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Scritto Mercoledì 25 novembre 2020 alle 18:58

Bosisio, La Nostra Famiglia: per i sindacati rottura definitiva delle trattative sul contratto

Rottura di tutte le trattative sul contratto dei lavoratori in forza a "La Nostra Famiglia". La spaccatura definitiva, sulla quale insistono con fermezza le organizzazioni sindacali, è emersa a seguito dell'ennesimo vertice convocato nel pomeriggio odierno, che fa seguito a quello della scorsa settimana. Se il precedente era stato definito di tipo interlocutorio dalle sigle sindacali, questa volta le stesse parlano, senza mezzi termini, di rottura definitiva. "Purtroppo nell'incontro odierno l'Associazione La Nostra Famiglia si è presentata confermando la proposta di modifica unilaterale del contratto nazionale tesa a dividere il personale che opera negli IRCCS, al quale si applicherà il ccnl sanità privata rinnovato - non avendo però chiarito con quali modalità e tempi si pensi di farlo - dal restante personale al quale si applicherà il ccnl Aris Rsa e CdR" hanno riferito Barbara Francavilla per Cgil, Marianna Ferruzzi per Cisl e Rossella Buccarello per Uil.

Un'immagine di repertorio di un presidio dei lavoratori de La Nostra Famiglia

A febbraio si era aperta la prima crisi sull'adozione del contratto nazionale di lavoro specifico per i centri di riabilitazione. La questione della differenziazione del contratto nazionale di lavoro era invece emersa qualche settimana fa quando, durante un tavolo di confronto, l'Associazione aveva presentato una proposta in base alla quale i lavoratori sarebbero stati divisi in due categorie: ai dipendenti (circa 400) che operano direttamente nell'attività di cura e di ricerca afferenti all'istituto scientifico "Eugenio Medea" dovrebbe essere applicato il contratto nazionale case di cura; per circa 1600 dipendenti che operano nei centri di riabilitazione, nelle direzioni centrali e regionali verrebbe invece confermata l'applicazione del contratto nazionale centri di riabilitazione "con il riconoscimento del 50% dell'importo corrispondente all'aumento retributivo del contratto nazionale sottoscritto lo scorso 8 ottobre".
La decisione aveva causato una levata di scudi tra le organizzazioni sindacali che, in maniera compatta, avevano espresso la netta contrarietà sulla differenziazione. L'altra settimana si erano anche appellati all'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini nell'ottica di ottenere il sostegno ai tanti lavoratori.
Se quest'oggi, le aspettative prima dell'incontro avrebbero potuto essere positive, sono state nella realtà dei fatti disattese: "Abbiamo ribadito la totale contrarietà a tale scelta evidenziando, inoltre, come l'Associazione, nonostante le nostre sollecitazioni, non abbia mai aperto un reale confronto con le Regioni - hanno proseguito i sindacati - A fronte di tale situazione, fermo restando il percorso di lotta sindacale che dovrà essere ulteriormente implementato, vanno attivate immediatamente le vertenze legali con le modalità già precedentemente comunicate.
Riteniamo inoltre necessario convocare una assemblea; stiamo verificando gli aspetti tecnici considerato il numero complessivo di potenziali partecipanti ed entro domani daremo comunicazione in merito".
Le intenzioni di Cgil, Cisl e Uil sono quindi due: proseguire, in via definitiva, a portare avanti le vertenze legali e convocare un'assemblea nazionale per valutare tutte le azioni da mettere in campo, compreso un eventuale sciopero dei lavoratori della fondazione che, ad oggi, non è mai stato fatto.
M.Mau.
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