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Scritto Giovedì 03 dicembre 2020 alle 19:17

Silea: risposta a Giovanni

Caro Giovanni, prima di esporle il mio pensiero al riguardo, mi permetta una sottolineature preventiva.

Non vado pazzo per chi ( se non fosse una precisa scelta della testata ospitante) non si assume pienamente la responsabilità di quello che pensa ed esterna pubblicamente, tanto meno quando si può rischiare d'ingenerare negli altri il sospetto che dietro un nome ci sia ben altro.

Ma entriamo nel merito di quanto lei, da cittadino comune quale sono allora anch'io (con la differenza però di una firma completa), sostiene possa rappresentare “tanto rumore per nulla” in questa delicata vicenda delle proposte di modifica dello Statuto di Silea Spa, dando ovviamente per scontato che lei conosca bene le caratteristiche di questa nostra società pubblica partecipata esclusivamente dai Comuni della Provincia.

Dico volutamente nostra perché è di tutti noi cittadini e non solo dei soli sindaci o delle varie area d'influenza politica ne tanto meno di un Cda che dovrebbe essere “esecutore” ma che sembra a volte essere invece “impositore”.

Non volendo però allungarmi ( ce ne sarebbero molti di argomenti da sviscerare ma immagino che potranno essere da lei approfonditi nella sua, peraltro molto documentata a quanto si vede, ricerca) mi limito a due aspetti del “contendere”.

E' mai possibile che una modifica che escluda un passaggio assai qualificante degli scopi di Silea, che ne caratterizza non casualmente la funzione base che definirei socio-ambientale, possa essere apparentemente fatta passare come un tecnicismo formale ?

Qui, come fanno rilevare giustamente alcuni interventi avvenuti in vari Consigli comunali della nostra Provincia, si è di fronte ad una diversificazione strutturale di cultura politica tra chi vuole anteporre logiche di redditività (vedi le esplicite affermazioni del sindaco di Lecco Gattinoni, non smentite dalle componenti della sua coalizione che si richiamano all'ambientalismo e alla sinistra) e chi non considera per nulla un orpello formale la significativissima frase che si vorrebbe eliminare dallo statuto di Silea “Il tutto per promuovere lo sviluppo sociale, economico e civile del territorio”.

Ma se proprio si volesse credere alla motivazione formale addotta da chi propugna questa soppressione, allora si proceda, come emerso non solo nel corso del Consiglio comunale di Oggiono, non all'abolizione ma, coerentemente, a ricercarne una nuova e più pertinente collocazione, magari - come premessa qualificante - negli scopi di Silea. E non è una questione di lana caprina, come sembrerebbe si voglia far passare, ma di una tangibile riperimetrazione non solo formale delle facoltà degli organi societari, a partire dal Cda stesso.

Il secondo esempio che vorrei portare è quello riguardante l'assai discutibile andamento dell'iter di valutazione dell'unico progetto di teleriscaldamento rimasto : è mai possibile che un Cda di una società pubblica, pur di diritto privato come una Spa, possa avere “il compito di prendere visione del lavoro della Commissione (ndr :di valutazione) e avviare un tavolo di confronto con Varese Risorse (ndr : l'unica società rimasta) propedeutico all'eventuale contrattualizzazione” (secondo una nota diramata dalla stessa azienda riportata sulla stampa locale) senza prima far conoscere ai comuni soci l'intero progetto ? Ed in particolare prima di aver esplicitamente sciolto il nome di quale sia la fonte “virtuosa” d'alimentazione del teleriscaldamento “alternativa” che dovrebbe subentrare a quella della combustione dei rifiuti del forno di Valmadrera ? Nome e caratteristiche con cui si potrebbe realmente verificare o meno il grado effettivo di “virtuosità” ambientale di tale alternativa che è stato posto come condizione vincolante dalla grandissima parte dei Comuni soci di Silea ?

E non mi permetto, per non allungarmi troppo, di chiosare su quello che la sua “curiosità” le ha permesso di scoprire : “il residuo sarà ripartito fra i soci in proporzione del capitale posseduto, salva diversa disposizione dell'Assemblea” , ma glielo lascio solo immaginare ...

Vede caro Giovanni, o qualunque cosa lei sia , dov'è il problema per molti cittadini che, come lei, hanno voluto approfondire ? Penso che anche i suoi (fantomatici ?) colleghi di Roma ne sarebbero assai preoccupati !
Germano Bosisio
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