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Scritto Venerdì 27 novembre 2020 alle 15:52

Lietti: attendere il parere del revisore la scelta più opportuna

Lamberto Lietti
Valutare, passo dopo passo, l'evolversi della situazione. In questi termini può essere riassunta la posizione di Lamberto Lietti. Consigliere comunale del gruppo di minoranza "Per Oggiono", vicesindaco e assessore al Bilancio durante il mandato Ferrari. Periodo a cui risale l'atto di adesione della città di Oggiono a Retesalute, azienda pubblica incaricata di erogare i servizi socioassistenziali.
Società nei confronti della quale l'ex vicesindaco «non vuole esprimere giudizi sulle capacità operative, sulla professionalità e sui servizi che offre». Al pari di tutti gli altri amministratori chiamati in causa, Lietti si è limitato a commentare le particolari problematiche di bilancio dell'azienda, emerse solo dopo l'adesione del comune di Oggiono, avvenuta nel mese di marzo dello scorso anno. Nello stesso periodo entrarono a far parte della società anche Ello, Sirone e Nibionno.
«Le perdite sono emerse nel 2019, perdite pregresse in base alle informazioni note oggi. Quando i comuni sono entrati i bilanci erano in pareggio, non si poteva pensare a una situazione del genere» ha ricordato Lietti che - facendo riferimento a quanto accaduto all'epoca - ha sottolineato: «nessuno ha mai parlato di una società in perdita».
Una condizione che porta ad un primo problema. Oggiono chiede di partecipare al ripianamento dei debiti del solo esercizio 2019, primo anno di adesione. «I comuni che sono entrati a una certa data, come Oggiono, avevano visionato dei bilanci che non presentavano delle perdite [...]» ha commentato Lietti precisando, allo stesso tempo, che: «Dal punto di vista strettamente civilistico, chi entra si accolla l'attivo e il passivo, mentre dal punto di vista procedurale potrebbero esserci gli estremi per non rispondere dei debiti pregressi».
Sulla posizione di Oggiono, che non intende partecipare al ripianamento delle perdite precedenti all'esercizio 2019, Lietti ha commentato: «Potrei condividerla dal momento che - dalle informazioni di cui dispongo - sono perdite pregresse che non risultavano nei documenti ufficiali».
Una questione che potrà essere chiarita, anche se probabilmente in modo non definitivo, alla luce delle revisioni dei bilanci societari. La procedura, affidata a una società terza, è attualmente nelle sue fasi conclusive.
«È utile aspettare che arrivi la valutazione di cui è stato dato l'incarico alla società di revisione dei conti. Solo in quella circostanza capiremo qual è l'effettivo ammanco, a quando risale e come mai non figurava nei conti ufficiali» ha spiegato Lietti.
«Per poter dare un giudizio - ha spiegato Lietti - bisogna capire come si sono accumulate le perdite. Se - e uso tutti i "se" e i condizionali del caso, perché ad oggi non ci sono gli elementi per giudicare - è una perdita che si è accumulata, non credo sia la perdita di un esercizio. Sembra che si sia accumulata negli anni, allora bisogna capire come si è accumulata e come è stata occultata una perdita del genere».
Un fattore che potrebbe avere influenze su come e quanto i quattro comuni che hanno aderito lo scorso anno potrebbero essere chiamati a ripianare le perdite.
La scorsa settimana i comuni soci di Retesalute hanno dato mandato al Cda di valutare una procedura di liquidazione volontaria. Il report che verrà prodotto, dalla società incaricata di effettuare la revisione contabile, potrà avere influenze significative su come il liquidatore sarà chiamato a confrontarsi con Oggiono e i restanti tre comuni che hanno aderito all'azienda nel 2019. Anche se la normativa civilistica sembrerebbe lasciare pochi spazi di manovra a trattamenti "particolari" a favore degli ultimi comuni di recente adesione. Da un punto di vista strettamente normativo sono equiparati ai comuni che hanno aderito alla società fin dalla sua costituzione nel 2005.
Le ripercussioni sul bilancio della città di Oggiono potrebbero essere pesanti, nel caso in cui non venisse loro riconosciuta una posizione "particolare", ad oggi non garantita dalle normative.
Dalla relazione dei revisori contabili emergeranno degli elementi che l'Amministrazione comunale terrà in considerazione nel caso in cui valutasse l'ipotesi di abbandonare Retesalute. Nelle scorse settimane la giunta ha incaricato un legale per valutare la "questione Retesalute" a «360 gradi» come aveva precisato il vicesindaco Michele Negri, prima dell'assemblea dei comuni soci. Nel medesimo incarico viene chiesto di formulare anche "un parere di legittimità rispetto ad una eventuale decisione di uscita dall'Azienda".
Una scelta che pone un secondo problema. In base agli accordi sottoscritti all'atto di adesione, i comuni si impegnano a non uscire dall'azienda prima che siano trascorsi tre anni dall'adesione. L'ipotesi di abbandonare Retesalute, in questa fase, è stata giudicata come una scelta non ottimale dal consigliere Lietti. «Il fatto di uscire - ha spiegato - metterebbe il comune in una posizione di debolezza. Restare nella società, aspettando la relazione dei revisori è la posizione migliore per tutelare i diritti, per vedere la reale situazione, capire esattamente il perché ci sono questi passivi e il perché questi passivi sono usciti adesso e non negli anni pregressi. [...] Non credo che i tempi saranno tanto lunghi». In tutti i casi, di fronte ad un'uscita anticipata, Lietti ha ricordato che si potrebbe aprire una fase nuova: «una questione legale».
L.A.
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