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Scritto Domenica 13 dicembre 2020 alle 16:41

Appuntamento con il dialetto/1: rubrica di Angelo Galbusera. L'autunno in poesia

Appuntamento con il dialetto...in forma di poesia e di racconto. Autore di questa mini rubrica che accompagnerà i nostri lettori in queste quattro domeniche di dicembre, è il casatese Angelo Galbusera.
Nato poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, nella sua gioventù ha fatto l'operaio, l'impiegato, l'operatore sindacale e sociale ed è stato molto attivo anche nell'ambito dell'oratorio di Valaperta. Non ha mai accettato il quieto vivere, la consuetudine, l'abitudine, la rassegnazione, la mentalità corrente, convinto che la verità non è un possesso di nessuno, ma è un lungo costante processo di avvicinamento, sorretto dalla ricerca, dalla conoscenza, dalla coerenza e dalla buona volontà.

Angelo Galbusera

Angelo si è mantenuto "giovane" quale responsabile e formatore di centinaia di giovani obiettori di coscienza ed ha operato molto, anche come volontario, nella cooperazione sociale. Ha sempre amato le espressioni artistiche, fra le quali, in particolare, la pittura ed il teatro amatoriale, anche come responsabile da molti anni della Compagnia Filodrammatica di Valaperta, anche scrivendo o adattando i testi. Ha avuto ed ha una particolare cura per le sane tradizioni popolari e per la lingua madre: il dialetto. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo soprattutto "Di generazione in generazione" e "Te salüdi Maria".
Strenuo difensore della natura, ha instaurato da anni un ottimo rapporto con l'associazione ''Sentieri e Cascine'' che è diventata la sua ''casa editrice'' perché pubblica sul suo sito e sui social, i suoi racconti, i suoi sonetti e le sue poesie, rigorosamente in dialetto brianzolo, quello locale, tramandato di generazione in generazione.
Vi proponiamo dunque quattro componimenti fra poesie e racconti, accompagnati anche dalla versione in lingua italiana, per sorreggere la comprensione del dialetto o semplicemente per gustare comunque il testo, anche da parte di coloro che non conoscono la nostra lingua madre, quella delle nostre origini. Si tratta de: l'autün (tenue, pieno di colori e di tenerezza, con una curiosa forma a foglia), il pincètt (il pettirosso, un messaggero, un amico, che si fa vivo soprattutto in questa stagione ed anche qui c'è una conformazione particolare); la Madona cul Bambìn (un quadro, una semplice preghiera, una riflessione, un orizzonte più vasto...); ul luff e la vûlp (una favola, con la sua buona morale, nella versione locale, tramandata da sempre).

Una foglia per descrivere l'autunno!

Introduzione dell'autore:

"E' sopraggiunto l'autunno, carico di frutti e di colori, che consente di osservare serenamente la natura,
ma che favorisce anche la riflessione e invita dolcemente a dialogare con i tanti amici che se ne sono andati,
in questo momento che è così delicato a causa della pandemia".

/continua...
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