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Scritto Venerdì 27 novembre 2020 alle 15:27

Oggiono, Retesalute: incarico legale per le perdite da ripianare. Fra le ipotesi, l'uscita

Il vicesindaco Michele Negri
«In questo momento, vista la situazione riteniamo doveroso rimettere in discussione tutto». La permanenza, o meno, della città di Oggiono all'interno dell'azienda Retesalute passerà al vaglio prima dell'Amministrazione e successivamente del consiglio comunale. A fare il punto sul futuro dei Servizi Sociali della città di Oggiono è stato Michele Negri, vicesindaco con delega alle Politiche Sociali.
«Crediamo - ha spiegato - che sia corretto riportare in consiglio comunale questa questione per capire qual è la scelta migliore per Oggiono». Dal consiglio la decisione di aderire a Retesalute era uscita poco più di un anno fa. Nel marzo 2019 il comune era entrato a far parte dell'azienda. Nello stesso periodo aderirono anche Nibionno, Sirone ed Ello. Retesalute - lo ricordiamo - è una società pubblica partecipata dai comuni, eroga servizi sociosanitari a favore dei cittadini degli stessi enti soci. Dotata di autonomia imprenditoriale, l'azienda è obbligata al pareggio di bilancio. Negli scorsi anni ha registrato problematiche economiche e finanziarie. Emerse solo recentemente. Come si legge negli atti adottati da alcuni comuni soci, l'azienda ha comunicato di aver rilevato - dopo alcune verifiche contabili - l'esistenza di "irregolarità nei bilanci" che sono stati "regolarmente approvati". Oltre a ciò, sono state identificate delle "rilevanti perdite gestionali".
Al momento dell'adesione della città di Oggiono, proposta dall'allora maggioranza guidata dal sindaco Roberto Ferrari, la situazione appariva differente. I bilanci descrivevano un'altra realtà.
«La decisione era stata presa sulla base di un quadro aziendale che era stato fornito, ma non era reale» ha spiegato il vicesindaco Negri. «A fronte di una situazione di bilancio in pareggio, sono emerse invece perdite per oltre quattro milioni di euro». Una condizione di dissesto che i comuni soci vorrebbero risolvere attraverso una procedura di liquidazione. Questa è la linea di indirizzo che hanno fornito al Cda durante la riunione del 19 novembre scorso. L'azienda non verrà comunque chiusa, la liquidazione potrà essere revocata nel caso in cui i conti dovessero tornare "in ordine" nell'arco dei prossimi anni. Elemento fondamentale della procedura di risanamento è il ripianamento dei debiti. I comuni dovranno mettere mano ai propri bilanci e trovare le risorse necessarie.
Condizione che fa sorgere un problema. «Se si applicasse il diritto societario tradizionale, noi dovremmo rispondere della situazione finanziaria dell'azienda indipendentemente dal momento in cui siamo entrati» ha spiegato Negri, chiarendo: «La normativa civilistica prevede che quando entri in un'azienda ne valuti i bilanci, lo stato finanziario e decide se accollarti o meno gli eventuali debiti». Considerazione valida, al netto di una precisazione. «La città di Oggiono - ha spiegato il vicesindaco - non ha avuto questa opportunità perché il quadro finanziario fornito all'epoca non era quello reale».
Per mettere nero su bianco quanto non emerso in precedenza, è stata incaricata una società di revisione contabile. Al di là della "rilevante perdita gestionale" - che ormai tutti sanno ammontare in circa 4 milioni di euro - fondamentale sarà il chiarimento su come il debito di Retesalute si sia determinato, senza comparire nei bilanci.
Un aspetto che avrà ripercussioni su come i comuni, soci dal 2019, saranno chiamati ad aderire al programma di ripianamento delle perdite. La posizione dei quattro comuni di ultima adesione - Oggiono, Nibionno, Sirone ed Ello - è anomala. Se chiamati a ripianare il debito sulla base delle normative civilistiche, comparteciperanno alle perdite esattamente come i comuni soci fondatori che hanno dato vita all'azienda nel 2005. Al netto delle quote di partecipazione societarie.
Le amministrazioni di questi quattro paesi sono però concordi nel sostenere una linea diversa. Chiedono di partecipare alla compensazione del solo debito maturato nell'esercizio 2019, ovvero dal momento della loro adesione. Una richiesta avanzata anche alla luce del fatto che i bilanci da loro visionati non «corrispondessero a realtà». La loro posizione è stata formalizzata in una lettera ufficiale, avvalorata dal parere dei segretari comunali e inviata al Cda della società. Ribadita inoltre durante l'ultima riunione, in cui il sindaco di Oggiono Chiara Narciso ha chiesto che al liquidatore venga dato un «indirizzo chiaro» rispetto alla

posizione dei comuni oggionesi.
La differenza non è da poco. Per i soli debiti societari del 2019 - pari a circa 500mila euro - la città di Oggiono dovrebbe corrispondere poche decine di migliaia di euro. Diversamente, la cifra sarebbe a sei zeri. Sicuramente non inferiore ai 250mila euro. Una differenza che spingerebbe l'Amministrazione comunale di Oggiono - e molto probabilmente anche gli altri tre comuni - ad avviare una causa legale. Situazione che -quasi certamente - Retesalute vorrebbe evitare.
Nelle scorse settimane l'Amministrazione comunale di Oggiono ha chiesto un parere tecnico a un legale. Il vicesindaco ha tenuto a precisare che il parere legale è stato chiesto anche come forma «di trasparenza e correttezza nei confronti dell'azienda e degli altri comuni» ribadendo anche l'importanza di avere uno «spazio di decisione politico» a fronte di quello meramente tecnico.
Si tratta di una consulenza «avviata per seguire questa vicenda a 360 gradi» aveva chiarito il vicesindaco. Sarà pronta entro pochi giorni e servirà a delineare meglio le «ipotesi sul tavolo» che giungeranno anche sui banchi consiliari. Al momento sembrano essere tre: restare in Retesalute, gestire in proprio i servizi sociali, aderire al Consorzio Girasole di Lecco.
Due di queste strade portano la città fuori da Retesalute. L'adesione a Consolida garantirebbe una migliore adesione ai servizi dell'Ambito lecchese, a cui Oggiono, e con essa quasi tutti i comuni dell'oggionese, fanno riferimento. Nel marzo 2019 Il gruppo di "Insieme per Oggiono" - oggi maggioranza, ma all'epoca all'opposizione - aveva espresso dubbi di carattere organizzativo sull'opportunità di aderire a Retesalute. In fase di votazione si astenne.
Tuttavia, ogni decisione che verrà assunta nelle prossime settimane porterà con sé passaggi amministrativi molto delicati. «Dovrà essere sostenibile e sostenuta da un parere legale, perché la normativa è complessa e la situazione è complicata».
I comuni che hanno aderito alla società nel 2019, hanno sottoscritto un impegno a non uscire dalla stessa prima di un triennio. Inoltre, da una posizione "esterna" i comuni potrebbero avere più difficoltà a garantire il rispetto della propria condizione "particolare" in termini di ripianamento del debito. Due considerazioni che potrebbero influenzare il dibattito consiliare sul futuro dei servizi sociali della città.
Lorenzo Adorni
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