Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 263.296.316
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Domenica 24 gennaio 2021 alle 08:40

Missaglia: la didattica a distanza raccontata dalle insegnanti del comprensivo

Ha preso il via l'altra sera il ciclo di incontri online "...E guardo il mondo da un oblò'' promossi dall'associazione FuoriClasse  e dall'Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini, in collaborazione con i Comuni di Missaglia e di Monticello Brianza.
Centro della discussione è stata la didattica a distanza e le sue conseguenze sui giovani studenti, l'acquisizione delle competenze e delle "intelligenze multiple".

Ad introdurre l'evento è stata Mariacristina Cilli, dirigente scolastico del comprensivo missagliese. "Prima di tutto vorrei ringraziare l'associazione FuoriClasse per i bei risultati ottenuti nelle scuole. Un grazie va anche agli operatori scolastici e alle famiglie perché tanti progetti e attività che il nostro Istituto riesce a promuovere sono dovuti al vostro contributo. Questa sera sono molto orgogliosa perché c'è una parte del mio corpo docenti, scelta a seconda delle funzioni che ognuno di loro ricopre. Parleranno di didattica a distanza nelle sue vesti positive, non vogliono soffermarci sulla pandemia. Come dirigente scolastico è da febbraio che ho cercato di garantire le lezioni ai miei studenti. Fortunatamente con insegnanti vivaci e creativi siamo riusciti a creare delle opportunità di apprendimento importanti. Abbiamo introdotto così l'innovazione: quando parliamo di innovazione sicuramente parliamo di qualcosa che tende verso un miglioramento qualitativo. L'innovazione non è semplicemente l'utilizzo di strumenti, nemmeno una ricerca o invenzione di nuove tecnologie, ma si tratta di garantire un'educazione equa, che raggiunga tutti. Il nostro obiettivo è stato proprio cercare di raggiungere ogni alunno e devo dire che ci siamo riusciti".

Anna Molteni, insegnante presso la scuola primaria Aldo Moro di Maresso e referente DSA dell'IC Rita Levi Montalcini, è stata la prima interlocutrice, che ha compiuto un excursus storico sulla didattica a partire da febbraio dell'anno scorso fino ad oggi: "Noi insegnanti ci siamo trovati ad affrontare un grande cambiamento: dalla nostra classe siamo passati davanti ad un computer. La prima cosa che abbiamo cercato di fare è stata riformare la nostra classe. Sono così partiti i primi contatti attraverso le e-mail, le chiamate, l'uso di WhatsApp. Ai bambini che non disponevano di un dispositivo tecnologico (pc, tablet...), il nostro Istituto è riuscito a consegnarli. Il primo strumento utilizzato per fare lezione è stato Screencast Matic, dove noi docenti abbiamo iniziato a registrare le lezioni. I bambini fin da subito sono riusciti a rivederci; dopodiché siamo passati alla creazione di G Suite. Ogni alunno ha ricevuto una propria gmail con all'interno questo nuovo mondo. Abbiamo poi scoperto Google Classroom, che ci ha permesso di ricreare una classe virtuale. Io insegnavo in una classe quinta, quindi avevo ragazzi abituati ad usare il pc, conoscevano la videoscrittura, l'uso di power point. In un circolo di apprendimento-insegnamento tra docenti e alunni abbiamo creato i ‘quaderni' per ogni materia. Oggi insegno in classe prima e si è deciso quest'anno di non usare tutti i quaderni, ma solo uno per semplicità. Altri strumenti utilizzati sono stati Jamborard, Google Meet, Padlet, YouTube, My Incredible Body, Earth, Ebook e Make Beliefs Comix. I bambini sono rientrati a scuola a settembre, questa volta sui banchi veri e propri, ma con il filtro della mascherina. Questo però li ha aiutati a comprendere meglio il mondo con lo sguardo, gli occhi. Oggi siamo tornati in presenza senza dimenticare la tecnologia. Io e i miei colleghi abbiamo cercato di mantenere vivo quello che abbiamo imparato dalla dad, una sfida che va avanti ancora. Avendo una classe prima mi sono chiesta come fare ad utilizzare la tecnologia senza avere la lettura e la scrittura. Abbiamo così fatto uso di realtà aumentata, spiegazioni a chi è rimasto a casa causa Covid, dettati al pc. Sono i bambini stessi che ci hanno fatto capire come continuare ad usare gli strumenti digitali e quali preferiscono".

"La pandemia ha messo di fronte noi docenti ad un dilemma: trovare un modo per riuscire a riprendere il lavoro con i nostri ragazzi. Devo ammettere che il virus è stato un fattore che ha impresso un'accelerata verso una metodologia innovativa. All'inizio noi docenti di matematica siamo entrati un po' in crisi: facciamo uso di espressioni, di formule per risolvere problemi di geometria, di radici... bisognava capire quali programmi fossero davvero utili per mantenere quel legame stretto che si ha in classe. Abbiamo così fatto uso di due programmi: Geo Gebra e MathType. C'è stato un grosso lavoro da parte di noi docenti per formarci e anche un lavoro da parte degli studenti. Nella didattica a distanza è necessaria una combinazione di competenze tecniche ed emotive per riuscire a conservare il contatto, tirare fuori i ragazzi dalla solitudine forzata e trasferire conoscenze e competenze. La nostra sfida è stata propria quella di pensare la didattica in modo integrato, scegliendo le attività e le tecnologie più adatte a veicolare i contenuti" ha continuato la Prof.ssa Federica Gargantini, insegnante di matematica e scienze presso la scuola secondaria di primo grado G.Casati di Monticello, referente anche per il Cyberbullismo dell'IC Rita Levi Montalcini.

La Prof.ssa Angela Sorrentino, insegnante di lettere presso la scuola secondaria di primo grado monticellese, si è voluta soffermare sulle relazioni tra i ragazzi e tra docenti e alunni: "Che cos'è accaduto alle relazioni? Improvvisamente ci siamo trovati di fronte ad un cambiamento di setting: siamo passati da un'aula ad un computer. Pensavamo che i ragazzi fossero capaci di manovrare un pc, invece molti di loro pur essendo abilissimi nell'uso dei videogiochi non riuscivano ad approcciare al pc come uno strumento di lavoro. Il cambiamento di setting rende complessa la relazione e non riguarda solo la scuola. Si subiscono modifiche nella vita quotidiana: i ragazzi non potevano più trovarsi e rimanevano solo nel nucleo familiare. Piano piano abbiamo cercato di riallacciare le relazioni.
Narrare e narrarsi era possibile: la parola è diventata un elemento centrale perché dava un contorno alle emozioni. Le lezioni sono diventate molto più dialogate, in cui gli spazi venivano veramente condivisi. Per alcuni studenti è stato difficile, per altri facile.
Ci siamo reinventati facendo merenda insieme al computer nel pomeriggio, chiacchierando e facendo emergere i problemi, ad esempio la fatica di dover essere a contatto con familiari positivi al virus. La possibilità di parlarne è stata di aiuto in alcuni casi. Siamo riusciti a trasformare una situazione di disagio in soluzioni con il gruppo. La resilienza è importantissima, ossia la capacità di superare le difficoltà guardandole in faccia e trovando delle strategie".

Ultimo intervento è stato di Chiara Camozzi, insegnante della scuola primaria E.T. Moneta di Missaglia. "Abbiamo fin da subito reagito alla situazione e questi cambiamenti tecnologici obbligati in realtà hanno permesso ai noi docenti di ripensare a dei modelli di insegnamento, alle competenze da raggiungere, che magari fino a quel momento erano stati sottovalutati o rinviati. Quindi tutto ciò ha portato alla messa in moto di un cambiamento di mentalità e di professionalità da parte del docente. Queste nuove tecnologie stanno interagendo in maniera sempre più diretta con noi perché non esistono solo a scuola, ma fanno parte della nostra vita quotidiana. Gli stessi docenti hanno dovuto mettere in atto delle competenze che avevano e che hanno acquisito. Fondamentale è stata la conoscenza di ogni insegnante della propria classe perché il fatto di conoscere bene la classe ha aiutato a predisporre un'offerta articolata di situazioni di apprendimento funzionali e di modalità di elaborazione delle informazioni da parte degli alunni in modo diverso.
Da questa situazione esplicita, le scuole dovrebbero aver imparato la progettazione delle attività e dei processi, la variabile temporale, la collegialità, l'interazione. Importante è tenere presenti le intelligenze multiple, ossia abilità intellettive che ognuno di noi possiede e un'abilità può essere più sviluppata di un'altra.
Fondamentale è l'acquisizione delle competenze, che sono divise in competenze chiave europee e competenze disciplinari. Le competenze chiave europee sono un grande serbatoio di resilienza, necessario per lo sviluppo personale. Ognuno di noi ne ha bisogno per la realizzazione personale, per riuscire ad andare nel mondo e affrontare le complessità. Non smettono mai di essere conseguite. L'insieme di tutte le competenze trasversali sono otto. Le competenze disciplinari sono quelle culturali, che permettono di saper padroneggiare una disciplina. Partono dall'infanzia e arrivano alle superiori variando di complessità. Si trovano nelle indicazioni nazionali del 2012".

Il prossimo appuntamento si terrà giovedì 28 gennaio alle ore 20.45. Argomento sarà "Noi invece delle superiori" con alcune considerazioni sulla DAD tra docenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Interverranno la Prof.ssa Elisabetta Rusconi e il Prof. Giovanni Valsecchi, entrambi docenti di scienze naturali presso IIS Bertacchi di Lecco.

Per maggiori informazioni rimandiamo al seguente link: http://www.fuoriclasse.info

S.B.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco