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Scritto Giovedì 19 novembre 2020 alle 18:19

Ospedale di Erba: divisione tra area Covid e non. Reparti aperti solo per le urgenze e PS ampliato

L'ospedale Fatebenefratelli di Erba
Un ospedale suddiviso in due blocchi: uno destinato ad area Covid, l'altro per le attività non Covid dal carattere d'urgenza.
Le due strutture sono già separate fisicamente ma, con l'emergenza sanitaria in corso, c'è stata una riorganizzazione interna per poter gestire la situazione.
Siamo al "Sacra Famiglia Fatebenefaratelli", l'ospedale di Erba, punto di riferimento territoriale per buona parte del circondario oggionese che gravita attorno a questo presidio.
Il blocco A, situato sopra il pronto soccorso, è stato trasformato in un'area per pazienti affetti da Coronavirus. I reparti di medicina generale, riabilitazione e parte della cardiologia, per complessivi 75 posti letto, sono stati infatti riconvertiti in reparti Covid.
Il reparto di terapia intensiva, collocato sempre in questo edificio, è stato implementato: i posti sono passati da 7 a 9, totalmente dedicati a esigenze Covid.
I posti aggiuntivi, a differenza di altre realtà ospedaliere dove vengono allestite allo scopo le sale operatorie, sono stati ricavati nelle adiacenze di quelli già esistenti.
I caschi Cpap attualmente impiegati per favorire la respirazione in pazienti affetti da Sars-CoV2 sono venti, mentre i decessi dall'inizio del mese sono complessivamente una trentina: numeri alti se si considera che, in tempi normali, la media mensile si assesta sui 20-22.
Altri cambiamenti ci sono stati sul pronto soccorso, il primo punto di arrivo dei pazienti: a livello strutturale, l'area è stata ampliata utilizzando i locali del centro unico prenotazioni (Cup), mentre all'esterno sono state montate le tende della protezione civile: in questo modo, i locali arrivano ad ospitare una ventina di pazienti Covid in attesa di un posto letto. E' stata tuttavia predisposta un'ulteriore suddivisione: al cancello di ingresso è stata collocata una postazione di pre-triage che valuta, sulla base della sintomatologia presente all'arrivo, se l'ambulanza deve
Il dottor Rivolta
recarsi al pronto soccorso Covid o no.
''A tutti viene fatto il tampone e, grazie a raccolta fondi che abbiamo avviato durante la prima ondata, ci siamo dotati di macchinari che processano tamponi molecolari - ha precisato il dottor Damiano Rivolta, direttore della struttura - Sono due macchine che processano un tampone alla volta e ci permettono di avere l'esito entro 50 minuti''.
All'ospedale vengono fatti anche test sierologici e tamponi rapidi e, anche in questi casi, la gestione è totalmente interna, dunque più snella.
Sul lato opposto del cortile, troviamo il blocco B. Qui ci sono quattro sale operatorie, ma solo una è attiva per le urgenze. "Sono state spostate l'accettazione e l'attività ambulatoriale; l'attività chirurgica è rimasta aperta, ma stiamo ricoverando solo le patologie urgenti" ha aggiunto Rivolta. Nel blocco B arrivano i pazienti che, giunti in pronto soccorso, sono risultati negativi al tampone naso faringeo. Qui sono aperti il reparto pediatrico, ostetrico e quelli per pazienti negativi al Covid ortopedici, chirurgici o medici giunti in ospedale per le urgenze.
Passiamo alla situazione del personale. ''Abbiamo avuto casi di positività nel personale - ha confermato il dottor Rivolta - Ora abbiamo circa venti operatori assenti o in isolamento: alcuni sono asintomatici e altri hanno avuto sintomi, ma nessuno ha avuto bisogno di ricovero''.
Intanto, si sono cercati nuovi collaboratori. "Durante l'anno, nonostante la difficoltà di reperimento abbiamo ampliato l'organico, arrivando ad avere quasi 15 unità assistenziali in più". Si tratta in prevalenza di infermieri, cui si aggiunge un anestesista che dovrebbe entrare in carica in questi giorni.
Michela Mauri
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