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Scritto Domenica 17 gennaio 2021 alle 10:11

Ospedali: causa Covid priorità solo agli interventi oncologici

L’ospedale San Leopoldo Mandic si prepara nuovamente a ospitare la maggior parte dei malati di Coronavirus della provincia, nonostante a inizio pandemia avrebbe dovuto essere il presidio lecchese “Covid free”. In Pneumologia sono stati liberati i letti di coloro che avevano la possibilità di essere curati a domicilio. Pediatria dopo aver riaperto qualche giorno ha nuovamente chiuso, come Psichiatria e parte della Chirurgia. Si dice che dalla regione sia giunto l’ordine di reperire tra 80 e 100 posti letto dal 20 gennaio in avanti.
Così l’attività clinica prosegue quasi esclusivamente nei reparti di Ostetricia-Ginecologia e Cardiologia oltre che nella struttura semplice di Endoscopia. Quest’ultima ha ripreso le attività pomeridiane in area a pagamento per il personale medico e infermieristico, per ridurre le lunghe liste di attesa. Nel reparto si lavora a pieno ritmo e molto probabilmente con l’inserimento di un medico, oltre ai due in servizio permanente, Armellino, direttore della struttura e Pastore, sarebbe possibile aiutare anche l’omologo reparto del Manzoni a ridurre i tempi di attesa.
Difficile invece la situazione in Ortopedia sia a Lecco sia a Merate. Al Manzoni ci sono 272 pazienti in attesa di una protesi, al Mandic 142. Ma la mancanza di anestesisti rianimatori – recentemente reclutati da una cooperativa – rende impossibile aumentare le sedute operatorie. Oggi sono due alla settimana e sempre a Lecco. E’ stato varato un nuovo bando per la ricerca di anestesisti ma le eventuali assunzioni non saranno a breve.
L’attenzione massima viene dedicata alle patologie oncologiche ritenute improcrastinabili. Tre sedute al giorno al Manzoni e mediamente una per l’urgenza. In questo momento “soffrono” tutti i pazienti che non necessitano di interventi immediati. Ma è chiaro che così le attese si allungano e non c’è orizzonte temporale talmente vicino da far pensare a una loro riduzione.
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