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Scritto Martedì 08 dicembre 2020 alle 18:46

Casatenovo, Vismara: ''il concordato può funzionare''. Il dr.Cadoppi scrive ai lavoratori

Il salumificio Vismara di Casatenovo
Sono giorni - anzi, forse sarebbe meglio parlare di ore - di attesa per le sorti del salumificio Vismara di Casatenovo.
Giovedì in tribunale a Reggio Emilia si conoscerà infatti l'esito del voto dei creditori sulla proposta concordataria depositata a giugno.
Un piano, quello esaminato in assemblea lo scorso 19 novembre, che secondo le indicrezioni pubblicate quest'oggi dal Resto del Carlino, avrebbe già ottenuto il via libera, con il superamento della soglia del 50% di voti favorevoli tra i chirografari (vale a dire i creditori non assistiti da cause legittime di prelazione).
Ma in attesa di conoscere con certezza quello che sarà il destino dell'azienda casatese e soprattutto quello dei suoi lavoratori, una buona notizia in effetti già c'è.
Negli scorsi giorni infatti, il commissario giudiziale Franco Cadoppi ha scritto una lettera indirizzata ai dipendenti del salumificio brianzolo controllato da Ferrarini. Nello smentire valutazioni di segno opposto, a lui attribuite da alcuni organi d'informazione reggiani, il professionista ha espresso parere favorevole in merito al contenuto della proposta concordataria.
''Il piano - scrive il commissario nominato dal Tribunale di Reggio - indica obiettivi sì ambiziosi, ma raggiungibili, perché coerenti con le analisi svolte, le assunzioni, i dati e i numeri su cui è stato costruito". Insomma, secondo Cadoppi, "il piano (pur di certo impegnativo) sta in piedi".
Citato nella lettera anche il neo direttore generale di Vismara, il dr.Pierluigi Colombi, uomo di comprovata esperienza nella gestione di imprese in difficoltà. ''I primi risultati degli sforzi che si stanno compiendo sono positivi e in più da alcuni mesi, l'azienda chiude con margini positivi'' ha aggiunto il commissario.
Secondo le previsioni infatti, il fatturato 2020 di Vismara - depurato dalle vendite di prodotti a marchio Ferrarini - si attesterà sui 33 milioni di euro. I ricavi dovrebbero crescere fino a raggiungere i 50 milioni nel 2025 soprattutto grazie allo sviluppo dei prodotti cotti (prosciutto, pancetta e lombo) e alla creazione di una linea di prodotti avicoli.
Nella relazione per l'adunanza dei creditori tuttavia, il commissario Cadoppi ha ribadito come il salvataggio di Vismara dipenda ''direttamente dal successo del concordato proposto da Ferrarini".
Secondo il professionista, la collaborazione l'azienda ''madre'' è infatti ''indispensabile per assicurare i volumi di trasformazione necessari per abbassare i costi e avviare la fase di ampliamento della gamma prodotti e le altre azioni correttive previste nel piano industriale''.
Il futuro dell'impresa alimentare casatese resta dunque legato a doppio filo alle prospettive di rilancio di Ferrarini; a questo proposito sono due - come noto - le proposte avanzate nell'ambito della procedura concorsuale che riguarda la società emiliana. Il primo presentato dall'attuale proprietà insieme al gruppo valtellinese Pini; il secondo invece, che contempla Bonterre-Grandi Salumifici Italiani, Opas, Hp, Intesa Sanpaolo e Unicredit.
G.C.
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