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Scritto Martedì 29 dicembre 2020 alle 09:01

Covid: bloccato in UK, Filippo racconta l'odissea di molti italiani impossibilitati a tornare

L'ex villagreppino Filippo Arosio  è nativo di Briosco e si è trasferito in Gran Bretagna per poter frequentare il corso triennale di "Military History" presso la prestigiosa Università del Kent. Ora è al terzo anno e vorrebbe laurearsi a luglio dell'anno prossimo.
Come molti italiani residenti o temporaneamente sul suolo britannico non è riuscito a rimpatriare per le festività natalizie a causa della sospensione immediata dei voli voluta dai Ministri Di Maio e Speranza per contenere la diffusione della variante del Covid-19.
In un'intervista al nostro giornale, Filippo ci ha raccontato l'odissea degli italiani rimasti bloccati nel Regno Unito.

A causa della variante del Coronavirus molti degli italiani che sono in Gran Bretagna non hanno potuto far rientro in Italia per le vacanze di Natale. Si è scatenato da domenica 20 dicembre il panico e gli aeroporti inglesi sono stati presi d'assalto. Cosa ne pensi di questa situazione? Anche tu avevi un volo prenotato che ti è stato cancellato senza preavviso?

"L'aspetto più assurdo di tutto quello che è successo a partire dal 20 dicembre credo risieda nel fatto che all'ordinanza firmata da Di Maio e Speranza è stata data priorità assoluta, e quindi con effetto immediato. Di conseguenza, alle persone che si dovevano imbarcare domenica sera alle 18.00 e che avevano prenotato il biglietto con almeno un mese di anticipo, è stato negato l'imbarco, perché l'ordinanza sarebbe entrata in vigore intorno alle 17.00. Ho sentito di molte persone che sono rimaste in questo vergognoso limbo: non potevano imbarcarsi, ma non potevano neanche tornare presso i loro appartamenti qua in Inghilterra, dal momento che tanti avevano previsto che sarebbero tornati in Italia per le feste, e quindi non hanno prolungato l'affitto per questo periodo. Molti sono stati costretti a dormire in aeroporto dal 20 al 24 dicembre quando i voli sono stati riaperti, proprio perché non avevano un posto dove passare la notte e molti alberghi qui sono chiusi per via del virus. Non bisogna nemmeno dare per scontato che tutte le persone finite in questa situazione avessero i risparmi necessari per far fronte a tutte le spese eccezionali che ne sono conseguite: le compagnie aeree non sono tenute a rimborsare i voli cancellati tra il 20 e il 24 perché questi imprevisti sono stati causati non dagli operatori dei rispettivi voli, ma dalla decisione dei vari governi europei di sospendere i viaggi internazionali.
Io fortunatamente avevo il volo il 22 e quindi la notifica della cancellazione che ho ricevuto da Ryanair via mail il giorno prima mi ha evitato di fare un viaggio a vuoto in aeroporto, come purtroppo è capitato a chi aveva il volo il 20 sera o il 21 la mattina presto".

Pensi che il Governo italiano abbia fatto la scelta giusta a bloccare immediatamente i voli da e per la Gran Bretagna? E pensi che il Governo inglese si sia comportato correttamente o poteva avvisare prima di questa variante?

"Dal mio punto di vista, la scelta di Di Maio e Speranza di sospendere i voli è stata una decisione criminale tout court. Non lo dico semplicemente per il fatto che questa loro ordinanza mi ha impedito di tornare nel mio paese e di trascorrere il Natale con la mia famiglia. Più che altro, ritengo che la decisione sia stata "criminale" perché ha causato grandissimi disagi a centinaia - se non addirittura migliaia - di italiani che sono rimasti bloccati in un paese estero senza nessun preavviso né dal consolato italiano a Londra, né da nessun altro organo governativo italiano. Ancora per tutta la giornata del 23, sul sito del consolato italiano a Londra si poteva leggere che nessun volo di rimpatrio era previsto, per nessuno, indipendentemente dalla situazione di emergenza delle singole persone. La cosa veramente assurda è stata rendersi conto dello stato di completo abbandono da parte delle istituzioni italiane nei confronti miei e di molti altri connazionali che come me si sono trovati in questa scioccante vicenda. Da mezzogiorno del 20 dicembre era possibile leggere su diverse testate giornalistiche italiane online la presa di posizione di Di Maio e Speranza circa la chiusura dei voli. Eppure, fino al giorno successivo, il sito internet del consolato italiano a Londra non comunicava nessun blocco dei voli.
Ho provato a telefonare a quattro numeri di telefono diversi elencati dal sito del consolato, ma nessuno mi ha risposto. Le persone a cui hanno risposto, hanno raccontato che dal consolato non hanno ricevuto alcuna comunicazione confortante, e addirittura si è avuta l'impressione che gli stessi impiegati del suddetto ufficio ne sapessero tanto quanto noi sulla situazione, ovvero niente.
La decisione di Di Maio e Speranza di sospendere tutti i voli internazionali in meno di 12 ore, sebbene motivata dal desiderio di proteggere gli italiani in Italia, ma secondo me è stata piuttosto dettata da panico e soprattutto è stata una decisione presa con poca cognizione di causa.
Già da marzo era risaputo che il governo inglese non aveva brillato per la gestione della pandemia sul proprio suolo nazionale, ma adesso sarebbe troppo facile farne un capro espiatorio. Ora, a differenza di marzo, siamo consapevoli di essere nel bel mezzo di una pandemia globale, e secondo me a partire dall'estate, molti paesi hanno abbassato la guardia. Già il fatto che da metà settembre i contagi avevano cominciato ad aumentare nuovamente avrebbe dovuto suonare come un campanello di allarme per i vari governi e avrebbe dovuto indurli a preparare dei piani di emergenza con largo anticipo per evitare di farsi cogliere di sorpresa come era successo all'inizio della pandemia tra febbraio e marzo. Di Maio e Speranza invece sono stati colti dal panico più totale la mattina del 20 dicembre e, anziché mettere in atto un piano graduale di riduzione dei voli internazionali, sono stati colti completamente impreparati e hanno preso una decisione avventata senza valutare attentamente tutti i potenziali rischi e pericoli, nonché le conseguenze della loro ordinanza. Per certi versi, infatti, questa "crisi dei voli" di dicembre è stata persino più traumatica di quando, a marzo, il virus era ancora una novità e aveva colto tutti di sorpresa. Eppure, a marzo i voli erano stati comunque ridotti in maniera molto graduale, mentre lo scorso 20 dicembre la decisione è stata presa in una sola giornata con effetto immediato di sospensione di tutti i voli, senza neanche aspettare la mezzanotte. Sarebbe stato molto più ragionevole aspettarsi che la reazione al virus limitatamente ai viaggi aerei fosse stata invertita: che il panico dettato da una pandemia globale improvvisa avesse spinto i governi a sospendere i voli all'improvviso, mentre adesso, con maggiore consapevolezza del tipo di minaccia presentata dal virus, si sarebbe dovuta attuare una sospensione graduale. Inspiegabilmente, è successo il contrario".

Conosci qualcuno che è riuscito a tornare in Italia prima del blocco?

"Non conosco nessuno di persona che sia riuscito a tornare in Italia prima della sospensione dei voli. So di una ragazza italiana che studia qui presso la University of Kent e che è rimasta bloccata anche lei. Avrebbe dovuto prendere un volo il 21 dicembre, ma le è stato cancellato".

Ora sembra che i residenti in Italia e coloro che versano in condizioni critiche e di urgenza potranno ritornare a patto che venga fatto un doppio tampone, prima e dopo il viaggio, e la quarantena di 14 giorni una volta atterrati. Ritieni che sia una scelta giusta? E pensi di tornare in Italia? Hai paura di poter essere contagiato?

"Sebbene il 24 dicembre il traffico aereo sia stato ripristinato, lo stress e le sfortune causate a centinaia di persone sono stati immensi. Oltre all'impossibilità di ricevere il rimborso per i voli cancellati, centinaia di viaggiatori, in base alla nuova ordinanza del governo italiano, ora sono costretti a effettuare un tampone non solo all'atterraggio in Italia, ma addirittura prima di partire dall'Inghilterra. Io non sono contrario alla decisione di per sé, ma sono contrario al fatto che il tampone per la partenza dall'Inghilterra debba andare aggiungersi alla lista di spese impreviste in cui tutti quelli che sono rimasti bloccati qui sono incorsi, loro malgrado. Questo tampone, all'inizio (tra il 23 e il 24 dicembre), doveva essere effettuato in cliniche inglesi private a costi esorbitanti, che andavano dalle 100 alle 200 sterline. Dopo il giorno di Santo Stefano le autorità inglesi hanno avuto modo di organizzarsi e i siti dove effettuare i test sono disponibili direttamente in aeroporto, a prezzi più abbordabili: circa 40-50 sterline un antigenico, circa 90-100 sterline un test PCR molecolare. Anche scegliendo di fare l'antigenico, 50 sterline risultano pur sempre una cifra non indifferente per chi ha già perso i soldi del primo volo, ha speso altri soldi per prenotare un secondo volo, e in più ha dovuto spendere altri soldi per sostenere i costi di vitto ad aspettare.
Per riparare ai gravi disagi causati il governo italiano avrebbe dovuto - come minimo - pagare per i tamponi di tutti gli italiani che ne avessero avuto bisogno in partenza dall'Inghilterra. Io ho un volo prenotato per tornare il 29 dicembre in serata a Malpensa. Dopo la riapertura dei voli il 24, la disponibilità di appuntamenti per fare il tampone purtroppo mi ha costretto ad aspettare proprio fino al 29, perché prima di tale data non c'erano appuntamenti liberi presso il sito allestito all'aeroporto di Stansted, dal quale devo partire. La criticità della situazione, purtroppo, ha spinto tante persone a prenotare un volo il 26 o il 27 dicembre senza aver fatto preventivamente un tampone, nella speranza che i controlli in aeroporto alla partenza dall'Inghilterra sarebbero stati comprensivi. Ho sentito invece che senza il tampone viene negato l'imbarco.
Nel complesso, non solo la decisione di Di Maio e Speranza ha causato gravi problemi agli italiani che speravano di poter rientrare nel proprio paese per le feste, ma addirittura, bloccando i voli così a ridosso del Natale, ha fatto sì che nonostante la riapertura del 24 dicembre, tante persone non sono riuscite a trovare un sito dove svolgere un test prima del 29, con il conseguente prolungamento dell'odissea".

S.B.
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