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Scritto Giovedì 26 novembre 2020 alle 08:39

Anche il Fumagalli partecipa all'incontro web nazionale ''Inside Malanova''

55 città, 64 scuole, 300 classi e oltre 3mila persone collegate in diretta su Youtube da tutta Italia. C'erano anche quattro classi dell'Istituto Graziella Fumagalli di Casatenovo all'incontro "Inside Malanova", organizzato in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

L'iniziativa fa parte del progetto "Ideas for a creative Young Europe", curata dalla compagnia teatrale "Sciara progetti Teatro" con il contributo della Regione Emilia Romagna. Le classi interessate, nell'ambito dell'UDA di Educazione civica "Parità di genere e contrasto ad ogni forma di violenza contro le donne" (obiettivo 5 Agenda 2030), sono state la III A, la IV C, IV D e IV E.
Prima dell'incontro gli alunni hanno potuto ascoltare la versione audio dello spettacolo "Malanova", una storia di violenza ambientata in uno dei tantissimi paesini della nostra Penisola. Una storia simile a tante altre, una storia che si ripete spesso, una storia di violenza che si scontra con l'indifferenza della gente.

"Malanova" è Anna Maria, una bambina di 12 anni che vive in un piccolo paese, San Martino, in Calabria. Per tre anni viene stuprata da uomini senza scrupoli, difesi dal muro di omertà di chi non vuol vedere. La ragazza riesce però a trovare il coraggio di denunciare, grazie anche alla forza di un'altra donna: l'avvocato Rosalba Sciarrone.
Oltre all'attore Ture Magro - che da anni racconta a teatro questa storia - , hanno partecipato all'incontro Cristina Zagaria (giornalista de "La Repubblica" e autrice del libro da cui è stata tratta l'opera teatrale), Flavia Gallo (drammaturga e autrice dell'opera teatrale "Malanova") e Anna Maria Scarfò (protagonista della storia e vittima di violenza di genere).

"La mia storia deve essere un esempio per tutte le donne che devono avere il coraggio di denunciare - ha dichiarato Scarfò, incalzata dalle centinaia di domande dei ragazzi. - Oggi sono libera e viva. Sono qui per aiutare altre donne. Ho sentito il mio corpo rubato per anni, mi sono sentita sporca, umiliata, isolata. Non era solo una violenza fisica, ma psicologica. Ma c'è lo Stato che ci tutela, ci sono le associazioni. La donna che ha subito violenza non va lasciata sola, ma ascoltata".
La giornalista Cristina Zagaria ha poi ribadito l'importanza del linguaggio quotidiano. "Da giornalista mi sono resa conto che molte ragazze non hanno chiara nella loro testa e nel loro cuore che cosa vuol dire l'indipendenza femminile. Fate confluire questo sdegno nella vostra quotidianità".
Oltre alle classi del Fumagalli, all'incontro hanno partecipato anche il Bachelet di Oggiono, il Bertacchi di Lecco e il Viganò di Merate.

B.V.
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