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Scritto Martedì 01 dicembre 2020 alle 18:48

Oggiono: su Silea posizioni diverse. Mandato al sindaco per ripristinare i ''fini sociali''

Un ampio dibattito con punti di vista trasversali fra maggioranza e minoranza si è sviluppato di fronte alle proposte di modifiche da apportare allo statuto di Silea. Un tema che è stato all'ordine del giorno in tutti i comuni soci dell'azienda pubblica. Silea - ricordiamo - si occupa del ciclo di smaltimento dei rifiuti. «La modifica comporta un ampliamento dell'oggetto sociale e l'inserimento di nuovi servizi» ha spiegato il sindaco Chiara Narciso, precisando: «alcuni di questi servizi Silea li sta già erogando, altri sono nuovi, potranno essere affidati. Sono stati inseriti [nello statuto] anche in funzione degli atti di indirizzo che sono stati dati [dai comuni soci] nel corso degli anni a Silea».

Il sindaco Chiara Narciso

Tra i servizi già erogati vi è ad esempio la gestione dei centri comunali di raccolta differenziata. Un ampliamento dell'offerta avviene invece nell'ambito dei servizi di manutenzione sul territorio, come quelli del verde pubblico, degli argini dei fiumi o l'erogazione dei servizi cimiteriali. Vi sono inoltre dei nuovi servizi previsti in supporto all'elaborazione del tributo dei rifiuti (Tari). Importanti le modifiche in termini di vendita di energia. Attività in parte già svolta, ma che avrà un impatto maggiore sul "core business" della società nel prossimo futuro. In particolare, quando verrà creato l'impianto per la produzione di gas biometano, presso il centro di smaltimento rifiuti di Annone, e la rete di teleriscaldamento collegata all'inceneritore di Valmadrera.
A suscitare preoccupazione fra gli stessi banchi della maggioranza è stata la rimozione dallo statuto di una specifica riguardante le finalità con cui Silea svolge le proprie attività. Una precisazione, finora contenuta nell'articolo secondo dello statuto, e che recita: "il tutto per promuovere lo sviluppo sociale, economico e civile del territorio".
Perplessità sono state avanzate dal consigliere comunale Cesare Panzeri e dall'assessore alla cultura Giovanni Corti. «È stata
Ferdinando Ceresa
una valutazione strettamente tecnica» ha chiarito il sindaco Narciso in base alle informazioni ricevute dalla stessa società. La dicitura non sarebbe stata pienamente compatibile con lo statuto di Società per azioni.
Il consigliere comunale della Lega Ferdinando Ceresa ha invece sottolineato come non esista nessuna «illegittimità» nel fatto che l'oggetto sociale contenga una dicitura legata alla promozione dello sviluppo sociale del territorio. «Era stata approvata nel 2017» ha ricordato Ceresa, aggiungendo: «quindi bisogna capire dove fosse l'illegittimità». Domanda che ha posto alla luce del fatto che non è intervenuta una variazione della normativa di riferimento tale da rendere incompatibile la dicitura. Il consigliere del carroccio ha evidenziato come la frase fosse a margine, successiva all'oggetto sociale vero e proprio. «Il toglierla» ha spiegato Ceresa «è una scelta politica di chi la voterà». Da qui la sua richiesta di emendare il documento proposto per ripristinare la dicitura dello "sviluppo sociale" legato al territorio.
Il sindaco Chiara Narciso ha risposto confermando la richiesta di votare la delibera nella formulazione «inviata a tutti i comuni». Il successivo intervento dell'assessore Corti ha però convinto il primo cittadino a cambiare visione. «Sono d'accordo con quello che è stato detto, anche dal consigliere Ceresa, perché quelle righe sono importanti» ha esordito Corti chiedendo la possibilità di emendare il testo, così come chiesto anche da Ceresa. Corti ha inoltre espresso perplessità sulla vendita del biometano e dell'energia termica, strettamente collegata - in questa fase - alla presenza dell'inceneritore.
Il sindaco ha quindi accettato di emendare la delibera inserendo un intento di «impegno» del sindaco stesso a chiedere il ripristino degli scopi di sviluppo sociale, così come presenti nel testo attualmente vigente.
Una proposta che non ha trovato perfettamente in accordo Ceresa. Il consigliere della Lega ha sottolineato come tale ripristino della formulazione originaria lo si sarebbe potuto approvare subito, non limitandosi a dare un'indicazione al sindaco affinché in sede di assemblea dei soci ne chieda il ripristino. Ceresa si è quindi astenuto di fronte alla proposta di emendamento che è stata approvata da tutti i restanti consiglieri di maggioranza e minoranza.
La delibera finale di modifica dello statuto è stata poi approvata all'unanimità. L'accettazione da parte del consiglio andrà comunque di pari passo con l'impegno del sindaco a chiedere il ripristino dei fini di "promozione dello sviluppo sociale" all'interno dello statuto.
L.A.
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