzi porteranno a casa sensibilizzazione e maturità, che li accompagneranno anche negli anni a venire.

Giulia Guddemi
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